Lettera aperta alla “Famigliazienda” Fiasconaro (o se volete, la cronistoria di una meravigliosa favola di Natale)

Pubblichiamo la seguente lettera aperta inviataci dal Prof. Marcello Castiglia.

Perdonatemi, carissimi Fausto, Nicola e Martino, ma proprio non ce l’ho fatta a seguire i dettami del “mio” (mi perdoni, “Sua Umanità” Francesco) Grandissimo amico, proprio di tutti, Jorge Bergoglio, il quale ci ricorda in diverse occasioni che “la carità e la fratellanza umana si offrono in assoluto e rispettoso silenzio, dietro le quinte”. Vengo e mi spiego, ma devo partire un po’ da lontano, ma non troppo, esattamente dalla scorsa primavera, quando il mio buon amico “Guvernaturi” Ottavio, grande ed infaticabile persona, mi contattò chiedendomi consiglio, riguardo una notizia che gli aveva appena comunicato il Maestro pasticciere Nicola Fiasconaro!

Avendo egli ricevuto in dono dalla dirigenza dell’Inter una maglia originale autografata di un “nostro” giocatore, gli piaceva donarla a sua volta, così come avevamo già fatto l’anno prima, facendo saltare di gioia l’Interista sfegatato Francesco Di Paola! Il calcio italiano stava attraversando un momento particolare, con la vergognosa esplosione negli stadi di una vera e propria piaga, quella dei cori razzisti, tra cui purtroppo anche quello di S. Siro! Mi sembrava giusto quindi proporre, nel nostro piccolo, un segnale forte, un messaggio chiaro ed inequivocabile, come mi aveva più volte sollecitato un altro amico Interista, Rosario Cucco! Da persona estremamente corretta e particolarmente sensibile, in varie occasioni si era sfogato dicendomi che il “nostro” Club Inter, intitolato proprio a Don Mario Fiasconaro, avrebbe dovuto prendere una netta posizione nei confronti di questo pericoloso fenomeno dilagante, e da qui la mia idea: proporre a Nicola la consegna della maglia ad un tifoso particolare di origini senagalesi, Ibrahim, arrivato da ragazzino qui in paese quasi 4 anni fa! E’ proprio a suo nome che scrivo queste parole, leggendo nei suoi meravigliosi occhioni neri la profonda gratitudine per tutto ciò che, da lì a poco, la Famiglia Fiasconaro avrebbe deciso di fare; gli amici del Club condivisero appieno la proposta, che fece letteralmente impazzire Nicola!

L’anfitrione Fausto ci accolse quindi nel suo “regno” all’imbocco da“Chiazza ‘Nintra”, in rappresentanza della famiglia, e molto sommessamente, quasi in punta di piedi, gli chiesi di prendere in considerazione la possibilità di poter dare un aiuto concreto al ragazzo, in cerca di un’attività lavorativa. Dopo poco tempo, Nicola mi volle incontrare, dicendomi innanzitutto di voler conoscere il ragazzo; durante una piacevole chiacchierata, da vecchi compagni di scuola, all’ombra di una maestosa pianta secolare a casa sua, gli parlai della necessità che Ibrahim trovasse un’occupazione stabile. La risposta fu perentoria: “stai tranquillo, ad agosto per noi è già Natale, e lo prenderò con me in produzione, per il nostro panettone!” E così fu, con indescrivibile emozione in occasione del primo giorno di lavoro, che diventò incontenibile quando, un paio di giorni fa, risposi al telefono ascoltando le parole di un “certo” Mario junior, degno figlio di tale padre, il quale ebbe a dirmi: “Marcello, per favore riferisci ad Ibrahim (Cumpareddru, o anche Gioia, come lo chiama Nicola), che da adesso ci fermeremo con la produzione, ma Lui continuerà a lavorare per noi nella pasticceria del Bar!”

Concludo spiegando perché ho esordito scrivendo “Famigliazienda”: proprio perché Ibra, come lo chiamiamo ormai affettuosamente un po’ tutti, ha trovato in “azienda” una meravigliosa famiglia, e voglio ringraziare personalmente i vari Giuseppe, Vincenzo, Mario, Francesca, Agata, Emilio e tutte, tutti quanti lo hanno conosciuto, supportato, apprezzato, e si sono resi protagonisti di questa splendida “favola”, che non ha precedenti nella storia del nostro Paese, ma che non posso citare per ovvi motivi di spazio. Un ringraziamento particolare poi va a due funzionari da sempre impegnati nel sociale: innanzitutto colei che probabilmente mi ha dato l’input affinché potessi dare inizio alla “favola”, la Dott.ssa Mariantonietta Di Pasquale, e poi colui che sicuramente ha reso possibile, grazie alla propria professionalità, l’iter istituzionale dell’affido temporaneo, nella persona del Dirigente Responsabile dell’Ufficio Servizi Sociali del Comune di Castelbuono, Dott. Vincenzo Schillaci, oltre alla Dott.ssa Serena Leta e famiglia che hanno con me condiviso, così come i miei, questa particolare e meravigliosa esperienza. E’ proprio grazie a tutte queste, e a tante altre persone speciali, che Castelbuono è stata definita, in un recente articolo pubblicato dal quotidiano “La Repubblica”, cittadina dell’accoglienza!

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