“Sotto scorta in una Sicilia senza onore”

[REPUBBLICA – G.D’Avanzo – 5 sett.] Minacce al giornalista Lirio Abbate dopo l’inchiesta sulla mafia. “Ho fatto solo il mio lavoro”.
Prima le lettere di avvertimento, poi una bomba incendiaria sotto la macchina.

Dice Lirio Abbate che il lavoro di cronista a Palermo o è accurato o non è. Lirio ha 37 anni, è redattore all’Ansa. Come tutti i siciliani “buoni”, come tutti i siciliani migliori, non è portato a far gruppo, a stabilire solidarietà e a stabilirvisi. Sono i siciliani peggiori quelli che hanno il genio del gruppo, della “cosca”, ricordava Sciascia. Sarà per questo, che Lirio se ne sta per conto suo e segue la sua strada anche se sa bene quale sarebbe il modo più conveniente per starsene in ombra, un po’ in disparte e in pace. Puoi sempre scivolare lento sulla superficie dei fatti e quindi “prendere atto”: prendere atto che quello è indagato per mafia; che quell’altro è stato rinviato a giudizio; che quell’altro ancora è sotto processo per favoreggiamento alle cosche; che la magistratura sempre “indaga a 360 gradi”.

Nessuno te ne vorrà. È il tuo lavoro e se fai il tuo lavoro con prudenza, senza eccessi, con mediocrità, nessuno salterà su contro di te. Però, dice Lirio, che ha una compagna e un bimba di dieci mesi, questo lavoro non è accurato, non è onesto perché non racconta quel che vede e sa: “Io so, noi sappiamo chi sono i mafiosi e gli amici dei mafiosi o i loro protettori. Non ho, non abbiamo bisogno di attendere una sentenza o la parola della Cassazione o un’inchiesta giudiziaria perché penso che, prima della responsabilità penale, sempre eventuale, ci sia una responsabilità sociale e politica accertabile. Se il deputato, il consigliere regionale, l’assessore, il primario, il professore universitario se ne vanno in giro con il mafioso è un fatto. Si conoscono, passeggiano sottobraccio, si baciano quando s’incontrano. È soltanto accuratezza non rinviare ai tempi di una sentenza quel racconto. È il mio lavoro dirlo ora, subito. Non sono una testa calda, non sono un estremista, sono un cronista e credo che il mio impegno sia stretto in poche parole: raccontare quel che posso documentare”.
Deve essere questa convinzione che ha fottuto Lirio. Alla vigilia delle elezioni amministrative (maggio 2007), il suo metodo di lavoro deve aver messo di cattivo umore qualche capintesta moralmente opaco. La sua certosina ostinazione a ricostruire la rete di complicità “borghesi” che, per 43 anni, ha custodito la latitanza di Bernardo Provenzano non deve aver migliorato l’umore di altri. Un giorno lo chiamano in questura e gli dicono che “non si deve preoccupare, ma che sarà protetto con discrezione”. Lirio si preoccupa, altroché. Cerca di capire. Capisce che sono in corso delle intercettazioni nel quartiere mafiosissimo di Brancaccio e in quelle conversazioni è saltato fuori che occorrono delle armi per fare “una sorpresa a quel rompicoglioni”. Dice Lirio che, in quei momenti, quel che ti sta accadendo ti appare del tutto sproporzionato. “In fondo, sei consapevole che il tuo lavoro, per quanto meticoloso e accurato, nella migliori delle ipotesi si avvicina, senza svelarla, all’autentica realtà delle cose. Ti chiedi qual è stata la frase, il dettaglio, il nome che può avere inquietato e non sai dirlo. Puoi forse immaginarlo, non averne la certezza. Così vai avanti. Fingi che non sia accaduto niente. Tieni per te l’angoscia, senza rovesciarla su chi ti è accanto. Tanto passerà”.

Non passa invece. Un giorno Lirio trova sulla sua auto “la lettera di un amico”. Lo invita “a stare attento”. In questura dicono che la minaccia è “molto seria”, che una scorta armata lo seguirà passo passo durante il giorno. Per un cronista andarsene in giro con uomini armati è molto buffo. Il lavoro ne è irrimediabilmente pregiudicato. Quale “fonte” accetterà di incontrarti? Quale fonte ti confermerà quel che non potrebbe confermarti? Devi fermarti all’ufficialità, al “prendere atto”. Dice Lirio che anche per questo, con la direzione dell’Ansa, decide di “staccare”, di venir via dalla Sicilia, di starsene qualche mese a Roma, nella redazione centrale.

Lirio è tornato a Palermo soltanto dieci giorni fa e quelli subito si sono fatti sotto. Nella notte gli hanno sistemato una bomba incendiaria sotto l’auto. Il quartiere della Kalsa bloccato per ore. Polizia a sigillare la zona; artificieri per disattivare l’ordigno; vigili del fuoco preparati al peggio; carri dei vigili urbani per spostare in fretta le auto che davano impiccio e, nei giorni successivi, il silenzio di Palermo. Un silenzio freddo, scrupoloso, amaro che lo imprigiona come in una bolla d’aria. Dice Lirio che non vuole parlare di “solitudine” perché gli sembra retorico e inesatto: se ne vergognerebbe.

“In quel che mi accade” sostiene Lirio “mi sento fortunato. Sento accanto a me l’amichevole presenza dei miei colleghi di redazione. La direzione dell’Ansa è premurosa. Polizia e magistratura di più non potrebbero fare per rassicurarmi. Ma, se si esclude questo cerchio protettivo, avverto l’indifferenza della città. Un sindacato di giornalisti ha diffuso un comunicato in cui si diceva, più o meno, che – è vero – Lirio Abbate è minacciato, ma è un affare che riguarda soltanto lui perché – tranquilli – i cronisti siciliani non corrono alcun pericolo. Si può? Quest’incomprensione collettiva è un grumo di veleno e di amarezza che aggrava l’angoscia peggio della minaccia di quei vigliacchi e non parlo di me soltanto, parlo delle decine di casi che, come il mio, si consumano ogni giorno in città, nell’indifferenza di una Palermo muta che quotidianamente “prende atto” di negozi bruciati dagli estorsori che non risparmiano i piccoli e piccolissimi esercizi e finanche i distributori di benzina. Una città dove, se ti portano via l’auto o la moto, sai a chi puoi rivolgerti – tutti sanno chi è il mafioso del quartiere – per fartela restituire dietro il pagamento di una cauzione, così la chiamano. È vero, l’iniziativa di Confindustria è straordinaria. Erano dodici anni che le associazioni antiracket invocavano un gesto, un passo deciso. Ora c’è una promessa. Vedremo con il tempo se alle parole seguiranno i fatti. Però, perché prima di mandar via chi paga il pizzo non si comincia a mettere fuori da Confindustria l’imprenditore condannato per mafia? Ce ne sono. Basta guardare a Caltanissetta”.

Dice Lirio che hanno ragione il capo dello Stato e il governo a chiedere che “la società civile” faccia la sua parte contro la mafia. È la parte del problema con cui egli sente di dover fare più dolorosamente i conti, oggi. “È un paradosso. Credi di dover fare in modo accurato il tuo lavoro di cronista per illuminare nell’interesse dell’opinione pubblica, di quella “società civile”, gli angoli bui e sporchi del cortile di casa. Poi scopri che sei un ingenuo. Nessuno vuole guardare da quella parte, in quegli angoli – no – preferiscono voltarsi da un’altra parte anche se stai lì a tirargli la giacchetta. E allora perché lo faccio?, ti chiedi. Perché infliggo a chi mi è caro ansia, paura, apprensione e, Dio non voglia, pericoli? Perché, mi chiedo, non ascolti chi ti dice: ma chi te lo fa fare, vattene da qui, vattene subito, non ti accorgi che non vale la pena?”.

La voce di Lirio sembra rompersi ora. Percettibilmente, il timbro diventa roco e trattenuto come di chi si sta sforzando di controllare un’emozione che forse è rabbia, forse è avvilimento o forse entrambe le cose. Dopo qualche secondo, Lirio dice finalmente: “Lo sai perché non decido di andarmene? Per onore. Sì, per onore! Non per il mostruoso, folle, ridicolo onore di cui si riempiono la bocca mafiosi deboli con i forti e forti con i più deboli, ma per quell’onore che mi chiede di avere rispetto di me stesso, che mi impedisce di inchinarmi alla forza e alla paura, di scendere a patti con ciò che disprezzo. Quell’onore che molti siciliani hanno dimenticato di coltivare”.

20 Commenti

  1. Purtroppo chi fà oggi giornalismo di cronaca, quella vera, dove si evidenzia la realtà dei fatti sono rimasti in pochissimi. Il nostro concittadino è forse uno di questi ma in Sicilia, fin quando non muteranno le cose ai vertici dei poteri,cambierà poco anzi niente.
    Con stima.

  2. Forza Lirio! La prima reazione che ho avuto nell’apprendere la notizia delle prime intimidazioni di qualche mese fa, è stata quella di andare in edicola a comprare l’ultimo tuo libro. Mano mano che lo leggevo mi sono indignato sempre di più delle complicità e collusioni di politici con mafiosi. Per questo ti dico, vai avanti per la tua strada, con coraggio e con la solidarietà dei cittadini onesti di questa terra che ti sostengono.

  3. facciamo sentire a Lirio non solo che non è solo, ma che ci sono altri siciliani che sperano e credono in persone libere come lui.

    Se Lirio dovesse passare da questo post facciamogli sentire la nostra vicinanza. Lasciamo un commento di solidarietà.

    “Siciliano con onore”

  4. Il Sindaco di Castelbuono Mario Cicero e l’Amministrazione Comunale esprimono al concittadino Lirio Abbate la più sentita solidarietà, invitandolo a continuare il suo lavoro di informazione, consapevole del fatto che la libertà di stampa e il libero giornalismo sono i migliori alleati di quei cittadini, imprenditori, lavoratori e politici che credono nel rispetto delle regole democratiche e che auspicano la crescita economica, culturale e sociale della nostra Sicilia libera da qualsiasi condizionamento.

    Il Sindaco di Castelbuono
    Mario Cicero

  5. A NOMEPERSONALE VOLEVO ESPRIMERE TUTTA LA MIA
    SOLIDARIETA’ AL NOSTRO CONCITTADINO GIORNALISTA
    LIRIO ABBATE PER IL GRAVISSIMO GESTO DI INTIMIDAZIONE
    COMPIUTO DALLA MAFIA QUELLO CHE STASERA MI SENTO
    DI DIRE A LIRIO E’ PRENDI LE TUE DECISIONI E DOPO DI CHE
    VAI A TESTA ALTA IN FINE SAPPI CHE CASTELBUONO TI E’VICINO

    IL VICE PRESIDENTE DEL CONSIGLIO DI CASTELBUONO

    VINCENZO MARGUGLIO

  6. Tra le tante assurdità: divenire un nuovo esempio imprescindibile – per chi si avvia alla professione e per i colleghi giornalisti – SOLO per la rigorosità innata nel fare il proprio mestiere. Ma c’è anche un monito per i siciliani tutti: niente eccezioni nella lotta quotidiana alla mafia. Si è già complici nel silenzio o accettando il ricatto di un voto di scambio.
    Tieni duro Lirio.

  7. Io già in un altro post avevo lasciato un commento alla notizia del fallito attentato a Lirio Abate! Ma Mi volevo aggiungere a tutti gli altri per far sapere a Lirio Abate tutta la mia stima di umile cittadino per il lavoro che fa! Per lui come tanti altri in passato, che non cito perché la lista è lunga, sono morti fondamentalmente svolgendo il loro lavoro! Io prgo solo che ogni siciliano, ogni italiano faccia la propria parte, dobbiamo essere coraggiosi e prendere esempio da questi eroi! Si Lirio tu per me sei un eroe! Ma tutti possiamo essere piccoli eroi! Perché non voglio più piangere per per altri martiri! Chhiedo scusa inoltre se mi trovate sempre presente nei commenti dei vari post! Spero di non essere noioso o inopportuno! LIRIO SIAMO TUTTI VICINI A TE E ALLA TUA FAMIGLIA! Un tuo compaesano orgoglioso di esserlo!

  8. Oltre ad unirmi alla solidarietà espressa dal sindaco a Lirio Abbate, vorrei sottolineare che non dobbiamo ricordarci che la mafia esiste soltanto quando qualcuno che ci è vicino resiste alle intimidazioni, ma dovremmo tenere presente di vivere in sicilia tutto l’anno e dovremmo sentire il bisogno quotidiano di sentirsi liberi in una terra contraddittoria come la nostra. La mafia, è vero, siamo “anche noi” ma dobbiamo saper costruire il nostro futuro libero da qualsiasi condizionamento. Lirio è veramente un esempio di uomo libero.
    Mi unisco nel chiuedere all’invito di Michele Spallino: Lirio tieni duro!!

  9. Quello di Lirio Abbtae, non è solo il lavoro di un giornalista; leggendo le pagine del suo bellissimo libro, sembra di già di leggre la nostra storia, egli è si un giornalista, ma è anche un abile studioso del nostro tempo e di quello passato.
    Cosa resta a noi dopo avere letto le sue pagine, dopo avere sentito l’ennesima minaccia?
    Indignazione, verso noi stessi che non siamo capaci di uscire fuori da questa assurda situazione, indignazione, perchè Confindustria sicilia, decide di buttare fuori chi paga il pizzo… e ancora una volta quelli che “pagano” sono sempre gli stessi.
    Ma la domanda a cui ancora nessuna risposta giunge è dove cavolo è lo Stato?
    Difronte ad una Sicilia che soccombe ( e non è la sola), il decreto del Ministro Amato sulla microcriminalità, fa solo ridere…. e il carrozzone va avanti…

    Forza Lirio!

  10. La Verità è scomoda per alcuni, ma è il fine dell’informazione vera, quella con la “I” maiuscola. E’ l’imperativo categorico dell’operato di qualsiasi giornalista.
    La Malacarne, purtroppo, non la pensa così, ma è a noi, che non siamo come questi Vigliacchi, che è rivolta la verità, nella speranza che divenga monito per creare un vero atteggiamento Antimafia.
    Dai lirio, tieni duro!!!

  11. …l’antimafia delle opportunità…è la solo antimafia che può incisivamente cambiare il destino di una Terra altrimenti segnata dai bisogni e quindi dalla necessità di chiedere e conseguentemente di essere ricattabile…di chiedere ad una classe dirigente a sua volta compromessa, compromessa in molti uomini e non necessariamente c’è bisogno di una sentenza di 3° grado per essere compromessi (solo qualcuno a sinistra per la verità…)…è un caso che molti dei segretari regionali del pci-pds-ds (come usa definire il Cavaliere) sono stati mandati da Roma quasi come a commissariare la classe politica regionale???…lo fu La Torre, Occhetto, Folena… anche Fava fu nominato a Roma da Veltroni…e se fosse possibile chiederei al compagno Violante cosa c’entra la sua Storia con la storia ad es. dei Cardinale, dei Crisafulli annaquandola nella comune proposizione del Candidato Regionale Genovese (magari Lirio ci può descrivere il personaggio…)al Partito Democratico?
    Ben venga la candidatura INDIPENDENTE di Peppe Lumia a segretario del PD siciliano…qualcuno, e molti a sinistra, lo definirebbero un professionista dell’antimafia quasi a demerito del suo impegno politico…credo invece debba essere un merito, spero possa divenire stimolo di partecipazione per molte donne e uomini che intendono spendere un pò del proprio tempo nell’impegno sociale e nella militanza politica per lo sviluppo di una Terra straordinaria che ha un solo difetto…I SICILIANI!

    p.s. ho gia espresso la mia solidarietà in un post su altro articolo.

  12. un difetto i Sicilaini?
    Caro Ophrys, dovresti cominciare a leggere e a vedere qualcosa altro che non sia il PD, come fai a dire che i Siciliani sono “Il difetto” della loro terra?
    Poi mi viene spontanea una domanda tu sei nello stesso calderone?

    Mi chiedo, quanto a parte Pio La Torre,( ce ne fossero come lui) hanno fatto tutti gli uomini poitici che tu citi per la nostra terra…
    e non rigirare la frittata dicendo che si sono spesi, che hanno lottato, ma per chi, per che cosa e sopratutto come?
    cosa hanno fatto di concreto?

    Sai caro Oprhys, non è facendo una passeggaita con il bravo Lirio Abbate che ci si può lavare la coscienza… la politica è latitante, questo anche le pietre lo sanno, altrimenti tutto quello che succede non accadrebbe.

    il caso di Lirio Abbate, suo malgrado, è risaltato alla cronaca per ovvi motivi ( E meno male, cos’ almeno se ne parla), ma di tutti gli altri che cosa vogliamo dire? Di tutte le intimidazioni che sono avvenute negli ultimi giorni nel trapanese e non solo, quale esponenete del tuo caro PD o quale esponente della destra ha preso veramente posizione?

    Oprys, hai per caso guardato oggi il TG regione? Hai visto che alla seduta dell’ARS, dove si doveva discutere sul caso incendi, (altro tema caro alla mafia…!!!), non c’era nessuno, ridicolo anche l’Assessore al territorio, che praticamente parlava ad un alula vuota…

    la verità è che ogni politico pensa o crede o vuole credere di avere (scusate il gioco di parole), la verità in tasca… e intanto mentre l’emergenza mafia si fa risentire si parla ancora di primarie….

    i siciliani meritano rispetto da chi chiede loro di avere pazienza (vedi destra) o da chi gli chiede 5 euro per andare a votare….

    altro che difetto….

  13. ..quando da Roma si sente il bisogno di commissariare la classe dirigente regionale significa che la puzza della complicità è pungente e va oltre lo Stretto…ONORE a Pio la Torre ma Occhetto soprattutto e Folena non erano degli stupidotti e fessi tanto che alcuni Compagni furono da loro messi alla porta (non si arriva per caso alla leadership nazionale)…fra Genovese (enorme conflitto di interesse) e Latteri (trasformista) io non vado a votare per le primarie del PD per la Sicilia…e mi spiace che Lumia abbia accettato un compromesso di basso profilo annacquando la Sua Storia…e mi spiace che Veltroni abbia posto questo diktat che rischia, visto ciò che sta succedendo in altre regioni, di rendere oligarchico il processo di costruzione del Pd…con il ritiro di Lumia, una PESSIMA classe dirigente ha ipotecato per i prossimi 15-20 anni la speranza di portare la lotta alla mafia dalle procure alla cultura delle opportunità..perchè non servono le passeggiate, non servono i comunicati, non servono i convegni….credo poi di poterla pensare a modo mio sui Noi Siciliani….che rispetto si può avere per un POPOLO che esprime questa Classe Dirigente?…questo Governo? questa Assemblea Regionale? Vedi…la mia militanza non è una militanza con le fette di prosciutto negli occhi…poi sulle cose che vedo e che leggo, non preoccuparti…

    p.s. mentre nel pci-pds-ds a roma si commissariava una pessima classe dirigente, negli altri partiti si PREMIAVA e si PREMIA la complicità….è questa la differenza che giustifica la mia militanza…

  14. ma mi chiedo, devi per forza militare?
    Gli apparati di partito sono tutti uguali, la destra non sa cosa significa fare antimafia, e la sinistra ci sguazza pensando di portersi lei arrogare questo compito, come dire se il mio compagno di banco non sa risolvere i problemi di matematica, allora è possibile che lo sappai fare io…

    Ophrys,mio caro, quanto è lonatno dal vero quello che dici su PD, sat dimostrando di essere più ingessato e legato alle poltrone di altri;

    non hai risposto alla domanda che ti avevo aftto, (ma non devi necessariamente farlo..), era solo curiosità, e cioè se in questa feccia di siciliani, ti ci rivedi anche tu.

    SAi perchè te lo chiedo, perchè ogni popolo ha la sua dignità e se qusta viene sempre campestata anche da chi la vive ogni giorno, io penso che la cose sia ancora più grave.
    noi siciliani siamo un popolo difficile, ma siamo anche dei grandi sognatori, in questa terra che di popoli conquistatori ne ha visti tanti, ancora ASpETTIAMO CHE UN QUALSIASI PArTITO VENGA FACENDOCI CREDERE CHE TUTTO CAMBAIERà.
    io credo che bisogna avre solo rispetto per quello che si è , iocredo nella giustizia degli uomini, non in quella dei tribunali, fin quando Mastella ne sarà ministro; già ministro di questa sinistra, che anche io ho votato (leggi male minore!!!), che con la legge appena approvata tra breve scardinerà tutti quei giudici che hanno votato la loro vita e non le loro carriere alla lotta alla mafia.
    Questo succede, e ciò non è colpa dei siciliani, ma di una legge elettorale, nella quale tutti sguazzano ed hanno sguazzato, che consente tutto il marcio che a noi tocca vivere.
    poi da uomo di partito uqale tu sei, dovresti sdaperlo che l’ultima frase hc ehai scritto non è del tutto veritiera…
    le commistioni (vedi caso Crisafulli), sono ovunque…

    Coram populi…

  15. ..Noi siciliani, non ho mai detto Voi siciliani..era la mia risposta…si anche io mi ci metto non faccio l’intellettuale di sinistra con la puzza sotto il naso..NOI Siciliani con i Nostri talenti, le Nostre intelligenze, le Nostre viltà, i Nostri bisogni, le Nostre orecchie che non sentono, i Nostri occhi che non vedono, le Nostre bocche che non parlano, con la Nostra UNICA straordinaria ESSENZA….mi sembra che ancor prima di te citavo Crisafulli…e per colpa di un Crisafulli qualsiasi la sinistra non è credibile…e non è credibile quando ad es. Cuffaro diviene assessore del governo Capodicasa e non è credibile quando Palermo non riesce ad esprimere un candidato alla segreteria regionale del PD perchè non è un caso che candidato sindaco a palermo dopo 20 anni è stato di nuovo Luca Orlando…guardiamo dall’altra parte però…lì per premialità si diventa Ministro, Presidente di Regione, Assessore Regionale, Presidente di Provincia, Sindaco, Consigliere Circoscrizionale….dai tempi della DC e del Psi ad oggi nulla è cambiato…un POPOLO senza dignità continua a votare una classe politica senza dignità!
    Pensi di offendermi definendomi uomo di partito?…Io sono uomo di parte e di partito e so da quale parte stare e in quale partito militare anche in dissenso se necessario perchè è una militanza che mi scorre nelle vene e perchè l’antipolitica è peggio della politica…il ruolo della banderuola è un ruolo che lascio ad altri e non mi riferisco a te ma parlo in generale….

    p.s. è ovvio quando parlo di DC o Psi…parlo di alcuni uomini e alcuni pezzi di quei partiti..perchè Mattarella non era Salvo Lima ad es…

  16. caro oprys, ancora una volta non ci siamo, dicendoti uomo di aprtito, non volevo assolutamente offenderti, dico solo che nella mescolanza che esiste oggi tra quelle che un tempo erano le diverse apprtenenze, non credo che ci si possa definire con nettezza da una parte o dall’altra.

    L’operazione di marketing cui stiamo assistendo per la nascita del PD (scusami se non dico nuovo…di nuovo non ha proprio nula a mio avviso!), la dice lunga su quella che vuole essere la classe dirigenmte di domani (che è poi quella di oggi, di ieri e via dicendo);
    quando Veltroni chiamo DE Mita, per mettergli nelle mani i giovani che vogliono avvicinarsi al PD, mi spieghi cosa c’è di nuovo, cosa dobbiamo apsettraci da uno che ha contribuito a creare lo scempio dell’Italia, che ancora oggi noi, intermini di debito pubblico e di defic paghiamo?

    Sei ancora sicuro si volere satre sempre e solo da quella parte?

    Poi non me ne volere, chi fa le accuse che fai tu…dovrebbe dare un contributo, ora scusa la mia ignoranza su quello che tu fai, ma magari e la domanda non è tendenziosa, cosa hai fatto o vorrai fare per questo PD?

    MEglio ancora qualè è il tuo contributo…

    Caro Oprys, gurda bene, te lo dice una che ah vissuto i bei tempi della sinistra, oggi quel mondo non esiste più, perchè quegli uomini non esistono più.

    Vota e fai votare?

  17. io non so parlare con paroloni e retorica… e la mia solidarietà non la so esprimere bene come i commenti precedenti… non so fare citazioni di uomini illustri o di casi eclatanti… scusami. però una cosa sincera te la voglio dire…così come mi hanno insegnato un pò di tempo fa… ” A Matri Sant’Anna t’accumpagni!” perchè accompagna sempre chi è nella retta via.

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