Le 10 domande all’assessore all’urbanistica e ai lavori pubblici Letteria Romè

Sedicesima puntata della rubrica “il rompiscatole” a cura del giornalista-storico Giuseppe Spallino

1) Perché sono state assegnate proprio a lei le deleghe all’ubanistica e ai lavori pubblici, che titoli o meriti ha in tal senso?

2) Riguardo la zona artigianale o meglio polo industriale: a che punto sono i lavori, chi completerà il tetto della struttura costruita negli anni ’80 e chi toglierà i rifiuti che ci sono, è stato redatto un piano particolareggiato, infine quando verrà tagliato il nastro?

3) Dopo che avete tolto le palme da piazza Matteotti, cosa avete intenzione di fare, rimarrà così com’è?

4) E’ stato finanziato il prolungamento di via papa Giovanni XXIII per rendere via Dante Alighieri a senso unico e ridurre il traffico. A che punto è questo progetto?

5) Cosa state facendo per evitare la caduta di una terza mattonella dalla facciata del Palazzo municipale?

6) Cosa manca ancora per rendere Casa Speciale fruibile ai cittadini?

7) Quando sarà inaugurato ufficialmente Palazzo Failla?

8 ) Quando inizieranno i lavori al teatro Le fontanelle, a chi è stato affidato il progetto e perché?

9) Sono finiti i lavori al campo sportivo. Perché, se è vero quello che dice un dirigente dell’ASD Castelbuono, ancora non è stato ritenuto agibile dalla Prefettura?

10) Alla Procura della Repubblica di Termini Imerese da un anno a questa parte sono arrivati diversi rapporti dei carabinieri e dei vigili urbani su casi di abusivismo edilizio avvenuti a Castelbuono. Cosa fa l’Amministrazione, e l’UTC, per combattere questa piaga?

2 Commenti

  1. 1) Perché sono state assegnate proprio a lei le deleghe all?urbanistica ed ai lavori pubblici, che titoli o meriti ha in tal senso?
    Il ruolo dell?Assessore non è ruolo cui si accede per concorso pubblico quindi le rispondo subito che non ho titoli specifici mentre riguardo ai meriti le suggerisco di rivolgere la domanda al Sindaco considerato che è lui che mi ha affidato la delega di assessore.

    2) Riguardo la zona artigianale o meglio polo industriale. A che punto sono i lavori, chi completerà il tetto della struttura costruita negli anni ?80 e chi toglierà i rifiuti che ci sono, è stato redatto un piano particolareggiato, infine quando verrà tagliato il nastro?
    La storia della nostra Area artigianale parte dal Piano particolareggiato approvato in variante al PUC 9 nel 1989. Subito dopo vengono realizzate alcune opere di urbanizzazione insieme ad un blocco di unità produttive con finanziamenti della CEE che però si interrompono a causa delle note vicende SIRAP.
    Solo nel 2004 si ottengono i primi finanziamenti per poter rimettere mano all?area artigianale. Sono iniziati così i lavori per la realizzazione di opere di urbanizzazione primaria, cui sono seguiti altri finanziamenti per la realizzazione del centro servizi e l?esecuzione del collettore per il convogliamento delle acque meteoriche (al fine di ridurre il vincolo di in edificabilità da 50 a10mt). Nel 2010 abbiamo ricevuto un ulteriore finanziamento ed abbiamo già affidato i lavori per la realizzazione di opere che completano definitivamente l?area e non pregiudicano le assegnazioni. Nel corso di questi anni abbiamo speso circa 8.000.000 di euro di finanziamenti per la realizzazione di un area dove oggi possiamo allocare in maniera più razionale i nostri artigiani con spazi sicuramente più adeguati per il loro sviluppo. Il completamento di quest?opera rappresenta il frutto di un lavoro costante dell?Amministrazione che negli anni ha permesso di realizzare un?area artigianale che non solo consentirà agli artigiani di crescere per posizionarsi in un mercato sempre più competitivo ma, con lo spostamento delle attività artigianali dal centro abitato, consentirà anche una maggiore qualificazione del nostro territorio
    Come le ha già risposto il Sindaco, non sarà necessario tagliare alcun nastro; il nostro interesse è quello di offrire agli artigiani la massima collaborazione per accompagnarli all?utilizzo dell?area e dei capannoni.

    3) Dopo che avete tolto le palme da Piazza Matteotti , cosa avete intenzione di fare, rimarrà così com?è?
    Le rispondo subito dicendo che non è mai stata nostra intenzione mantenere la sistemazione di Piazza Matteotti così com?è, tant?è che abbiamo già pronto un progetto definitivo per un importo di 405.000,00 munito di tutti i pareri e siamo in attesa di un bando cui potere partecipare. Proprio per l?importanza che riveste per il nostro paese abbiamo pensato ad un progetto che faccia della piazza un luogo che sia architettonicamente definito ed in armonia con il tessuto urbano.
    Le sistemazioni che abbiamo dato, non hanno mai avuto la pretesa di diventare definitive ma, d?altro canto, non abbiamo mai pensato di riportare quell?area allo stato in cui si trovava prima, quello cioè di uno spazio informe contraddistinto da una sosta selvaggia. L?unica pretesa che abbiamo è di rendere ?Supra u Ponti? una piazza, luogo di incontro, di confronto, di dinamicità della vita sociale fatta di relazioni, di scambio di opinioni che può di certo giovare al bene comune del nostro paese.

    4) E? stato finanziato il prolungamento della Via Papa Giovanni XXIII per rendere via dante Alighieri a senso unico e ridurre il traffico. A che punto è questo progetto?
    Nel 2005, in seguito alla partecipazione ad un bando, il progetto della Via Papa Giovanni XXIII, il cui importo era di ?1.750.000,00, veniva utilmente inserito nella graduatoria degli interventi ammessi a cofinanziamento per ? 875.000,00 dall?Assessorato Regionale LL.PP mentre per la rimanente somma da cofinanziare veniva accesso un mutuo con la Cassa DD.PP.
    In seguito la graduatoria è stata rivista e, con decreto del 14/07/2009, il nostro progetto è risultato idoneo ma non rientrante tra quelli ammessi a finanziamento.
    Nelle more però, poiché il mutuo, quale quota di cofinanziamento, era già stato acceso abbiamo proposto al C.C. di utilizzare le somme per l?esecuzione di opere di manutenzione in parte già realizzate ed da realizzare che hanno riguardato strade urbane (Via P.pe Umberto, Via Mulini, strada Piano Monaci-Portella del Pero) ed extraurbane (Vignicella-Santuzza, Don Ottavio Pedagni, Giammina, San Paolo-Rametta-Petraro, ecc) le scuole e le strutture sportive comunali.
    La via Papa Giovanni XXIII rappresenta comunque una priorità e rimane pertanto l?impegno da parte dell?Amministrazione di reperire risorse per la sua realizzazione in quanto rappresenta un asse viario strategico per il nostro paese.

    5) Cosa state facendo per evitare la caduta di una terza mattonella dalla facciata del Palazzo municipale?
    La caduta delle mattonelle dal prospetto della Casa comunale hanno rappresentato un evento increscioso che ha destato molta preoccupazione e che, per fortuna, non ha causato danni a persone. La situazione è sotto controllo ma molto delicata poiché, accertato che la caduta è dovuta a lacune costruttive, stiamo valutando possibili soluzioni che possano garantire intanto la sicurezza, evitando qualsiasi rischio di ulteriori distacchi e, nello stesso tempo, un intervento che non modifichi il prospetto realizzato.

    6) Cosa manca ancora per rendere Casa Speciale fruibile ai cittadini?
    Praticamente Casa Speciale è pronta ma, per farne un centro vivo e dinamico di attività culturali, c?e la necessità di acquistare le attrezzature necessarie(computer, televisori, video proiettori, ecc). Siamo pronti per avviare la gara che ad oggi non abbiamo ancora espletato per ragioni legate al patto di stabilità pur essendo, le somme già previste nel progetto.

    7) Quando sarà inaugurato ufficialmente Palazzo Failla?
    Abbiamo già previsto come data quella del 03 dicembre essendo già la struttura completata. Verrà così restituito alla cittadinanza un altro immobile completamente ristrutturato da destinare ad attività culturali (Consorzio universitario, Corsi per alta formazione musicale).

    8 ) Quando inizieranno i lavori al teatro Le Fontanelle, a chi è stato affidato il progetto e perché?
    I lavori inizieranno quando riceveremo i finanziamenti. Ad oggi possiamo dire che il progetto definitivo per il recupero e la ristrutturazione del Cineteatro Le Fontanelle, che ha acquisito tutti i N.O. , è tra quegli interventi previsti nel PIST( Piano integrato di sviluppo territoriale), dichiarato ammissibile e per il quale l?Amministrazione, tenuto conto dell?importanza che riveste l?opera pubblica per Castelbuono, si è impegnata ad assicurare un cofinanziamento del 10% dell?importo del progetto.
    L?incarico è stato conferito nel 2000 agli arch. Giuseppe Pagano Professore ordinario di ?Disegno dell?Architettura? e incaricato di ?Museografia? presso la Facoltà di Architettura dell?Università di Catania e all?Arch. Giovanni Raimondo che svolge attività professionale dal 1995.

    9) Sono finiti i lavori al campo sportivo. Perché se è vero quello che dice un dirigente dell?ASD Castelbuono, ancora non è stato ritenuto agibile dalla Prefettura?
    Le ragioni sono legate al fatto che il tecnico, in sede di collaudo, ha prescritto la necessità di eseguire lavori, non previsti in progetto, di sistemazione del muro che delimita la parte alta della gradinata Ovest che presenta, nella parte posteriore, distacchi di calcestruzzo.
    In seguito alla prescrizione l?Amministrazione ha inserito questi lavori in un progetto più ampio che riguarda la manutenzione straordinaria delle scuole materne, elementari e degli impianti sportivi finanziato con la devoluzione del mutuo di Via Papa Giovanni XXIII. Oltre ai lavori prescritti verranno realizzati interventi di risanamento strutturale del muro perimetrale la definizione dei servizi igienici sotto la gradinata Ovest e la tinteggiatura di tutte le ringhiere.
    Abbiamo già aggiudicato la gara e, dopo la definizione del contratto, potranno iniziare i lavori alla fine dei quali otterremo l?agibilità dell?intera struttura.

    10) Alla Procura della Repubblica di Termini Imerese da un anno a questa parte sono arrivati diversi rapporti dei Carabinieri e dei Vigili urbani su casi di abusivismo edilizio avvenuti a Castelbuono. Cosa fa l?Amministrazione, e l?UTC per combattere questa piaga?
    Nel nostro comune la procedura dei controlli avviene, di solito, a seguito di segnalazione della Polizia municipale o dei Carabinieri all?UTC che emette le relative ordinanze.
    Nel corso dell?ultimo anno, poiché ci siamo resi conto che le normali procedure non garantivano un corretto controllo del territorio, oltre alle normali verifiche, abbiamo avviato degli accertamenti dell?attività edilizia a campione a cura dei Vigili urbani e dell?UTC il quale, tra l?altro, trasmette ed aggiorna l?elenco degli interventi edilizi in corso alle autorità di controllo.
    Vorrei rassicurare tutti, però, che a Castelbuono non si può certo parlare di piaga dell?abusivismo. Ci sono dei casi di abuso, ma spesso si tratta di piccoli abusi, non per questo giustificabili, che abbiamo il dovere di attenzionare ritenendo corretto che, il castelbuonese onesto che ha costruito la sua casa in modo legale, pagando le relative tasse, non pensi che il furbo di turno possa agire indisturbato ma anche tenendo conto che gli abusi rappresentano per il nostro comune anche un danno economico.

  2. A mio avviso le risposte della Signora Letteria Romè necessitano di alcune precisazioni di ordine tecnico e procedurale necessarie affinché la gestione dei processi costruttivi e pianificatori che rientrano nel contesto delle competenze della politica e della Pubblica Amm. ne possa in futuro aver luogo nella considerazione di altre esperienze negli ambiti di Diritto, Giurisprudenza e Normativa tecnica. Si tratta di ambiti complessi che non possono essere delegati alla interpretzione dei soliti santoni di turno, bensì a quelle strutture all’ interno degli Ordini professionali (architetti, ingegneri, geometri, geologi, giuristi) e delle istanze intermedie della P.A. che, ahinoi, sono assenti. Un discorso, questo, che potrebbe essere esteso alla paventata derogabilità delle tariffe minime degli Ordini professionali inserite dal Governo nel piano di risanamento economico della finaza pubblica impostogli dall’ Europa, materia che dovrebbe essere di competenza esclusiva dei rispettivi Orini e Consigli nazionali, giammai ambiti primari dell’ azione politica. D’ altra più che noto sono in Italia il parassitismo e l’ immobilismo che imbrigliano i movimenti di quelli che dovrebbero essere dinamici organismi in difesa degli interessi delle categorie professionali nel ruolo di cariatidi di una malapolitica o politica politicante che dalle centrali del potere ha messo le mani su tutti i gangli vitali del Paese lasciando i Comuni alla mercè di piccoli attori pronti a scimmiottare i ciarlatani della malapolitica o della politica politicante regionale e nazionale. In medias res, dunque. Sulla “Risposta 2” con oggetto il polo artigianale devo far rilevare che non si può parlare di Piano Particolareggiato se non si conoscono le prerogative e i caratteri salienti di questo complesso strumento pianificatorio che tralaltro non viene neanche insegnato nelle Facoltà di Ingegneria e di Architettura itaiane. In Germania sono gli Uffici Tecnici, gli Uffici per lo Sviluppo e la Pianificazione urbana dei Comprensori per i Comuni minori, e gli Uffici Tecnici e gli Uffici per lo Sviluppo e la Pianificazione urbana delle città responsabili rispettivamente del controllo delle attività edilizia e pianificatoria, e il tutto funziona benissimo e senza interferenze esterne. Men che meno da parte della politica. Nello specifico significa che gli Uffici “tecnici” comunali dovrebbero essere articolati in un UT (Ufficio Tecnico) e un USU-T (Ufficio per lo Sviluppo Urbano . . . e, se necessario, per il Traffico). Al secondo dovrebbero essere delegata l’ attività pianificatoria sull’ intero territorio comunale che si estrinseca nella redazione del Piano Reg. re Generale e dei Piani Particolareggiati, Statuti urbani, concorsi di architettura, partecipazione dei cittadini, etc. Quello che in Germania, per l’ appunto, va sotto la dizione di “staedtebauliche Ordnung”, cioè Ordine urbanistico. I racconti della Signora Romè sul reperimento dei finaziamenti non interessano nessuno e i suoi presunti “dettagli” sono disarticolati e di scarsa importanza. Pertanto l’ urgenza di un serio P.P. con la “prescrizione” (non “indicazione”) delle caratteristiche dei lotti; tipologie stradali (larghezza, allineamenti, parcheggi, etc.); reti idriche, fognanti e di comunicazione; gabina elettrica di trasformazione; aree per la raccolta e lo smistamento di rifiuti industriali; verde, etc. A progettre gli spazi saranno ingegnei, architetti e geometri preparati locali e non la Signora Romè o i suoi successori. Considerate le ricadute sull’ economia locale proporrei alla Signora Romè di istituire sin da ora una Commissione permanente sul polotaggio delle iniziative industriali e artigianali. Sulla “Risposta 3” manca un piano generale riguardante la cura degli spazi urbani. “Pretese” di rendere le piazze luoghi d’ incontro, di dinamicità della vita sociale fatta di relazioni, di scambio di opinioni, etc.”, sono soltanto esercitazioni spirituali di basso valore. La “Risposta 5” sulla Casa Comunale è stata poco esaustiva, se non superficiale. Il giudizio sulla caduta di piastrelle non è di competenza della Signora Romè. Competenti dovrebbero essere le istanze intermedie di controllo tecnico, amministrativo e giuridico che in Italia sono inesistenti. Né una materia sì complessa può essere oggetto di un sedicente “collaudo tecnico-amministrativo” a disposizione di una politica clientelare sollevando così da ogni responsabilità l’ unico attore in causa: il progettista, direttore e contabile dei lavori che è l’ unico interlocutere e responsabile nei riguardi della committenza. Sia essa pubblica o privata. Al riguardo deploravole è il ruolo che svolgono Ordini e Consigli professionali, giuristi e la Magistratura civile. Le “lacune costruttive” denunciate dalla Signora Romè hanno ben altra origine e dovrebbero essere oggetto di attenzione da parte delle istanze sopra indicate. La “Risposta 8” sull’ inizio dei lavori al teatro Le Fontanelle è stata fumosa. Avremmo voluto sapere di più sul programma funzionale del complesso e meno dei provvedimenti che sono di competenza de progettista, direttore e contabile dei lavori, ricordando per il futuro il rispetto delle buone norme di igiene politica che dovrebbero escludere il conferimento d’ incarichi di progettazione soltante sulla base dell’ attività didattica o dell’ attività professionale del progettista. Il concorso pubblico, visto nei suoi aspetti di qualità formale conseguibile e dell’ economia dell’ opera, è la soluzione ottimale e, pertanto, il percorso da seguire in futuro. La “Risposta 10” relativa al controllo dell’ attività edilizia mette ancora una volta in luce le carenze della politica e della P.A. in materia di controlli sul territorio. Mi sembra che sia giunto il momento di sensibilizzare gli Ordini professionali e le rappresentanze delle categorie della produzione e del commercio, etc., affinché assieme ai Comuni sia esercitata pressione nei riguardi della politica regionale impegnandola all’ emendazione di un rigoroso “Regolamento edilizio regionale” il quale, se ben strutturato, si rivelerebbe un irrinunciabile volano economico e un indispensabile motore di didattica e di ricerca per l’ edilizia. Nulla ha detto la Signora Romè su un indalazionebile piano comunale per la mobilità, né di risanamento delle strutture pubbliche così come di un piano di risanamento energetico degli edifici. Altri ambiti, questi, che potrebbe avvicinare i cittadini alle istituzioni.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.