L’Italia di Mancini: triennio promosso, ora a giugno si fa sul serio

Gli applausi per l’Italia di calcio maschile si sono sprecati negli ultimi tre anni, in particolare se paragonata a quella che aveva mancato la qualificazione ai Mondiali del 2018 in Russia. Da giugno la nostra nazionale sarà impegnata a Euro 2020, competizione con cui i nostri colori non hanno una grande tradizione, ma l’Italia non può più nascondersi: è fra le grandi d’Europa. 

Ottobre 2018-giugno 2021: il quasi triennio d’oro dell’Italia

Difficilmente abbiamo visto una nazionale di calcio così bella, di qualità, caratterizzata da un possesso palla che apparteneva più a nazioni palleggiatrici come il Portogallo e il Brasile. Questo è soltanto uno dei risultati che Mancini e il proprio staff sono riusciti a raggiungere in meno di tre anni a partire dall’ottobre del 2018. Ai risultati di gioco e impostazione tattica si aggiungono quelli tecnici: record di risultati utili, attacco prolifico con Andrea Belotti a 11 goal nella gestione Mancini e una difesa solida come da tradizione italiana. L’Italia ora non vuole e non può più nascondersi, in particolare dopo l’ultima striscia di risultati fra qualificazioni agli europei, qualificazioni alle semifinali di Nations League e qualificazioni mondiali. L’Italia ha continuato a vincere e a convincere, a segnare e a fare del possesso palla un’arma per verticalizzare e arrivare alla conclusione. NNon è un caso che la nostra nazionale sia inserita fra le prime cinque squadre con concrete possibilità di vittoria finale a Euro 2020 secondo esperti e scommesse sportive. In poco meno di tre anni le vittorie dell’Italia sono state ben 21 in 30 incontri disputati, solo due le sconfitte e sette i pareggi; ben 68 le reti realizzate e soltanto 14 subite, per una differenza reti che recita +54. 

Le altre d’Europa: bene Belgio e Francia, ma l’Italia deve superare un girone duro

Prima di fare calcoli e statistiche per possibili accoppiamenti, l’Italia deve assolutamente preoccuparsi in primis di superare il proprio girone. Questo risulta importante non soltanto per evitare di incontrare fin da subito corazzate come Belgio o Francia, bensì anche per conferire ulteriore sicurezza a una squadra che deve confermare quanto di buono seminato finora. L’11 giugno l’esordio contro la Turchia dirà già tanto sul possibile cammino degli azzurri: la gara inaugurale delle 21:00 contro i turchi all’Olimpico mette in palio più di tre punti; c’è infatti da dimostrare sul campo che l’Italia c’è e che è una squadra da battere. Squadre da battere sono sicuramente anche il Belgio, 10 vittorie in 10 gare come l’Italia nel girone di qualificazione a Euro 2020, e la Francia campione del mondo uscente e con diversi talenti soprattutto in attacco, con Mbappè e Griezmann autentici spauracchi delle difese di mezzo mondo. Queste appena citate sono sicuramente le due nazionali che sembrano avere qualcosa in più rispetto alle altre, arrivate alla maturazione di un progetto che le aveva portate a piazzarsi sul podio ai mondiali scorsi: prima la Francia, appunto, e terzo il Belgio. 

Per quanto fatto vedere finora, l’Italia dei “ragazzi” di Mancini non ha nulla da temere, e il miglioramento da apportare è soltanto mentale: essere consapevoli di potersela giocare con tutte le altre alla pari. Mancini avrà ancora poco tempo per gli esperimenti, e le ultime convocazioni di marzo hanno già delineato più o meno chi farà parte del gruppo azzurro a giugno, con almeno quattro giocatori assolutamente insostituibili, fra cui Insigne, e sul quale Mancio punta tanto.