Lettera aperta di 13 docenti dell’IIS “L.F. Tedaldi” indirizzata al Ministro Bussetti

Al Ministro dell’Istruzione Marco Bussetti

Alla Sottosegretaria ai Beni e le attività culturali Lucia Borgonzoni

Al Provveditore dell’Ambito territoriale di Palermo Marco Anello

Ai social e ai mezzi di comunicazione

In questo momento di grave e drammatico scontro interno alla Scuola e alla società civile, noi docenti dell’IIS Lugi Failla Tedaldidi Castelbuono sentiamo la necessità di far sentire in maniera forte e chiara la nostra voce e unirla a quella di chi negli ultimi giorni ha espresso disagio, preoccupazione, dissenso, indignazione nei confronti del provvedimento di cui è stata fatta oggetto la Prof.ssa Rosa Maria Dell’Aria.

Non vogliamo entrare nei dettagli del fatto in sé, che altri hanno e avranno il dovere di esaminare, valutare e giudicare, ma solo fare qualche riflessione circa il nostro lavoro e la nostra missione quotidiana, che cerchiamo di svolgere impegnando tutte le nostre risorse al di là di quanto richiedano i nostri doveri contrattuali. Ci perdonerete se per farlo utilizzeremo le parole di un personaggio scomodo come Lorenzo Milani, parole aspre e taglienti che, a più di mezzo secolo dalla sua morte, continuano a interrogarci.

Scrive Lorenzo Milani Bisognerà dunque accordarci su ciò che è scuola buona. La scuola è diversa dall’aula di tribunale (…). La scuola siede tra passato e futuro e deve tenerli presenti entrambi. È l’artedelicata di condurre i ragazzi su un filo di rasoio: da un lato formare illoro senso della legalità … dall’altro la volontà di leggi migliori, cioè disenso politico … il ragazzo non esercita ancora diritti sovrani, deve solo prepararsi a esercitarli domani ed è perciò da un lato nostro inferiore perché deve obbedirci e noi rispondiamo di lui, dall’altro nostro superioreperché decreterà domani leggi migliori delle nostre. E allora il maestro deve essere per quanto può “profeta”, scrutare i segni dei tempi, indovinare negli occhi dei ragazzi le cose belle che essi vedranno chiare domani e che noi vediamo solo in confuso.

È difficile oggi, molto più di ieri, condurre questa riflessione sul passato per interagire con il presente e tendere verso il futuro. Dobbiamo fare costantemente appello ad equilibrio e saggezza, alla parte migliore di noi stessi per guidare i nostri alunni in questo esercizio. Ed è doloroso constatare che chi dovrebbe difenderci e tutelare il nostro impegno come bene prezioso e insostituibile scateni su di noi sanzioni e discredito.

I ragazzi di Palermo hanno celebrato la Giornata della Memoria in maniera non banale, sottraendosi a slogan triti e cercando di leggere il mondo di oggi con il filtro dell’esperienza passata. E se è vero che i fenomeni storici sono non del tutto comparabili, è anche vero che anche vero che questa lettura l’hanno fatta degli adolescenti e non dei raffinati giuristi o degli storici. Hanno visto con i loro occhi che i diritti umani vengono negati a parte della popolazione mondiale e hanno intuito la deriva pericolosa che sicela dietro la promessa di una “sicurezza”. E sono in buona compagnia: è dei giorni scorsi la richiesta dell’ONU di bloccare il Decreto sicurezza bis proprio perché viola i diritti umani.

Dobbiamo essere grati alla professoressa Dell’Aria e tutti coloro che in-segnano (nel significato etimologico del termine:“segnare dentro”) ogni giorno la necessità di discernere il bene e il male, di coltivare il bene e lottare, nelle forme e con i mezzi della nostra Costituzione, per cambiare ciò che è offesa, sopruso e arroganza.

È vero: questo significa fare Politica, ma nel senso più alto e nobile del termine. Significa agire la propria appartenenza alla comunità degli uomini (la polis greca!). Di tutti gli uomini, non una piccola unità etnica selezionata. Non possiamo aver timore di fare Politica in classe se riconosciamo che la polis va ben oltre l’angusto perimetro di un partito.

Per questo chiediamo a chi ne ha facoltà di annullare il provvedimento di sospensione nei confronti della Prof.ssa Dell’Aria, chiederle pubblicamente scusa, perché la sanzione che le è stata comminata è una violazione di ciò su cui si fonda l’essenza dell’insegnamento, e ringraziarla perché è riuscita ad accendere nei suoi alunni la scintilla della passione civile e politica.

Sulla porta della scuola di Barbiana c’è un cartello con la scritta “I care”, ovvero “me ne importa, mi sta a cuore”, l’esatto contrario del motto fascista “me ne frego”. È il nostro motto. È ciò che vogliamo insegnare ai nostri allievi perché domani abitino un mondo migliore e soprattutto perché contribuiscano a costruirlo. È il nostro lavoro. E vogliamo continuare a farlo.

I docenti dell’IISS Luigi Failla Tedaldi