“L’asino (non) ucciso da Google e le fotocopie gratuite.”

Google ha ucciso un asino. Anzi, Google aveva ucciso un asino. Prima che Mario Cicero e tanti altro si scandalizzano, spiego bene come sono andate le cose. In Botswana, Africa, arriva la Google Car, più o meno con lo stesso ritardo con cui è arrivata a Castelbuono, quindi da poco. Dagli scatti in sequenza, che poi è quello che si vede con Street View, sembra che la macchina della Big G abbia prima avvistato e poi colpito in piano l’animale, poi lasciato alle spalle disteso a terra, morto stecchito. Si solleva grande grandissimo scalpore in rete, tutti a mettere alla gogna Google. Se non che, costretti dalla mastodontica insurrezione, i dirigenti della società californiano spiegano l’accaduto, comprovando il tutto con delle prove fotografiche, ossia l’insieme delle foto che rappresentano il lavoro grezzo, da cui poi vengono estratti i fotogrammi da mettere online. In pratica, l’asino si aggirava con tranquillità per le strade del villaggio, quando ad un certo punto si è comodamente sdraiato sulla sabbia. Prurito  stanchezza, gioco. Non si sa. Quel che è certo è che l’asino è vivo e vegeto e si aggira per le strade del Botswana con pacifica tranquillità. Con buona pace degli utenti incazzati della rete. E di Mario Cicero.

Passando ad altro argomento, un gruppo di studenti romani ha avuto un’idea brillante, che mi ha fatto chiedere come mai non ci avessi pensato anch’io a suo tempo. Ormai però è tardi. In pratica si sono inventati un sistema per cui si possono fare delle fotocopie pagando praticamente niente. Spinti dalla costatazione che ogni studente spende delle cifre esorbitanti (pare 300 Euro l’anno) in fotocopie (appunti, parti di libri, dispense etc.), hanno escogitato un centro stampa in cui le copie hanno dietro un messaggio pubblicitario degli sponsor, che poi sono quelli che sostanzialmente stanno pagando la fotocopia. L’idea si chiama CopyCopy ed è venuta ad alcuni ragazzi romani, alcuni dei quali rientrati dall’estero dove avevano lavori a tempo indeterminato. Dei veri cervelli in fuga rientrati in Italia, appositamente per portare avanti questo progetto. Le fotocopiatrici si trovano in spazi messi a disposizione dall’ateneo. Gli studenti registrandosi al servizio con una tessera dal costo di un Euro (la sola spesa da affrontare!) possono stampare attraverso una postazione pc tutto quello che vogliono. Il progetto è stato lanciato nell’Università Tor Vergata a Roma ed ha avuto un così grande successo da raccogliere 16 mila iscrizioni e l’interesse di centinaia di inserzionisti e decine di altre Università.

Per oggi è tutto cari lettori, ricollegatevi la prossima settimana.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?