Lo studio pubblicato dal dr. Rosario Mazzola al centro del dibattito scientifico internazionale

Ci congratuliamo con il giovane castelbuonese, dottor Rosario Mazzola, recentemente in prima pagina su una delle riviste scientifiche internazionali più prestigiose e autorevoli per lo studio e cura delle neoplasie polmonari, Journal of Thoracic Oncology, rivista ufficiale dello IASLC (http://www.jto.org/) – International Association for the Study of Lung Cancer –  per un importante studio sulla PET, come guida per predire la risposta alla Radioterapia Stereotassica Ablativa per la cura delle metastasi polmonari.

Il dottor Rosario Mazzola, dirigente medico di I livello presso l’U.O.C. di Radioterapia Oncologica diretta dal prof. Filippo Alongi presso l’ospedale Sacro Cuore Don Calabria Cancer Care Center di Negrar-Verona, è autore di numerose pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali ed internazionali in ambito oncologico (https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/?term=Mazzola+Rosario).

Si tratta del primo studio di questo genere, che prende spunto dal dibattito all’interno della comunità scientifica mondiale sull’opportunità di sottoporre all’esame PET con tracciante Fluorodesossiglucosio il paziente con un numero limitato di metastasi polmonari (da una a cinque) prima del trattamento di Radioterapia di precisione. La PET in genere viene utilizzata solo per i casi dubbi, mentre la maggior parte dei pazienti viene sottoposta alla sola TC.

“L’obiettivo dello studio, condotto in collaborazione con la Medicina Nucleare dell’Ospedale Sacro Cuore Don Calabria, era quello di dimostrare come taluni parametri metabolici individuati alla PET prima del trattamento radiante ablativo avessero un ruolo fondamentale per comprendere la risposta delle sedi tumorali polmonari sottoposte ad alte dosi mirate di radiazioni ionizzanti – spiega il dottor Mazzola – Abbiamo constatato che la risposta completa delle metastasi a sei mesi dal termine del trattamento radioterapico era associata al valore dei parametri metabolici investigati. Se le cellule tumorali captano una certa quantità di tracciante alla PET – aggiunge il dottor Mazzola – significa che risponderanno meglio al trattamento radiante. Al contrario, richiederanno un approccio personalizzato rispetto alla patologia primitiva di origine”. La PET per le metastasi polmonari non fornisce solamente informazioni sulla dimensione delle lesioni metastatiche, come la TC, ma ne descrive il profilo metabolico e quindi il comportamento biologico. Lo studio recentemente pubblicato dal dottor Mazzola permette di attribuire ulteriori ruoli alla PET in termini di valutazione del comportamento biologico e dell’eventualità aggressività delle lesioni metastatiche oltrechè la capacità di predire la risposta alla radioterapia mirata.

Un altro passo avanti verso la cura non invasiva e sempre più precisa e personalizzata della malattia oncologica.

Ad maiora Rosario!