“L’infermiera di Cefalù col vizietto dei furti e la sorella di Zuckerberg assunta da Google.”

La guerra tra i grandi colossi dell’elettronica non risparmia colpi bassi e coinvolge anche le famiglie. Google ha appena assunto Arielle Zuckerberg, sorella del fondatore di Facebook, all’interno del progetto di acquisizione della start-up Wildfire Interactive, un’azienda innovativa che si occupa di pubblicità digitale e di cui la ventenne Arielle è product manager. Già qualche mese fa la sorella maggiore, Randi, aveva dato il primo dispiacere al fratello Mark, abbandonando dopo sei anni la poltrona di direttore marketing di Facebook, per portare avanti un progetto tutto suo di analisi dell’aspetto social dei media. Ora la sorella più piccola passa ai rivali di Google e a quanto dice sul suo profilo Facebook ne è anche molto entusiasta. Il mondo del business non guarda in faccia nessuno, tantomeno ai rapporti di parentela ma, aldilà tutto, resta il fatto che una famiglia americana ha già prodotto tre geni che hanno grande influenza sulle società informatiche che stanno letteralmente cambiando il mondo. Sono dotati sicuramente di grandi capacità intellettive, ma una buona influenza è per forza di cose data dall’ambiente in cui si vive e si cresce. Mi chiedo se in Italia, ove si è considerati sempre più ai margini dell’economia globale, sarà mai possibile creare le condizioni perché vengano fuori geni di tale portata.

Una quasi risposta al quesito lasciato aperto nello spezzone precedente può trovarsi nella seguente notizia: diversi atenei italiani si sono rifiutati di accettare una disabile nei propri corsi di psicologia. Il motivo risiede negli elevati costi da affrontare per garantire le frequenza dei corsi da casa. Infatti, Rosanna Lovino, 19 anni, di Ruvo di Puglia (Ba), è affetta dalla sindrome di Werdnig-Hoffman, una grave forma di atrofia muscolare spinale, che la costringe a stare perennemente sdraiata nel lettino di casa e per cui può solo usare il pc. I tre atenei contattati, la Cattolica di Milano, l’ateneo di Urbino e l’università di Chieti hanno risposto negativamente alla sua richiesta si iscrizione. Non sono attrezzati per una situazione del genere. Così Rosanna ha scritto una lettera al ministro profumo chiedendo che “a tutti gli studenti, disabili e non, che sono interessati allo studio, come me, venga data la possibilità di frequentare le università, le quali, essendo a numero chiuso, pullulano di raccomandati e strafottenti. Grazie.”. Il messaggio è chiaro e speriamo venga recepito da chi di dovere e venga data la possibilità di proseguire gli studi, anche alla luce degli ottimi risultati ottenuti finora, che le hanno permesso di diplomarsi col massimo dei voti, nonostante il disagio di frequentare le scuole attraverso una webcam.

Infine riportiamo una notizia di cronaca che coinvolge l’ospedale San Raffaele-Giglio di Cefalù e una serie di furti che vedrebbero coinvolta un’infermiera col vizietto del borseggiamento. A quanto pare aveva l’abitudine di infilare le mani nelle borse dei pazienti e sfilargli banconote. Quando i sospetti si sono concretizzati su di lei, i carabinieri l’hanno colta in flagrante dopo aver situato una borsa, come trappola, con delle banconote da 50 Euro dentro, sorvegliata da videocamere. A quel punto l’infermiera è stata vista borseggiare e quindi si è avuto conferma che è stata lei la responsabile della serie di furti che negli ultimi tempi avevano coinvolto i pazienti dell’ospedale cefaludese.

Con questo è tutto, ricollegatevi la prossima settimana.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?