“Le assurde prove per diventare medico e le novità editoriali castelbuonesi.”

Questo è il periodo dei test d’ingresso universitari. Uno dei più aspettati e temuti è sicuramente il test d’ingresso a Medicina. Il superamento del test da la possibilità, in futuro, di diventare medico; una figura professionale ambita, di spessore e grande fama. il medico in Italia è uno status riconosciutissimo. Piovono copiose però le critiche sul sistema di selezione. Nel test bisogna rispondere a quesiti su “Logica e Cultura Generale”, “Biologia”, “Chimica”, “Fisica” e “Matematica”.  E già qui si potrebbe disquisire a lungo sul senso di richiedere conoscenze in matematica e fisica e, ancor di più, in logica e cultura generale. Per non parlare poi della pecca dell’assenza di prova di lingua inglese. Il dottor Giuseppe Remuzzi, autore di 800 pubblicazioni scientifiche, primario di nefrologia e dialisi a Bergamo, dichiara che probabilmente oggi non riuscirebbe ad entrare, perché non sa cos’è la pratica meditativa dei maoisti o chi ha scritto “Barbablu” (per citare alcuni esempi di domande uscite negli ultimi anni). Infondo quello che conta in un ragazzo che vuole diventare medico sono le aspettative, la passione, la volontà o il suo pensiero circa i grandi problemi di bioetica o ancora quante persone muoiono di AIDS all’anno e quante di morbillo, in ordine di grandezza. Negli USA coi candidati ad entrare alle facoltà di medicina si parla, si capisce col confronto diretto cosa lo spinge a fare questa scelta. Se ha la giusta sensibilità, se saprà approcciarsi nel modo giusto ai pazienti. Forse alla fine è solo questo quello che conta. A mio parere non dovrebbe nemmeno esserci un test di ingresso. All’università si ci va per imparare. Fisica, matematica, biologia e chimica sono corsi che si seguono durante il percorso di studi, non ha senso richiedere che si posseggono conoscenze di discipline che si dovranno insegnare. Proprio qualche giorno fa, ho conosciuto due ragazzi che si sono trasferiti a Palermo dal Gabon, nell’Africa centrale, chiacchierando ho scoperto che erano venuti col sogno di studiare medicina. Non sapevano nemmeno esistesse un test di questo tipo per l’ammissione. Gli ho caldamente consigliato di prepararsi sulle materie scientifiche. Per la cultura generale sarà dura. Fanno prima a segnare una crocetta a caso tra le risposte possibili.

Sempre a proposito di ospedali, qualche giorno fa un automobilista palermitano, che aveva lasciato l’auto nel parcheggio dell’ospedale Villa Sofia, ha picchiato il vigile urbano che aveva appena rilasciato la contravvenzione. La multa era dovuta ad una sosta irregolare, in pratica l’auto era messa al centro della carreggiata, di fronte l’entrata principale dell’ospedale. Nonostante il torto palese, ha comunque picchiato il vigile che ha avuto una prognosi di 7 giorni. Quando sento notizie del genere rabbrividisco. I segni di una civiltà sviluppata, intellettualmente avanzata, si vedono anche da queste piccole cose. Se alla macchina non si riesce proprio a rinunciare, nemmeno se si sa già che si avranno enormi problemi di parcheggio, che si gira per ore senza trovarne, che nel frattempo si spreca benzina (sempre più costosa) e si è costretti a posteggiare dove non si potrebbe. Se proprio non si può rinunciare a tutto questo, allora si dovrebbe accettare la possibilità di ricevere una multa.

Infine, volevo segnalare l’uscita in edicola del nuovo libro di Massimiliano Città, Il funambolo. Questa raccolta di racconti va ad aggiungersi a quella edita da Alessandro Fiasconaro, Il compito, come ultime uscite di opere di autori castelbuonesi. Io non li ho ancora acquistati, ma lo farò a brevissimo, ho grande curiosità di conoscere il fervore editoriale che coinvolge la nostra cittadina.

Per oggi è tutto, ci vediamo la prossima settimana.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?