“Le imprese che hanno beneficiato di ingenti finanziamenti che fine hanno fatto?” Le domande de Il Caleidoscopio delle Madonie alla Sosvima

[Il Caleidoscopio delle Madonie – V. Lapunzina]

LA SO.SVI.MA. FORNISCA I DATI SUL SUO OPERATO E SPIEGHI PERCHÈ GLI HOTEL MADONITI PER SOVRAVVIVERE SONO COSTRETTI AD OSPITARE IMMIGRATI ANZICHÈ TURISTI. POI SARÀ POSSIBILE PARLARE DI AREE INTERNE E DI ALTRE PROGETTUALITÀ PER IL TERRITORIO

Il futuro delle Madonie passa attraverso l’analisi dei risultati ottenuti in passato dall’Agenzia di Sviluppo delle Madonie. Le imprese che hanno beneficiato di ingenti finanziamenti che fine hanno fatto?

Extra omnes!
È la frase (o l’ordine)  che il “maestro di casa” martedì 11 settembre ha impartito ai preoccupati (di non sbagliare) dipendenti del Comune di Gangi, intenti a leggere gli “accrediti” in una lunghissima lista di “ammessi” a partecipare all’audit con una speciale commissione ministeriarle guidata da Fabrizio Barca.
Pardon. Non era l’elezione del Santo Padre, anche se a Giuseppe Ferrarello, Sindaco di Gangi, non dispiacerebbe ricoprire il ruolo del Cardinal Camerlengo e presiedere un Conclave all’ombra degli affreschi del Fumagalli di Palazzo Bongiorno. Non disperiamo tutto è possibile.
E tutto lui può…  o quasi.

A Gangi, il 9 settembre, in una piacevolissima mattinata di fine estate, il “territorio madonita”, ovvero quelli che si sono assunti l’onere di rappresentarlo, si sono presentati con la berretta cardinalizia, ops, con il cappello in mano per chiedere alla speciale Commissione del Ministero delle Finanze, presieduta da Fabrizio Barca (ex Ministro per la Coesione Territoriale), di indicare le Madonie (l’oramai ex Pist, secondo i confini segnati dai Funzionari del  Dipartimento di competenza nazionale e regionale) quale territorio idoneo per la sperimentazione delle azioni (economiche) della “Strategia delle Aree Interne”, fortemente volute dallo stesso Barca.

In buona sostanza siamo in competizione con le “Terre Sicane”, con il “Calatino”, i “Nebrodi” e l’area del “Simeto-Etna”.
Una di queste aree “interne” nei prossimi giorni verrà indicata per una prima  “sperimentazione prototipale”. Ovvero ad un territorio per ogni Regione italiana verranno messe a disposizione delle risorse economiche nei settori della scuola, sanità e mobilità.

Le 5 aree interessate (il 10 settembre si è concluso il ciclo dei “focus group”) al cospetto della Commissione hanno fatto di tutto per convincerli che lo stato di attuazione della Strategie Aree Interne è nella fase avanzata, che in atto c’è un confronto serrato tra le Istituzioni interessate per la strutturazione operativa della strategia, che i dati presentati sotto il profilo quantitativo e qualitativo sono “certi”  e che attraverso la presentazione di una strategia “possibile” la stessa dimensione locale si presenta, attraverso i suoi “testimoni”, per quello che è.

La nostra sfera di cristallo ci conferma che la partita la vinceranno le “Madonie”  in quanto abbiamo motivo di affermare che effettivamente questo territorio ha un gap in più rispetto agli altri “contendenti”, (con tutte le limitazioni che tra qualche rigo vi enumereremo), ma purtroppo non siamo nelle condizioni di potervi raccontare cosa si siano detti nel concreto, (quello che siamo o che desideriamo diventare lo sappiamo ma soprattutto lo viviamo), non possiamo, in quanto il Presidente della Sosvima Alessandro Ficile e il Sindaco di Gangi Giuseppe Ferrarello, interpretando alla lettera una curiosa circolare a firma di un funzionario del Dipartimento nazionale, avrebbero negato gli “accrediti” agli  organi di informazione.
Noi de Il Caleidoscopio avevamo inviato una regolare richiesta chiedendo di partecipare all’incontro, ma con rammarico ci siamo visti negare l’accesso. Non abbiamo compreso le motivazioni che hanno portato a questa scelta “della riunione a porte chiuse”, anche in considerazione del fatto che il giorno prima del meeting di Gangi, a Bivona (Terre Sicane) lo stesso Sindaco Giovanni Panepinto (ch’è anche deputato regionale) avrebbe ammesso anche le Tv locali oltre alle testate giornalistiche, decisione pienamente condivisa dallo stesso Barca.

Parlare del futuro, delle occasioni e dei possibili benefici economici riservati alle aree interne siciliane rientra forse tra i segreti militari o tra i segreti di Stato, per i quali non è consentita la divulgazione per tutelare la sicurezza nazionale? Forse si temeva che la presenza dei giornalisti avrebbe potuto arrecare nocumento allo svolgimento dei lavori? Ma in che modo?

«È una riunione a porte chiuse con regole fissate a livello nazionale dove la stampa non è ammessa» ci informava in una nota lo stesso Ferrarello. Ed a nulla è servito il fatto che tutti i Sindaci presenti hanno stigmatizzato la (loro) ridicola “prova di forza”.
Infatti, contrariamente a quanto accade a Bivona (dove le regole a “livello nazionale” sono state infrante), dalle nostre parti si ragiona in altri termini, ma soprattutto il “potere” o i muscoli qualcuno li vorrebbe dimostrare in altri termini. Per quanto ci riguarda questi atteggiamenti non ci appartengono.

Ciò detto sul futuro di questa terra una riflessione è d’obbligo, dopo aver fatto chiarezza sui risultati prodotti nel passato dall’Agenzia di Sviluppo delle Madonie (So.Svi.Ma.).

Ed è proprio sull’auspicio di una riflessione serena che, lo scorso 3 febbraio, abbiamo richiesto alla Società di Sviluppo delle Madonie Spa (So.Svi.Ma.) dei dati che riguardano proprio il territorio d’azione.
In particolare abbiamo (osato!) richiedere “di fornirci i dati relativi ai finanziamenti che le imprese (artigiane, commerciali, ricettività, servizi, ecc.) che insistono nei Comuni soci hanno ottenuto in questi anni. Vogliate considerare i finanziamenti direttamente gestiti dalla Vs Società – la Sosvima, ndr –  e quelli fruiti attraverso la Società. Inoltre vi chiediamo di fornirci i dati differenziandoli per tipologia di attività”.
Dopo qualche giorno abbiamo altresì richiesto i dati relativi all’investimento (ingente considerato che i Comuni soci, quindi i cittadini madoniti, si sarebbero indebitati con l’Irfis per oltre 2 milioni di euro) del parco fotovoltaico. Al fine di potere constatare l’effettivo conto economico determinato dalle entrate (produzione energia elettrica) e dalle uscite (rata mutuo, manutenzioni e costi vari).
Il signor Ficile, presidente della Società di Sviluppo (che ha chiuso gli ultimi esercizi in negativo), ha ritenuto opportuno non soddisfare le nostre istanze, senza fornire alcuna giustificazione in merito alle motivazioni.
Eppure non ci pare che il “ministero” di viale Risorgimento di Castellana Sicula sia una “cosa sua”, semmai è cosa nostra, tenuto conto che i cittadini madoniti esborsano delle cifre esorbitanti rispetto ai servizi ricevuti dalla stessa società. Ad esempio la quota annuale del Comune di Cefalù ammonta a oltre 40 mila euro e quella di Castellana Sicula supera i 20 mila.

È giunto il momento di “tirare il freno a mano” prima di buttarsi in un’altra stagione di finanziamenti, se pur bella come quella iniziata alla fine degli anni ‘90 con la programmazione negoziata dei Patti Territoriali.

È necessario, e lo ribadiamo ancora una volta con forza e convinzione,  fare il punto della situazione e capire quante aziende finanziate, dai “patti” per esempio, sono sopravvissute e quanti dei dipendenti “promessi” o imposti dalle progettualità ad oggi occupano la posizione per cui sono stati assunti.
Vogliamo capire che fine hanno fatto alcune società che hanno ricevuto le “provvidenze” dei Patti Territoriali, come la società che ha impiantato un campo da golf nel comune di Campofelice di Roccella e che ha ricevuto, per una non chiara scelta politica,  diversi milioni di euro di finanziamenti a fondo perduto (circa la metà del “Patto”) per poi finire in una “massa fallimentare”. Che fine hanno fatto altre società, e sono una costellazione, finanziate e “scomparse” per insufficienza “cardio-circolatoria” o perché alla fine dei cinque anni hanno tirato, giustamente, i remi in barca per mancanza di fatturato.
Alessandro Ficile lei è tenuto a rendicontare al territorio cosa è successo in questi anni, facendo un bilancio serio e trasparente. Dicendo da dove siamo partiti, con i dati fiscali delle società destinatarie dei finanziamenti, fino all’attuale stato dell’arte. Chi è partito, chi e come è arrivato ai giorni nostri tra le mille difficoltà.
Lei è tenuto a raccontare pubblicamente il perché il Distretto Turistico Cefalù-Madonie-Himera si trova in una situazione di stallo e perché la magistratura avrebbe aperto dei fascicoli anche su alcune vicende che ha sollevato l’ex Presidente Angelo Miccichè.

A proposito del tanto agognato “sviluppo turistico”, madre di tutti i ragionamenti e su cui avrebbe dovuto girare l’economia reale (!) dell’intero territorio.
Signor Ficile ci venga a raccontare il perché gli imprenditori della ricettività delle alte e, a breve, delle basse Madonie sono stati costretti a cedere alle “sirene” dell’ospitalità dei rifugiati politici.
L’Hotel Ventimiglia di Geraci Siculo, l’Albergo Madonie di Petralia Sottana, l’Hotel Mariano di Castellana Sicula (ne “sbarcheranno” 40 nei prossimi giorni), la Baita del Faggio e Piano Torre di Isnello, più quelli che non ci è dato a sapere in quanto sono in trattativa con i funzionari della Prefettura.
Sulle Madonie è diventato pressoché impossibile ospitare un “pulman di turisti” in un’unica struttura.

In ultimo, e non per ultimo, il perché siamo bravi a scrivere belle parole, vendendo fumo, (come quelle riportate nella montagna di documenti e relazioni prodotte in questi anni ed in questi giorni!) mentre i giovani e intere famiglie emigrano in altre parti dell’Europa, le aziende chiudono, o peggio ancora falliscono.
Una sorta di tentativo disperato di far credere al mondo intero che dalle nostre parti il sole sorge da est ma tramonta nella direzione che i “compagni di merenda” decidono nel corso della giornata.

Ci viene in mente una frase di George Orwell “se i fatti dicono il contrario, allora bisogna alterare i fatti.  Così la storia si riscrive di continuo. Questa quotidiana falsificazione, intrapresa e condotta dal Ministero della Verità, è necessaria alla stabilità del regime”.

Per carità Ficile, non si trinceri dietro il suo assordante silenzio e la strategia del “lasciateli cantare”,  il suo tempo è scaduto e lo stesso all’interno di quella struttura non è retribuito da privati bensì dai contributi che i Comuni versano annualmente prelevandoli dalle tasche dei cittadini madoniti.
Si rilassi e ci spieghi. Non desideriamo altro…

Apprezziamo molto il genuino entusiasmo del Sindaco di Pollina Magda Culotta, che, al termine del “Focus” di Gangi, affida la sua soddisfazione ai social network:«A #Gangi presentiamo la candidatura delle #Madonie alla Strategia Nazionale Aree Interne. #snai – Strategia Nazionale Aree Interne, ndr – con @fabriziobarca raccogliamo una sfida importante per fare delle nostre debolezze la nostra forza».
Non basta, perché, se pur vincitori in pectore della partita, non bisogna fare lo stesso errore degli anni passati ovvero non avere la visone dei vent’anni a venire. I territori devono essere immaginati per come, alla fine di un ciclo, vanno lasciati o si desiderano, concretamente!
Abbiamo la sensazione che fino ad oggi si sia mirato a consumare la “prima notte di matrimonio”, l’incarico, il progetto, esecuzione dell’opera e poco ha importato a tutti il proseguo e la messa a regime o a reddito del “finanziato”.
Si contano a memoria le aziende che sono diventate un’eccellenza grazie a questo modo di vedere crescere e sviluppare il territorio.
Allora fermiamoci un attimo. Indiciamo un “sinodo” permanente, un “pensatoio”, auspicato dal Sindaco di Castellana Sicula, Pino Di Martino, ed in poco tempo, senza filosofeggiare (come sappiamo fare bene tutti) decidiamo tre-quattro cose da fare per il territorio che non abbiano grosse pretese e portiamole avanti. Ci sono esempi virtuosi nel territorio che sono “esplosi”  senza grandi progettualità e nella più assoluta semplicità: l’esperienza contagiosa dei Borghi più Belli, delle Bandiere Arancione per non parlare delle “case ad un euro”.
Signori, ma vi volete svegliare!
Partiamo, al risveglio,  dalle risorse umane ed imprenditoriali, (almeno quelle che hanno ancora la forza emotiva ed economica), che già insistono nel territorio e che sono una grande ricchezza.
Facciamo in modo che la ricettività delle Madonie possa ritornare in mano ai “legittimi” proprietari.

Iniziamo a “battere i pugni” sul tavolo, con convinzione, e senza metterci con il cappello in mano, quasi a chiedere l’elemosina,  affinché tra dieci anni i nostri figli possano trovare qualche motivazione in più per vivere da queste parti.

Ma prima di tutto il punto della situazione. Chiaro e leggibile!

Per favore, sulla proposta avanzata dalle organizzazioni di categoria del territorio e dalla nostra redazione dell’istituzione della Zona Franca Montana, frase e concetto non pronunciati in nessuno dei ragionamenti fatti e scritti nel “Focus” di Gangi, evitate di “mettervi di traverso”. Rischiate seriamente di esserne travolti.
Sic transit gloria mundi!

 

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