Le 10 domande al responsabile della Flai-Cgil Vincenzo Capuana

a cura del giornalista-storico Giuseppe Spallino

1) Come, quando e perché è entrato nel sindacato?

2) Una volta la Cgil era l’altra faccia della medaglia del Pci, non è un caso che dirigenti sindacali (Di Vittorio, Lama, La Torre, Macaluso, Cofferati) siano diventati dirigenti politici e viceversa. Lei, come ha detto più volte, è cresciuto “a pane e politica”. Nel 2007 era contro la ricandidatura dell’attuale sindaco Mario Cicero, ma poi è stato uno dei suoi maggiori sostenitori. E’ un caso, come affermarono allora alcuni “rifondati”, che questo suo impegno nella campagna elettorale a favore del candidato sindaco del Pd, sia coinciso con  l’impegno nel sindacato e un incarico ricevuto dall’Ente Parco delle Madonie?

3) Quanto guadagna dal sindacato?

4) La categoria di cui si occupa è quella dei lavoratori agro-industriali, in sostanza i braccianti agricoli. Qual è la situazione di questi lavoratori a Castelbuono?

5) Lei si è occupato dei lavoratori dell’Abbazia Santa Anastasia. A onore della verità i problemi per loro iniziarono prima della nota vicenda giudiziaria. Può farci una breve cronistoria dei fatti?

6) Cosa fa il suo sindacato per combattere il lavoro nero a Castelbuono?

7) Quali sono i vostri rapporti con gli altri sindacati?

8 ) Quali sono i vostri rapporti con l’Amministrazione comunale?

9) Negli anni scorsi avete dato il giusto riconoscimento a Nardo Sferruzza intitolandogli la vostra sede. Però anche altri uomini che hanno fatto molto per il sindacato e per i braccianti meriterebbero il giusto riconoscimento. Per esempio: cosa avete intenzione di fare per ricordare Angelo Lima?

10) Dopo che la Cgil nazionale ha fatto fallire il piano del governo Prodi per salvare Alitalia, molti non credono più nel sindacato. Cosa si augura per il futuro della Cgil e dei lavoratori agro-industriali?

1 commento

  1. 1) La passione, la cultura del lavoro, il senso del dovere, l?ambizione e la meritocrazia sono il filo rosso tessuto, nel tempo, in ogni mio impegno; ad esempio negli Studi, nella Ophrys, nel Partito e, dal 1994 a titolo gratuito e nei limiti delle mie capacità, nel Museo Naturalistico F. Minà Palumbo. Per questi motivi dalla fine del 2007, accettando la proposta del Compagno Nuccio Ribaudo, Segr. Gen. FLAI CGIL di Palermo, sono impegnato in CGIL. E l?impegno in CGIL non è una prebenda; è un impegno al lavoro, al sacrificio, alla durezza della lotta per assaporare la dolcezza della conquista. Per gli stessi motivi non mi vedo impegnato nel prossimo Consiglio Comunale.

    2) Se l?impegno in CGIL non è una prebenda, l?esser selezionato in un bando di concorso pubblico per un Progetto del Ministero dell?Ambiente, tramite Ente Parco delle Madonie, non era incarico di natura fiduciaria e/o per chiamata diretta del Sindaco Mario Cicero. Ciò premesso, nel PCI esisteva il centralismo democratico: dentro gli organi ci si contrapponeva ferocemente, definita la linea politica, anche a maggioranza, quella diventata la linea politica di tutti. Nel rispetto di questo principio, pur avendo vissuto per anni, anche dopo il 2007 la solitudine del dissenso nelle assemblee e nei coordinamenti del Pd, non potevo non votare nelle scorse amministrative per il Sindaco Mario Cicero; così come oggi, indipendentemente dal voto che ho espresso nelle primarie del 22 novembre, Peppe Norata è il Candidato Sindaco del Pd che voterò nelle prossime amministrative. Essere maggioranza non è una virtù, essere minoranza non è una colpa ma l?Unità è un valore che riconosco ancor prima del mio convincimento.

    3) La CGIL ha più di cent?anni di storia continuerà ad esistere grazie a migliaia di compagne e di compagni che nei luoghi di lavoro e nella Società svolgono la loro azione politico sindacale su base volontaria senza esser a libro paga della Organizzazione. Ed io fra questi, non ho un contratto e, per intenderci, non ho uno stipendio ogni 27 del mese; mi vengono rimborsate, nei tempi e nei modi consoni alla disponibilità dell?Organizzazione, che è finanziata esclusivamente dai lavoratori che rappresentiamo, le spese vive (es. carburante) che anticipo per svolgere l?attività politico sindacale. In termini concreti, si tratta di qualche migliaia di euro in riferimento al 2011. Invito, chiunque voglia dare il proprio contributo in CGIL in questi termini, di farsi avanti.

    4) Ogni anno nel mese di maggio vengono pubblicati dall?INPS, sulla base delle denunzie trimestrali delle Aziende Agricole, gli elenchi anagrafici comune per comune. Gli ultimi dati disponibili, anno 2010, ci dicono che a Castelbuono gli iscritti negli elenchi anagrafici sono circa 500 braccianti agricoli di cui circa 200 coloro impegnati con l?Azienda Foreste e l?Ispettorato. Il trend ci dice che, in generale, diminuisce il numero dei braccianti ed in percentuale maggiore quello delle donne e dei giovani, cresce il numero dei lavoratori migranti e di coloro che non raggiungono la soglia delle 51 gg. che è la soglia minima, in agricoltura, per accedere alle prestazioni previdenziali. A questi è necessario aggiungere le lavoratrici ed i lavoratori impegnati nell?industria agroalimentare (prodotti da forno).

    5) Abbazia S. Anastasia per incidenza sul P.I.L. prodotto nella nostra Comunità, per la quantità e la qualità del lavoro, rispetto dei contratti, e per la ricerca ed innovazione, biodinamico, è un?attività imprenditoriale ed economica di eccellenza nel nostro territorio. Lo era prima della vicenda giudiziaria, deve esserlo in una conduzione in Amministrazione Giudiziaria quale si trova in questo momento. C?è un dato preoccupante relativamente al calo delle giornate lavorate e soprattutto, ed è un problema strutturale dell?Azienda, oramai da anni, c?è il fatto che non si riesce a commercializzare il vino, eccellente, prodotto. La situazione, aggravata dalle crisi economica e sociale generale, non è sicuramente di facile risoluzione. Di certo, continuerà ad esserci il Nostro impegno, assoluto, e il senso di responsabilità delle lavoratrici e dei lavoratori nell?auspicio che Abbazia S. Anastasia continui ad esser il marchio del vino etico: etico perchè è il prodotto di saperi e di un territori legati indissolubilmente nel raggiungimento di sapori di elevata qualità unici ed univoci, etico perchè è prodotto rispettando l?ambiente, etico perchè è prodotto nel pieno rispetto della legalità del lavoro e della dignità dell?uomo.

    6) Il lavoro nero è un danno per il lavoratore, per le imprese e per la collettività; per il lavoratore significa meno diritti, meno dignità, meno salario, meno pensione, più concorrenza scorretta per le imprese mentre per la collettività lavoro nero è sinonimo di evasione fiscale e contributiva e quindi meno equità e meno giustizia sociale. La prima Nostra azione è di natura culturale ed educativa; educare a vedere nel lavoro lo strumento di emancipazione, per la coesione sociale e come opportunità per l?affermazione della legalità in ogni sua forma e declinazione. Educare al senso del dovere, nel lavoro pubblico e in quello privato, permette al lavoratore di chiedere che vengano rispettati i diritti e non, invece, che vengano elargiti favori. In ogni tavolo di concertazione, la Nostra organizzazione chiede che investimenti pubblici e privati siano nel solco della certificazione etica sopracitata e secondo un modello di sviluppo che vede nella decrescita sostenibile un modello di ispirazione. Nei fatti l?impegno immane della FLAI CGIL di Palermo e siciliana e dei lavoratori forestali che hanno creduto negli ultimi 3 anni nella vertenza forestale nei confronti del Governo Lombardo, pochi per la verità, ha determinato una ricaduta nel nostro Comune di circa 8 mila giornate agricole lavorate in più nel 2011 rispetto a solo 5 anni fa (legge 14/06 ed accordo del 14 maggio 2009) ; se ad esempio un lavoratore forestale che nel 2006 lavorava 101 giornate e lo scorso ha lavorato per 151 giorni, grazie agli accordi da noi siglati e la nuova fase politica siciliana ci è stata certamente d?aiuto, ciò significa che quel lavoratore rimane fuori dal mercato del lavoro edile e /o bracciantile, e molto probabilmente anche del lavoro nero, per altre 51 gg. Questo è il Nostro contributo con i fatti nella lotta al lavoro nero insieme a quello di non lasciare mai solo una lavoratrice o un lavoratore che, leso nella sua dignità di persona e lavoratore, si presenti alla Camera del Lavoro per attivare una vertenza nei confronti di un padrone che pratichi il lavoro nero, il sottosalario, il mobbing e/ o lo stalking. E qui finisce il nostro ruolo; poi c?è un ruolo delle imprese, dei ragionieri e dei commercialisti, delle Istituzioni e di coloro che, forze dell?ordine ed ispettori del lavoro, svolgono funzione di controllo e repressiva. Auspichiamo più controlli. Anche il quadro legislativo è fondamentale; certo l?epopea berlusconiana di Sacconi e Brunetta è stata devastante. Un tavolo di concertazione permanente fra gli attori sopracitati può, infine, aiutare il determinarsi di un vero ?sistema paese? che esisterà solo quando la ricchezza prodotta si ridistribuirà in termini di dignità, equità e legalità su chi qui è nato e su chi qui è divenuto Comunità. Il lavoro, quindi, come strumento di comunione per un popolo euro mediterraneo.

    7) Con CISL e UIL, a livello locale, ci divide e/o ci unisce ciò che ci divide ed unisce a Pomigliano e/o nei tavoli di concertazione con il Governo Nazionale; ad esser sincero caduto il Governo Berlusconi, si è difatti ricostituita l?unità sindacale nel senso che CISL e UIL hanno ricominciato a condividere piattaforme che erano unitarie durante il Governo Prodi, erano da accordi separati con il Governo Berlusconi, sono ridiventate miracolosamente, sempre dal loro punto di vista, unitarie con il Governo Monti.

    8 ) I rapporti con un?Amministrazione comunale non possono che essere di continuo confronto, di proficua collaborazione e, laddove necessario, di natura vertenziale; fondamentale è il rispetto reciproco di ruoli e funzioni e ciò credo non sia mai mancato, in questi anni, da entrambi le parti.

    9) Riporto di seguito la motivazione con cui nel gennaio del 2010 intitolammo la Nostra sede al Compagno Nardo Sferruzza (ricordo che era ancora in vita il Compagno Angelo Lima):
    ? Il Gruppo Dirigente della CGIL di Castelbuono, d?intesa con la Segreteria provinciale, ha deciso di intestare la Camera del Lavoro al Compagno ?Nardo Sferruzza? nella ricorrenza del ventesimo anniversario della sua morte. Con tale gesto si vuole dare un giusto riconoscimento non solo ad un compagno che con passione, impegno ed abnegazione ha organizzato storiche lotte per il lavoro e per il raggiungimento di fondamentali diritti ma anche ad un rappresentante di quella Classe Dirigente del Sindacato, Ciccio Di Galbo – Angelo Lima ? Angelo Occorso – Michele Spallino solo per citarne alcuni, che dagli anni ?50 in poi è stata punto di riferimento determinante per l?emancipazione della classe operaia e per la crescita della nostra Comunità ?.
    L?unico modo per ricordare quegli uomini, fra cui Angelo Lima, dalle origini umili e senza studi, nati con le stigmate di classe dirigente e che hanno caratterizzato quella generazione che è stata capace di superare fattori limitanti oggettivi quali lo spazio e il tempo, l?analfabetismo, la povertà e la fame, è quello di non tradire MAI la loro tensione morale e ferocia determinazione nel rivendicare diritti collettivi, individuali e di cittadinanza dall?alto del loro senso del dovere e di responsabilità. Rinnovare il loro testamento morale, il Nostro impegno.

    10) Premesso che ritengo sbagliata la premessa, e mi scuso per il gioco di parole, a quest?ultima domanda, il futuro della CGIL è nelle sue radici, nel suo passato. La CGIL che vuole dare risoluzione ai problemi, per quello che è il suo ruolo di controparte di chi governa, senza perdere il calore morbido degli ideali. Ma la luce di una visione collettiva perfetta per restituire senso e fiducia nel futuro lascia in ombra delle zone. Le periferie, forse, è per periferie oggi si intende oltre il luogo fisico delle città metropolitane anche il precario, l?immigrato, tante donne e tanti bambini cui viene calpestata la dignità di essere umano La CGIL come vocazione ed impegno, coraggio e sfida. Per tenere insieme i fili della vita associata e far coesistere il principio di universalità con quello di differenza. Torniamo lì; alle ragioni dell?essere CGIL, Confederazione Generale Italiana del Lavoro. Il lavoro come strumento di libertà, di emancipazione, come il sogno per il domani che si costruisce nella fatica del quotidiano.E? la CGIL che deve saper parlare a tutti, che mette al centro la persona perché offre idee, solidarietà, sostegno. Un destino, uno scopo comune, una appartenenza, quel quadratino rosso. La CGIL, come argine, ultimo e solo, alla deriva individualistica della nostra Società. Tenere acceso il sacro fuoco della passione, ritrovarla laddove si è persa o spenta, riscoprire la bellezza dell?impegno, l?idealismo inclusivo e pragmatico di un nuovo vecchio modo di fare politica. La CGIL che deve avere i piedi per terra ma muoversi a tempo di utopia. Quell?utopia che serve per continuare a cercare l?orizzonte dove andare. Il bene comune, una sostanziale convergenza sull?uomo.

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