Le dimissioni dell’assessore Genchi

Di seguito, per intero, la lettera di dimissioni di Giuseppe Genchi dall’incarico di assessore alla Cultura e al Turismo.
L’impegno e l’entusiasmo politico che pi? di un anno fa mi colsero in seguito alla proposta di assolvere ad un incarico amministrativo, di pregio e di tutto rispetto per il nostro paese e la nostra comunit?, ? stato incrinato nella sua pienezza: in parte, da tre appuntamenti elettorali che hanno messo in evidenza la incapacit? politica di tutte le forze politiche del centrosinistra a livello nazionale, regionale e provinciale di interpretare le aspettative e la sfiducia dei cittadini; per altra parte, da una incapacit? di cogliere il senso della gestione amministrativa senza ricavare lo spazio per una chiara visione politica dello stato attuale delle cose.

Il senso di questa lettera ? quello di provare a spiegare per quali motivi ho messo in discussione il mio operato da assessore comunale.
I motivi sono di semplice comprensione e qui di seguito li voglio elencare proprio per evitare che si possa venir incontro ad incomprensioni od a tacite e ?nondette? motivazioni.
Credo, per entrare nei motivi di questa lettera, che il mio ruolo di rappresentante di sensibilit? politica ?altra? rispetto al Partito Democratico sia un motivo fondamentale per cui mi accingo a trarre conclusioni su questa esperienza amministrativa, di questi mesi, in maniera autonoma;
in secondo luogo credo di poter affermare, con serenit?, che la mia riflessione non ? frutto di pochi giorni di conflitti interiori: poco dopo le regionali, in seguito ad una vicenda di carattere esclusivamente amministrativo, ? venuta alla luce una mia cruda analisi sulla qualit? del mio operato, sui risultati raggiunti, sui difetti dello stesso e sugli aspetti personali che hanno pesato, cercando di mettere a ragionamento argomenti relativi alla cocente sconfitta elettorale siciliana.
Questi elementi siano da cornice alle riflessioni che ora condurr? nel prosieguo cercando di mantenere un atteggiamento leale e trasparente nei confronti di tutta la compagine politica che sostiene l’amministrazione di centrosinistra guidata dal sindaco Cicero.
Il centrosinistra ? stato protagonista, in queste tre ultime tornate elettorali, di sconfitte clamorose, senza precedenti, almeno per quanto ? concesso alla mia memoria. Credo che, oltre alle personali analisi che si possono fare su queste sconfitte, sia doveroso ammettere che la nostra sconfitta non ? solo elettorale ma soprattutto ?politica?, culturale e sociale.
La crisi del centrosinistra ? globale, e credo si potr? condividere trasversalmente che ? stato reciso maldestramente dai grandi strateghi politici nazionali e non, quel filo, peraltro sottilissimo, che ci legava, non al ?nostro? elettorato ma, alla gente mettendoci in condizioni di ?vincere? nelle tornate elettorali.
La nostra vicenda ? del tutto singolare. Castelbuono intendo. Quindici anni di amministratori e amministrazioni di centrosinistra non hanno mai consentito di poter essere maggioranza elettorale nel nostro paese; questo qualcosa vorr? pur dire: sicuramente uno scollamento politico e culturale che non ha mai sanato la ?reale? esigenza dei cittadini. Non sar? certo io, ultimo arrivato, a potermi sobbarcare questo pesante fardello storico, almeno non in questo modo ed in questo momento. L’anomalia ?, peraltro, risolta nelle vicende elettorali castelbuonesi, che ci consegnano da sempre, tranne nella vittoria dell’ex sindaco Ciolino, una coalizione in minoranza con un candidato sindaco vincente.
Non mi dilungher? in analisi elettorali, mi preme capire qual’? il valore politico che posso continuare a dare nella mia comunit? e per la mia parte politica.
Un atto di responsabilit? ? d’obbligo nei confronti del paese.
Sono scettico sul fatto che questo ?atto di responsabilit??, la mia dimissione, provochi un dibattito sano e costruttivo rispetto ai temi da affrontare. Troppo incancreniti sono oramai i ragionamenti politici, tutti avvinghiati attorno a discussioni elettoralistiche, se non quando personalistiche.
E’ pesato in quest’anno di esperienza amministrativa la non capacit? di creare uno spazio politico, un terreno di confronto, che rendesse il mio operato non quello di un singolo ma quello di un gruppo. Gli sforzi di umanit? che a volte si fanno per dover operare in alcuni ambienti dove sibila l’ipocrisia di facciata sono stati motivo di accumulo di stanchezza psichica, che non hanno giovato ad una condotta serena dei lavori dell’assessorato.
A questo elenco di cause ne aggiungerei un’ultima in maniera tale da riuscire a completare il quadro delle motivazioni che portano alla mia scelta. C’? una componente di aspettative personali, della mia vita, che mi portano a riflettere sul ruolo di amministratore: in un momento in cui i politici, sono soggetti ad attacchi di qualunquismo morale, sono sicuro che lasciar cadere ogni dubbio sul fatto che io possa ?vivere di politica? sia un atto, quantomeno, di lealt? pubblica.
Sulla mia decisione incide, in maniera decisiva, anche la voglia di riuscire a crearmi un futuro come uomo, dando il mio contributo alla societ? e sperando di riceverne soddisfazioni. Terminare i miei studi specialistici in Filosofia, per esempio, ? una soddisfazione alla quale non posso rinunciare e la vita amministrativa toglie troppo tempo alla cura dell’uomo ed in questo caso ai miei studi.
Ho deciso, infine, di arrivare alla decisione di dimettermi da assessore comunale, per le motivazioni sopra elencate. Spero che risutlino chiare le mie analisi e le mie conclusioni, ma non sempre ? facile trarre considerazioni di una certa natura e realizzare il massimo della chiarezza.
Il mio non ? un abbandono ma un ritorno: lascio la vita amministrativa per tornare alla politica. Distaccato ma presente. Mi occuper? della cosa pubblica in modo diverso, nella consapevolezza e nella speranza di aver dato un contributo umano alla mia comunit?.

Giuseppe Genchi

6 Commenti

  1. fino a quando esisteranno giovani-idealisti-fortunatamente inconsapevoli di come va il mondo- non tutto ? perduto.
    Ero convinto che Lei fosse stato “dimissionato” dal Sindaco-asso pigliatutto-; mi devo ricredere dopo la lettura della Sue motivazioni.
    Sarebbe ora, forse, al di l? delle appartenenze- schieramenti, crescere ed abbandonare le medesime che, pare, hanno sposato il concetto “filosofico” che fare politica significa “togliti tu perch? mi ci devo mettere io per …..fare cone hai fatto tu” ed addirittura (n.d.r.), senza alcun savoir faire, muoversi come un rinoceronte in un negozio di cristalleria. Sarebbe ora, forse, anche in una fase di decantazione e di transizione, lavorare per fare gestire la “cosa pubblica” da tecnici apartitici….in attesa di una nuova “filosofia politica”

  2. Caro Peppe. Ti scrive uno di quelli che viene definito un “qualunquista ed un populista”. Ma vorrei capire perch? chi dice di fare politica fa intendere che “essere uno qualunque” o “uno per il popolo” sia una scelta negativa e distruttiva. Peppe tu sei un compagno. Uno che ha sempre seguito l’Ideale per il popolo. Allora non hai nulla da rimproverarti, o di doverti giustificare. Perch? il tuo non ? stato un fallimento, anzi, credo sicuramente che tu hai imparato una grande lezione da questa esperienza. Tu hai accettato quell’incarico, ed io lo so, perch? tu e quelli come te che allora credevano di poter mutare anche minimamente il sistema ormai vetusto di fare politica, assumendo un ruolo che piano piano avrebbe dovuto sveccchiarlo. Purtroppo si ? fatto i conti senza l’oste. Purtroppo tutti coloro che pensano di divenire uno strumento di cambiamento vengono cambiati a loro volta. E se non se ne esce in tempo si rischia di perdere la propria identit? prima o poi. Ed io, infatti, ? per questo che ti stimo tantissimo per la scelta che hai fatto. In primis perch? hai il coraggio di affidarti alle tue capacit? per andare avanti, perch? sei uomo di pensiero ed il pensiero forte e libero smuove le montagne! Tu lo sai come io adesso la penso, e sai forse in cuor tuo essendo vissuto all’interno del micro sistema comune di Castelbuono e ascoltando cosa ormai avviene nell’intero macro sistema politico, cosa ? meglio fare, se stare dalla parte del popolo e dalla parte delle persone qualunque. Le persone come te che ogni giorno lavorano per il proprio futuro e per il futuro della comunit?. Cosa che come ben sai molti amministratori fanno finta di amministrare, al solo scopo di arricchirsi. Tant’? che prima era un onore amministrare, ora ? una professione, e c’? chi ne fa due e pi? contemporaneamente. Vedi l’esempio maximo nel presidente del consiglio. Quindi per me tu hai fatto la scelta giusta e spero che tornerai a lottare per tutto il popolo formato da persone qualunque!

    Un abbraccio da un “eroico” uomo qualunque!

  3. Ideali ed impegno.
    I due ingradienti fondamentali che tu hai dimostrato di possedere e coltivare e che ti portano con grande serieta’ e coerenza a dimetterti da quel servizio temporaneo che ? un incarico pubblico.
    Mi ha molto colpito il passagggio in cui tu dici:
    “…L’anomalia e’….tranne nella vittoria dell’ex sindaco Ciolino,una coalizione in minoranza con un candidato sindaco vincente.”
    Forse ? questo il vero nodo politico-culturale che la sinistra deve evitare che si aggrovigli sempre di piu’.
    Il sindaco vince e trascina una coalizione che ? perdente e non rappresenta la maggioranza della societa’.
    In questo scenario non deve sorprendere poi se il Consiglio Comunale ? diventato un non luogo,un guscio vuoto,quantunque utile per qualche inquilino voglioso di appartenere alla “casta”con relativa indennita’.
    Comunque,a te vanno i miei piu’ sinceri auguri.

  4. Caro Peppe,
    penso che ognuno sia libero di fare le scelte che vuole nella propria vita ed io le rispetto, tutte. L’unica cosa che non mi aspettavo da te, in qualit? di vice presidente e regista dell’ass. cult. Neuroninatto, ? stato il modo in cui hai deciso di abbandonarci al nostro destino, non facendoti rendere reperibile a partire dall’1 settembre fino all’ufficialit? delle tue dimissioni, non terminando con noi gli accordi presi, noi ci siamo fidati tutti della tua parola e siamo stati ripagati in questo modo. Siamo rimasti all’asciutto, sia per Gaudete mecum, sia per Pinocchia del 31 agosto. Abbiamo faticato e lavorato tutti per mantenere la parola presa con te, mettendo da parte anche lo studio, oltre che la fatica di mesi di lavoro. Siamo rimasti a bocca asciutta ed increduli, perch? da un ragazzo come noi, onestamente, non ce lo aspettavamo. Sono davvero rammaricato per come sia andata questa situazione. Intanto l’associazione ? nata ufficialmente e non ci tiriamo indietro alla prima difficolt?, a testimonianza del fatto che facciamo teatro con la passione che ci contraddistingue. Non ci siamo fermati quando Spazio Scena ha chiuso i battenti e non ci fermeremo neppure adesso. Ci rimboccheremo le maniche e ripartiremo pi? forti di prima, ma stavolta con la consapevolezza che la parola di chi ci troveremo davanti da ora in avanti, non servir? proprio a niente.
    Buona fortuna con la tua vita privata, politica ed universitaria.

  5. Visto che Peppe ? sempre irrangiugibile telefonicamente, approfitto di questo spazio per esprimere la mia opinione sul suo operato e sulle sue dimissioni.
    Ho seguito il tuo lavoro amministrativo collaborando insieme a te su diversi progetti culturali, e riconosco che hai lavorato bene e molto. Pertanto saputo la “novella”, confesso che ci sono rimasto male. “Dopo di lui il diluvio”, ho pensato. Ma leggendo la tua lettera ho capito che le motivazioni che ti hanno spinto a fare il “grande passo” ti fanno onore. Ti conosco da vent’anni e non dubito della tua onest?: non mi interessa scavare nelle motivazioni “ombra” come altri stanno facendo. Sei sempre un grande!

  6. Ringrazio Giuseppe per l’impegno profuso nello svolgere l’azione Amministrativa e lo accolgo a braccia aperte nell’agone dell’impegno politico di militante ed attivista…l’augurio ? che il Sindaco “ribadendo la sua fedelt? al programma ed alla coalizione che lo ha sostenuto in questi anni, garantendo le forme e i modi condivisi che saranno pi? utili per portare avanti l?attivit? amministrativa di cui si ? fatto carico” (uso le sue parole per non sprecare il tempo a cercarne altre) faccia, nel pieno dei poteri conferitogli dallo Statuto Comunale,una scelta di LIVELLO nella nomina del nuovo Assessore…buona “qultura” a tutti!

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