Le Fontanelle. Il Sindaco scrive una nuova lettera aperta ai cittadini

Mi scuso per il ritardo di qualche giorno con cui intervengo nel dibattito aperto sullo spazio polifunzionale progettato, finanziato e già con le procedure d’appalto avviate; dibattito cui a mio parere in modo costruttivo hanno contribuito l’on. Rosa Maria Di Giorgi, il cittadino Antonio Alessandro e il maestro Enzo Sottile.

Premetto che anche con il vostro fattivo e costruttivo intervento si è rafforzata in noi la convinzione di effettuare delle varianti al progetto, per avere in dotazione delle attrezzature e permettere a chi fa teatro di avere i più adeguati e moderni strumenti; stiamo inoltre verificando la possibilità di prevedere un palco fisso e non modulare.

Alla fine di questo mio intervento darò riscontro pure alla nota inviatami, questa volta pubblicamente, da parte dell’avvocato Lupo; perché è giusto sapere che quando lo stesso deve dare giudizi su persone o segnalare presunte irregolarità perpetrate quando io non ero neanche in Consiglio, mi scrive in privato.

Entrando nel merito degli interventi sopra citati sottolineo subito, come da mia abitudine riconoscendo i limiti della mia persona, che come ho sempre fatto mi sono messo in ascolto. Per tali ragioni mi sembra giusto evidenziare l’onestà intellettuale di Rosa Maria Di Giorgi, di Enzo Sottile e di Antonio Alessandro.

Non voglio fare qui la disamina delle lettere da voi pubblicate, ognuno di noi ha la capacità di leggere e discernere quanto è stato espresso. Mi sembra che il filo conduttore di questi tre interventi possa riassumersi nella volontà di tutti di continuare ad investire in attività culturali, come ha fatto nella sua storia la comunità di Castelbuono, e permettere alla stessa di rimanere al passo con la società contemporanea. Senza dubbio questi investimenti culturali hanno avuto momenti di alti e bassi nei decenni passati e penso che di questo tutti ne siamo consapevoli, la storia assegnerà ad ognuno di noi i giusti riconoscimenti.

La nota pubblicata dall’Amministrazione comunale è servita a ricostruire i percorsi portati avanti dal 2000 in poi, allorquando è iniziato l’iter di recupero dello spazio dell’ex cine-teatro Le Fontanelle, struttura abbandonata già dal 1984 ad un graduale degrado. A mio parere in quel periodo sarebbero bastati pochi interventi di manutenzione per renderlo fruibile ma la classe politica di allora in modo “colposo” lo trascurò per motivazioni e “interessi” che sarebbe giusto qualcuno, ad esempio l’avvocato Lupo, ci potesse raccontare in queste notti insonni.

Ritornando alla nota pubblicata dall’Amministrazione comunale, ci siamo permessi di dilungarci per ricostruire dettagliatamente gli interventi culturali realizzati nella nostra comunità in questi ultimi decenni in quanto a nostro parere, a causa degli articoli e gli interventi sui social pubblicati in questi ultimi mesi, tra chi non conosce la nostra realtà è stata fatta passare l’immagine di un paese allo sbando, senza nessuna politica culturale, sociale, ambientale, urbanistica ed economica.

Per le cose che voi avete scritto e per la vostra esperienza di vita vissuta sia come cittadini che come operatori culturali e sociali, sicuramente potrete confermare il dinamismo che Castelbuono ha in questi ambiti, seppur con diverse valutazioni che ognuno di noi può avere sui vari progetti messi in campo in questi anni.

Fatta questa doverosa premessa ed entrando nel merito della vicenda del centro polifunzionale che andrà a sostituire l’attuale struttura presente in piazza Castello, ci tengo a ribadire che il “progetto di recupero e ristrutturazione dell’ex cine-teatro Le Fontanelle finalizzato alla costituzione di uno spazio polifunzionale” è stato incardinato fin dal 2001, oggi è finanziato da parte della Regione Siciliana con i fondi del Patto con il Sud e ha già ricevuto tutti i visti da parte degli organismi di controllo.

È un progetto che permetterà alla nostra comunità di avere uno spazio polifunzionale che inserito dentro i processi culturali sia dell’Amministrazione comunale che delle tre Istituzioni culturali pubbliche Museo Civico, Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo e Centropolis, potrà accogliere attivamente tutte quelle realtà del mondo dell’associazionismo che ogni giorno, in modo egregio, portano avanti attività culturali nell’accezione più ampia di questo termine.

Possiamo affermare che quello spazio avrà le caratteristiche affinché tutto ciò si possa realizzare. Spero concorderemo tutti che il nuovo polo culturale non può diventare spazio per qualsiasi tipo di laboratorio. Quello spazio dovrà essere utilizzato per rappresentare opere teatrali – sotto tutte le forme che il teatro oggi propone – lo si potrà utilizzare per concerti, mostre, spazi espositivi, presentazioni di libri, recite di poesie, convegni ecc… Non comprendo, ad esempio, come qualcuno in malafede si intestardisca nel ripetere che vi è l’intenzione di utilizzarlo per eventi enogastronomici.

Per evitare di dilungarmi ribadisco che da parte nostra c’è la volontà di far sì che in quella struttura si effettuino rappresentazione teatrali e, come abbiamo evidenziato nella lettera pubblicata, ci impegneremo con un’adeguata variante alla realizzazione del sipario, dell’arco di proscenio, delle quinte e del fondale. Inoltre si sta prendendo in considerazione la possibilità di realizzare il palco fisso o una parte di esso. Ciò a dimostrazione che non c’è nessuna chiusura o pregiudizio nell’accettare consigli e indicazioni, per rendere quello spazio utile, adeguato alle rappresentazioni teatrali e a tante altre attività culturali.

Ora, permettetemi di esplicitare alcune considerazioni; oltre al veglione di carnevale, alle commedie rappresentate dalle compagnie teatrali locali, che vedono gli spazi sempre pieni, chiedo a chi veramente ama il teatro e frequenta teatri, quando a Castelbuono si sono tenute rassegne teatrali o altre rappresentazioni al Centro Sud, al Chiostro di San Francesco o in altri spazi quanta partecipazione vi è stata?

Ripeto, non è il momento di fare polemiche. È il momento di avere la consapevolezza di come una classe politica e dirigente deve pianificare il futuro della nostra Castelbuono. L’abbiamo fatto negli anni passati con il supporto di tanti che hanno interpretato l’impegno politico come impegno sociale. Siamo riusciti a dare alla nostra Castelbuono una visione e un orizzonte. Con lo stesso spirito intendiamo affrontare questo importante progetto per recuperare uno spazio ed eliminando un ecomostro che, a mio parere, è stato un errore costruire negli anni ’50 distruggendo il vecchio teatro settecentesco, come un errore fu abbattere il vecchio municipio.

In queste settimane penso che ognuno di noi abbia avuto tutti gli elementi per comprendere che riuscire a realizzare quest’opera permettendo alla stessa di avere un utilizzo per tanti giorni durante l’anno sarà un vero successo di questa stagione politica. Il sottoscritto si è confrontato con altre realtà delle stesse nostre dimensioni e anche più grandi, ubicate in contesti sociali ed economici abbastanza dinamici come quello di Castelbuono. In tutte queste realtà il teatro da solo non riesce ad essere economicamente sostenibile e allora, in modo intelligente senza mortificare le attività teatrali, nel 2001 si è data un’impostazione lungimirante con l’individuazione dell’ex cinema in centro polifunzionale come nelle altre realtà dove si sono trasformati vecchi spazi culturali (cinema o teatri), vecchie filande o vecchi capannoni industriali in strutture dove si fanno attività che vanno dal teatro alla musica ma che permettono alle stesse di essere economicamente sostenibili per la loro gestione. Non sto qui ad elencare i Comuni di riferimento per evitare di alimentare altre polemiche pretestuose. Noi alla comunità di Castelbuono non possiamo offrire uno spazio utilizzato solo poche volte l’anno.

Inoltre non risponde al vero che la nostra comunità ha tante altre strutture da utilizzare: il Centro Sud il prossimo anno ritornerà sotto la gestione della Chiesa e pensare al polo Museale di San Francesco o alla Badia come spazi per mostre o aree espositive mi sembra molto anacronistico.

Questa comunità, con grande consapevolezza, continua ad investire nella fruizione del patrimonio culturale e monumentale del nostro paese e sicuramente sono investimenti in perdita sul piano economico ma che sul piano culturale meritano di essere portati avanti. È giusto evidenziare che anche nei musei stiamo pensando a un nuovo modello di gestione. Le nostre strutture museali e tutti gli eventi che organizziamo hanno permesso alla nostra Castelbuono di avere un prestigio internazionale ed una ricaduta economica notevole permettendo alla stessa comunità di essere annoverata fra le più dinamiche a livello regionale sia dal punto di vista socio-culturale, che imprenditoriale. In questi anni, consapevoli di tutto ciò abbiamo avviato processi riorganizzativi degli eventi culturali e di tutti i vari appuntamenti e rassegne programmate annualmente. Infatti, oltre al contributo del Comune, abbiamo avuto riscontro con finanziamenti regionali e nazionali e con un ruolo importante degli sponsor e degli organizzatori privati.

Comprendiamo tutti che Il recupero del cine-teatro Le Fontanelle ha un impatto strategico per avviare il recupero dell’area castellana (non dimentichiamo l’intervento di abbattimento delle barriere architettoniche del Castello già in fase di appalto). Questo intervento recupera un versante, un manufatto, senza stravolgere i luoghi, ma bensì si opera per recuperare un’area mettendola in sicurezza: strutturale, ambientale, urbanistica.

Se non ricordo male, nell’idea progettuale realizzata dall’arch. Polisi qualche anno fa, il cui plastico è esposto al Castello ed è stato riproposto nel maggio 2019 sulla sua pagina Facebook, quell’intervento investiva tutta l’area castellana. Ancora, se non ricordo male a quell’idea hanno dato il loro contributo il maestro Sottile e l’arch. Lorenzo Bonomo. Se guardiamo l’impostazione data sia per recuperare l’ex cinema ma anche la zona limitrofa che si affaccia sul versante di Isnello, gli interventi sono similari rispetto al progetto attuale, ma con un maggiore impatto ambientale e di movimento terra.

Come notate non vi è nessuna chiusura, abbiamo portato a compimento un importate progetto che oggi ha tutti i visti, abbiamo un finanziamento, si sono avviate le procedure di gara. Tutto ciò con un percorso condiviso e ci dispiace che qualcuno oggi affermi il contrario: si sono tenute assemblee pubbliche, abbiamo fatto incontri con i progettisti, si sono condivisi percorsi, mi dispiace se alcuni sono stati distratti, siamo arrivati nel 2017 con la spada di Damocle della revoca del finanziamento, ci siamo confrontati con le fredde procedure della burocrazia regionale, abbiamo avuto la fortuna di incontrare un Assessore regionale sensibile ed operativo on. Falcone e oggi siamo qua: non possiamo perdere questo finanziamento. Dobbiamo realizzare un teatro e un luogo di Cultura dove tutti hanno uno spazio per rappresentare la propria arte il proprio sapere.

Mi ero impegnato a fare una riflessione sulla lettera pubblica dall’avvocato Lupo, lo faccio per due ordini di motivi.

Prima di tutto per il rispetto Umano nei confronti di un avversario politico, che come ha evidenziato dallo stesso è stato sconfitto dallo scrivente nel 2002; rispetto umano che chi scrive ha sempre avuto e a tal proposito ricordo che nel maggio 2002, all’indomani della mia prima vittoria alle elezioni, prima di insediarmi mi sono recato nello studio del candidato Sindaco Lupo, e in quella occasione abbiamo riflettuto su tante cose; nelle settimane successive un Consigliere eletto nella lista collegata alla sua candidatura diventò Presidente del Consiglio comunale con i voti dei Consiglieri che sostenevano la mia candidatura.

La seconda motivazione, sono obbligato a farla per evitare che alla sua età possa avere notti insonni, mi sentirei in colpa. Auspicavo che avrebbe passato questi anni assumendo quel ruolo di “memoria storica” che con discrezione interviene nel confronto politico amministrativo, invece no come si dice dalle nostre parti “il Lupo perde il pelo ma non il vizio”, converrà che a Lei questa frase si addice tutta, pensavo che con il passare degli anni la sconfitta ricevuta da un semplice agente di commercio non bruciasse più.

In considerazione del fatto che come è mia educazione personale e formazione politica, malgrado i suoi continui attacchi da quando ero assessore “tutto fare” fino ai primi anni della mia sindacatura, ho sempre cercato di rispondere con rispetto, dimostrando con i fatti, come abbiamo permesso a questa comunità di “liberarsi dall’asfissiante abbraccio del suo morboso amore” dando la possibilità a tante imprese, operatori economici e giovani di dispiegare le loro ali per volare liberi, senza condizionamenti.

Perché questa caduta di stile? Forse a causa della scelta di intitolare le stanze di San Francesco ad alcuni concittadini senza chiederle un consiglio come invece avevamo fatto per le scuole? Capisco che non siano state scelte di suo gradimento, come ha evidenziato nelle due lettere inviate alla mia email personale, che l’hanno portata ad esprimersi con saccenteria (che mi auguravo con l’avanzare degli anni si fosse trasformata in saggezza). Mi chiedo perché non ha pubblicato anche le altre due lettere, anzi sarebbe interessante pubblicare pure quella di 13 pagine del ’92 quando fece una disamina della situazione politica amministrativa di quella stagione politica.

Vede Avvocato, lei che è stato per tanti anni al governo di questa comunità non dovrebbe avere remore a scrivere lettere aperte o fare valutazioni su ciò che avviene nel nostro paese, lei non si dovrebbe trincerare nelle lettere riservate, pretendendo che altri prendano posizioni sui suggerimenti suoi, con giudizi o argomenti delicati, che interessano persone e cose.

Non mi dilungo comprendendo che Lei non ha prontezza delle cose che afferma e non c’entra l’età, in questo caso emergono i limiti politici che l’hanno relegata ai confini di un dinamismo sociale che Castelbuono in questi ultimi 28 anni ha acquisito con grande libertà. Mi dispiace Avv. Lupo avevo presagito un altro scenario nei rapporti tra ex Sindaci, ma come ho evidenziato prima il suo livore per la sconfitta è riemerso, mi dispiace, io terrò sempre un atteggiamento di rispetto.

In conclusione mi sembra corretto rassicurare la comunità di Castelbuono e tutti coloro che apprezzano questo nostro “Sistema Paese” che chi oggi amministra continua con coerenza a portare avanti le politiche Sociali, Culturali ed Economiche che ha acquisito sin dalla sua formazione militando in un grande Partito che ha difeso la democrazia e le classi meno protette, quella grande famiglia era il Partito Comunista. Comprendo che questa mia affermazione costringerà l’avvocato Lupo ad altre notti insonni, se ne faccia una ragione. Ma gli riconosco un merito, che è quello di avere compreso che questa mia formazione ha influito nell’azione politica portata avanti in questi anni.

Le assicuro tutto a vantaggio della nostra Castelbuono.

Il Sindaco

F.to Sig. Mario Cicero

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