Lettera aperta del Prof. Rosario Schicchi al prof. Massimo Genchi

Gentile Prof. Genchi,

Caro Massimo,

mi sorprende ricevere la tua lettera intrisa di acidità “aggrumata” alla quale non riesco a dare una chiara e sensata interpretazione. Avrei preferito che prima di scrivere mi chiamassi, per chiedere spiegazioni a me e/o agli altri componenti del Consiglio di Amministrazione, nello spirito di una reale, concreta e costruttiva collaborazione, per il bene supremo del Museo e del nostro amato Paese. Avrei preferito guardarti negli occhi mentre muovevi le tue critiche per cercare di capire se sono reali o strumentali. Ci conosciamo d’altronde da parecchio tempo e ricordo a me stesso che nell’arte della polemica sei un vero maestro! La lettera mi toglie, tuttavia, questa opportunità. In ogni caso di seguito cercherò di rispondere ai punti essenziali della tua missiva.

1.– Introduzione.

Nell’introduzione affermi che “siamo stati entrambi alunni del grande maestro Giuseppe De Luca che tanta parte della sua vita dedicò alla figura e all’opera di Francesco Minà Palumbo…”. Pur apprezzando l’opera e l’impegno del maestro De Luca, mi corre l’obbligo precisare che non sono stato suo alunno e che devo ad altre persone l’amore per la natura e la scoperta della figura di Francesco Minà Palumbo.

2. – Esposizione temporanea della collezione di Pupi Siciliani.

Non si tratta di fare un “museo dentro il Museo”. L’esposizione non è permanente ma temporanea ed è prevista per due anni. Essa riguarda la ricca collezione di pupi siciliani (circa 100 pezzi riccamente decorati) della Signora Simona Pandolfo e costituisce una ulteriore opportunità per la comunità castelbuonese per ampliare la sua offerta culturale. Chi entra al Museo non può visitare liberamente la collezione ma deve pagare un apposito biglietto. Una parte del ricavato sarà destinata al Museo, per il quale rappresenta una potenziale risorsa economica, andando ad impinguare le sue entrate. L’esposizione è stata realizzata nel corridoio laterale della Sala Conferenze M. Morici che, per sua natura, non è destinata solo ad attività naturalistiche ma, più in generale, socio-culturali (presentazione di libri, convegni, ecc.). Essa, pertanto, non compromette in alcun modo la qualità, la salvaguardia, l’esposizione e il decoro delle

collezioni di Minà Palumbo con le quali non entra minimamente in contatto e alle quali non sottrae spazio espositivo.

3. – Spazi dell’ex Convento di San Francesco.

Come sai, gli spazi dell’ex Convento di San Francesco ospitano il Museo Naturalistico F. Minà Palumbo al pari di altre strutture come il piccolo Museo del giro Podistico, il bar, le sale dedicate a castelbuonesi illustri, ecc. Si tratta di spazi la cui assegnazione è di competenza dell’Amministrazione comunale che li destina secondo la progettualità che ritiene più opportuna.

4. – Politicità delle nostre nomine e cariche.

Quanto all’accusa sulla politicità delle nomine e cariche dei componenti del CdA, ti ricordo che le stesse sono state fatte, sulla base di quanto stabilito dallo statuto del Museo, non solo dall’Amministrazione Comunale, ma anche da altri enti territoriali come il Parco delle Madonie e l’ex Provincia di Palermo. Per diritto ne fa parte anche il Presidente del Comitato Tecnico scientifico del Museo che è espressione dell’Università di Palermo. Gli attuali componenti del CdA sono stati nominati e confermati da due Amministrazioni di opposto colore politico, segno evidente di una fiducia nelle competenze e nella professionalità delle persone che ne fanno parte. Per quanto mi riguarda, al momento della prima nomina a Direttore del Museo (marzo 2013) ero già professore ordinario di Botanica Sistematica e Direttore del Centro Interdipartimentale di Ricerche sull’Interazione Tecnologia Ambiente dell’Università di Palermo… Tengo a precisare che tutti i membri del CdA svolgono la propria attività a livello di volontariato, senza percepire nessuna retribuzione. Sempre con riferimento alla “politicità delle nomine” la tua lettera, che arriva a meno di un anno dalle elezioni comunali, mi spinge a precisare che sia io che gli altri componenti del CdA non saremo impegnati nella prossima competizione elettorale, né direttamente né indirettamente.

5. – Attività programmate dal Museo.

Circa l’affermazione che le attività programmate dal Museo sono state “nella stragrande maggioranza prive del più vago interesse e solo rarissime volte improntate alla divulgazione scientifica” non possiamo che rigettare al mittente tale accusa calunniosa, come dimostra il nutrito elenco di attività realizzate nell’arco di nove anni. Ogni anno il Museo redige una relazione programmatica e una relazione a rendiconto che vengono trasmesse all’Amministrazione Comunale, per essere discusse e approvate dal Consiglio Comunale. Come si può evincere da tali relazioni il Museo ha realizzato nel tempo numerosi eventi di cui ne riporto solo alcuni anche per ricordarti che il profilo non è come erroneamente affermi in maniera spregevole “paesano o palermitano”. Premesso che il valore di un relatore non si misura in base alla regione di provenienza e, quindi alla distanza geografica che intercorre da Castelbuono, ma dalla conoscenza e padronanza degli argomenti e della capacità di saperli esporre. Nel marzo del 2014, in occasione dei festeggiamenti per il Bicentenario della nascita di Minà, fu predisposto un ricco programma che vide la partecipazione, durante le tre giornate di studio, di diversi studiosi di livello nazionale e internazionale. Dal 16 al 18 maggio 2014 il Museo partecipò al II Convegno internazionale su “Speciation and Taxonomy”. In particolare, la giornata del 18 maggio si svolse al Museo Francesco M. Palumbo per trattare la seguente tematica: “Il ruolo dei musei naturalistici per la conservazione della biodiversità”. Anche in questa occasione molti furono i partecipanti provenienti da importanti istituzioni di paesi europei (Museum d’Histoire Naturelle de Genève, Suisse; National Museum of Natural Hystory of Sofia, Bulgaria; University of Sofia, Bulgaria; University of Tübingen, Germany; University of Malta) e dal Nordafrica (U. R. Biodiversité et Biologie des Population, Faculté des Sciences; Université el Manar de Tunis, Tunisie; Association Mémoire de la Terre de Tunisie; Zoology Department, Faculty of Science, University of Tripoli, Libia). Negli anni sono state effettuate numerose altre conferenze scientifiche che hanno trattato i risultati di progetti scientifici, di interesse nazionale e/o internazionale, attuati nel territorio del Parco delle Madonie, come ad esempio quelli inerenti alla conservazione di Abies nebrodensis. Tra le altre conferenze di interesse per il territorio ricordo quella inerente alla “Situazione attuale e prospettive per il paesaggio e la manna dei frassini delle Madonie”, quella sull’”Importanza della fauna selvatica per gli ecosistemi: ruolo del Museo Naturalistico Francesco Minà Palumbo”, quella sulla “Situazione attuale e prospettive sul controllo dei suidi nelle Madonie” , quella “Per una rete dei Musei Naturalistici siciliani” che ha visto la partecipazione di numerosi musei dell’Isola, ecc. Notevole rilievo e partecipazione di studiosi provenienti da diverse città italiane ha avuto il Primo Convegno Nazionale sugli Alberi Monumentali – Conoscenza, Conservazione e Valorizzazione, nel Giugno del 2016. Il Museo ha partecipato a diverse edizioni della Settimana Europea dei Geopark, della Notte dei Musei, delle giornate del FAI, ecc. Con particolare riferimento agli ultimi due anni ti ricordo che, a causa della pandemia da Covid-19, il Museo Minà Palumbo, come tutti gli altri musei nazionali ed internazionali è stato chiuso per lunghi periodi. Ciò non ha permesso di attuare la programmazione prevista, con particolare riferimento all’organizzazione di un convegno nazionale sulla fauna e uno sul censimento, conservazione e gestione degli alberi monumentali. Pur tuttavia, nei periodi di apertura, sono state effettuate alcune escursioni naturalistiche e alcune conferenze. Non è certamente di livello “paesano” quella sulle “Migrazioni biologiche tra problematiche e opportunità” e, soprattutto, quella su “L’epoca straordinaria dei pianeti extrasolari” tenuta dal Prof. Michel Mayor, premio Nobel per la Fisica 2019. Durante gli anni il Museo ha organizzato numerose escursioni naturalistiche, nel territorio del Parco delle Madonie, nel territorio del Parco dei Nebrodi e in alcune riserve naturali, per fare conoscere ai partecipanti (spesso provenienti da altre province) gli aspetti floristici, vegetazionali, entomologici, faunistici, geologici, etnoantropologici, della biodiversità espressa dalle colture tradizionali, ecc. Abbiamo sempre registrato una nutrita partecipazione, anche di giovani, un elevato livello di attenzione e gradimento e mai nessuno ci ha fatto percepire le cose che tu affermi. Non so chi sia la fonte delle tue affermazioni… Ad alcune escursioni hanno partecipato anche studiosi di altre regioni o nazioni. Alcune manifestazioni, come la mostra del ricamo o il concorso nazionale di poesia naturalistica, sono da considerare certamente attività collaterali ed ancillari, svolte in ogni caso nello spirito dell’identità museale e, al tempo stesso, come polo attrattivo di una fruizione museale diversificata, prevalentemente durante il periodo del lockdown. La prima edizione del concorso di poesia naturalistica ha avuto, a titolo informativo, una notevole risonanza a livello nazionale, sottolineata dall’invio di ben 454 poesie da parte di poeti di tutte le regioni d’Italia.

6. – Strutturazione museale.

Sul fatto che la strutturazione museale è quella di un “Museo dell’Ottocento” ne siamo ben consapevoli. Più volte abbiamo detto e scritto che: la specificità storica dei musei naturalistici è la raccolta, lo studio, la conservazione e l’educazione alla conoscenza di reperti naturali relativamente ai vari ambiti disciplinari. La promozione della conoscenza scientifica della natura è parte integrante e irrinunciabile degli obiettivi educativi attraverso le esposizioni e le attività culturali costruite con ed intorno a reperti e materiali. La comunicazione, anche con i cittadini non esperti, è una delle peculiarità di tutti i musei naturalistici – insieme alla conservazione della bio e geodiversità e alla ricerca – ed è particolarmente importante, perché fornisce l’immagine di una scienza culturale e formativa che prevede la compartecipazione di tutti nell’impresa culturale, nella gestione del sapere scientifico e delle conoscenze sulla natura. La qualità e la modalità dei reperti esposti, più che le idee scientifiche illustrate nei contesti museali, costituiscono l’interesse maggiore dei visitatori ed i ricordi principali dopo la visita. Pertanto, abbiamo previsto un nuovo progetto espositivo, moderno ed interattivo, che faccia uso anche delle tecnologie più avanzate, della realtà aumentata, per incrementare l’attrattività del nostro museo naturalistico. Siamo alla ricerca e in attesa di un finanziamento specifico. Naturalmente per fare il salto di qualità occorrerebbe prevedere nell’organico almeno due figure a tempo pieno: quella del Direttore e quella del Conservatore.

7. – Reperti mancanti.

Durante il periodo della mia direzione e presidenza il Museo ha incrementato il numero di reperti con nuove significative acquisizioni tra cui la collezione di vertebrati di L. Salomi, donata dall’Istituto Don Bosco Ranchibile di Palermo, reperti donati da privati e un volume originale dell’iconografia di Minà Palumbo donato dall’Ing. Michele Morici. E’stato fatto anche l’inventario di tutti i reperti (non era mai esistito) dal Dott. Salvino Leone e non abbiamo mai smarrito nessun reperto. Non so a quali reperti e a quale arco temporale fai riferimento. A proposito di cose mancanti ti ricordo che nell’autunno del 2016, nell’ottica di una più ampia apertura del Museo alle collaborazioni, ti ho chiesto di collaborare alla sistemazione dei libri della biblioteca storica di Minà Palumbo (anche in previsione del trasferimento negli attuali locali) alla quale, come mi hai detto, in passato non avevi avuto possibilità di accesso. Per tale attività ho avuto modo di ringraziarti a nome del Museo come ho ringraziato sempre tutti coloro (di Castelbuono, Cefalù, Pollina, Petralie, Palermo, ecc.) che si sono adoperati con la loro professionalità ed impegno volontario per favorire la manutenzione e l’ostensione dei reperti museali. Pur tuttavia, con rammarico, devo farti notare che alle richieste, scritte ed orali, che ti sono state fatte dal Direttore Toscano di avere l’inventario del prezioso patrimonio librario non hai mai dato seguito adducendo scuse di corto respiro. Tale comportamento non può certamente essere ricordato come virtuoso o costruttivo, almeno per il Museo.

8. – Intitolazione della biblioteca storica di Minà Palumbo.

La proposta è stata avanzata dall’Amministrazione comunale e condivisa dal CdA del Museo. Sicuramente concordo con te che non rientra nella prassi normale ma è un modo per dare visibilità al contributo che questa donna ha avuto nel permettere allo scienziato castelbuonese di lavorare in tranquillità e di estrinsecare tutte le sue potenzialità con una produzione di rilievo sia scientifica sia di reperimento di reperti museali. D’altronde come dice la celebre frase attribuita alla scrittrice britannica Virginia Woolf, e dedicata a quelle tante donne che in passato hanno contribuito al successo di uomini che la storia ricorda, ma rimanendo loro nell’ombra, “Dietro ogni grande uomo c’è sempre una grande donna”.

9. – Orto didattico del Museo.

Il piccolo giardino è stato recentemente interessato da un intervento di manutenzione straordinaria. In autunno verranno adeguatamente potati gli alberi e, compatibilmente con lo spazio esistente, verranno messi a dimora alcune specie fruttifere e della tradizione madonita e specie di uso medicinale. Tutte le piante verranno munite di apposito cartellino identificativo ed esplicativo per dare maggiore scientificità al piccolo impianto.

10. – Bookshop del Museo.

Ospita i libri di Minà Palumbo e quelli lasciati in conto vendita dall’Edizione Arianna come avviene in altri musei. Al riguardo non voglio aggiungere niente ma solo complimentarmi con te per la divertente e interessante allusione alla porno-ornitologia. Per concludere, caro Massimo, devo farti rilevare che questa volta stranamente sei impreciso anche sui numeri. I visitatori, infatti, non sono tre l’anno come riporti nella missiva, ignorando le decine, le centinaia e le migliaia. Con riferimento al 2019, anno prima dell’inizio della pandemia, il Museo ha registrato 4.393 presenze. Certamente sono convinto che si può e si deve fare di più, con meno critica distruttiva e maggiore collaborazione. Non ti offenderai se non risponderò per lettera ad eventuali altre tue osservazioni. Sono in ogni caso disponibile a fornire a te e a tutti coloro che ne ravviseranno la necessità le risposte ad eventuali quesiti, pubblicamente e nei locali del Museo.

Il Presidente del Museo Naturalistico F. Minà Palumbo
Rosario Schicchi