Lena rompe il silenzio dopo l’assoluzione: “Io, una vittima dell’antimafia”. Su “S”, lunga intervista al patron di S. Anastasia

[LIVESICILIA] PALERMO – Si aprono scenari inquietanti dopo l’esecuzione di Giuseppe Di Giacomo. Con una certezza in Procura: in città c’è una guerra in corso, e fra gli scarcerati eccellenti potrebbe nascondersi il boss che sta tentando la scalata al mandamento di Porta Nuova e al controllo di Cosa nostra in tutto in capoluogo. Ma intanto gli investigatori lanciano un altro allarme: i commercianti pagano e stanno zitti. E spunta una nuova mappa delle estorsioni con 100 negozi. Agli scenari di Cosa nostra a Palermo è dedicata la copertina del nuovo numero di “S”, in edicola da sabato ma già acquistabile online tramite questa pagina o attraverso l’app . Nella rivista, però, non c’è solo mafia. Ampio spazio viene dedicato anche all’inchiesta messinese su Francantonio Genovese, che lancia un allarme sull’intero sistema della formazione professionale, e al risiko di politica e affari che si sta muovendo intorno al porto, all’aeroporto e al recupero del centro storico di Trapani. Grandi rivelazioni anche su Catania e Enna: i pentiti etnei stanno ricostruendo la mafia del pizzo nella città dell’elefante e “S” pubblica tutti i nomi delle presunte vittime del racket, ma anche la rivelazione-choc sugli assetti di Cosa nostra a Enna, dove secondo un pentito il boss sarebbe un agente della Penitenziaria. Nel nuovo numero, inoltre, fra gli altri servizi, un’intervista di Roberto Puglisi e Giuseppe Spallino a Francesco Lena, il fondatore dell’Abbazia Sant’Anastasia accusato di mafia e assolto in tutti i gradi di giudizio.

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