L’opinione del sindaco di Cefalù sulle dimissioni di Rosario Bonomo

[CEFALUNEWS.NET] È buona abitudine umana e civile, lasciar decantare gli eventi prima di esprimere qualunque giudizio descrittivo o valutativo che sia?
A distanza di qualche giorno e dopo aver raccolto i commenti ? in realtà pochi ? che hanno accompagnato la decisione del dott. Rosario Bonomo, di lasciare l?incarico di Segretario Generale al Comune di Cefalù, mi corre l?obbligo di entrare nel merito della vicenda e di esprimere le mie valutazioni nonostante che, chi ha scritto di questa vicenda, pur raccogliendo le dichiarazioni dell?interessato e di una sola parte politica, non ha ritenuto opportuno sentire anche la mia valutazione.
Ovviamente, intendo interpretare la scelta del funzionario, senza intaccare o giudicarne la libertà personale, volendo piuttosto fare leva su alcuni elementi valutativi che mi competono in quanto interlocutore privilegiato della Sua nomina.
Quando sette mesi fa, il dott. Bonomo, liberamente ha accettato l?incarico, era certamente al corrente ? da buon professionista qual?è ? dello status quo del Comune di Cefalù. Le nostre conversazioni previe sono state poi oltremodo chiare e volte a rafforzare le Sue conoscenze. La Sua scelta non può che essere stata, dunque, pienamente consapevole, avvalorata anche dal mio linguaggio estremamente chiaro.
L?entusiasmo col quale è stata accolta la Sua decisione di accettare l?incarico, da parte del Sindaco, in primo luogo, come anche della Giunta e, penso di poter affermare anche dell?intero Consiglio Comunale, non è stato né superficiale né dettato da facile sentimentalismo.
Nessuno si nasconde i problemi che la macchina amministrativa e burocratica di ogni ente pubblico presenta. Né io posso ignorare che anche il Comune di Cefalù sia attraversato da lentezze e problemi che inevitabilmente ne rallentano il processo politico-amministrativo.
Lungi da me, infatti, qualunque atteggiamento sterilmente apologetico che presterebbe il fianco unicamente a strumentalizzazioni e a interpretazioni parziali e/o demagogiche.
Nessuno può mettere in dubbio che anche a Cefalù la via della legalità è stata intrapresa da tempo; nessuno può dubitare che anche al Comune di Cefalù tutti coloro che in esso vi operano e vi lavorano seguano la strada maestra del rigore e della correttezza.
Solo una lettura miope e sbilenca delle istituzioni può generare dubbi in tal senso!
Certo, nessuno è immune da limiti e deficienze. Certo, nessun impiegato o funzionario ha la bacchetta magica. Tutto abbiamo bisogno di avere degli orientamenti chiari e puntuali. Non è forse questo a determinare la necessità che via sia un Segretario Generale che si intesti il compito di orientare e dirigere il personale comunale?
Il dott. Bonomo, non era e non è un avventizio. Il suo curriculum ? peraltro di tutto rispetto ? lo testimonia. Quando ha accettato l?incarico credo avesse chiaro il compito a cui veniva chiamato e a cui liberamente ha corrisposto.
Ma allora mi chiedo: cosa ha determinato la Sua decisione di abbandonare l?incarico? Cosa gli ha fatto scattare la scelta di ritornare in un Comune dove pure aveva prestato il suo servizio?
Io non voglio fare né congetture, né ipotesi. Mi baso unicamente sulle dichiarazioni che a mezzo stampa il dott. Bonomo ha reso pubbliche. Del resto, quando si è davanti alle dichiarazioni ?ufficiali? e ?olografe? il compito interpretativo è facilitato.
Nel Giornale di Sicilia di venerdì 1 Luglio 2011 leggo: «Invito i colleghi segretari a fare tirocinio a Gangi per la correttezza, la professionalità e i rapporti umani del personale e della cittadinanza. Qui vi è un forte senso di appartenenza e un forte senso civico di sentire la cosa pubblica come propria».
Le parole del dott. Bonomo, sono ?pesatissime? ed esigono valutazioni altrettanto ?pesatissime?.
Perché un invito ai suoi colleghi di andare a fare tirocinio a Gangi? Si stanno forse lanciando messaggi ?cifrati? a eventuali segretari tirocinanti che potrebbero essere chiamati a Cefalù invitandoli a non accettare. Sarebbe una dissuasione ?preventiva??
Ho provato un senso di disorientamento nel sentir parlare di ?tirocinio?. Il dott. Bonomo non è venuto a Cefalù per fare ?tirocinio?, non ne aveva bisogno, da professionista qual?è. Perché invitare altri a fare tirocinio a Gangi? Il Comune di Cefalù non è palestra di tirocinio! È, invece, luogo per fare carriera. A Cefalù si diventa Segretario Generale! 
L?invito del dott. Bonomo è poi abbastanza circostanziato e strutturato. A Gangi si trova «correttezza, professionalità e rapporti umani del personale e della cittadinanza». Si desume, quindi, che tutto questo a Cefalù il dott. Bonomo non lo abbia trovato.
Se non lo ha trovato, forse spettava a Lui lavorare in questa direzione! 
In realtà, più che il dott. Bonomo, a dare le ?vere? o ?presunte? motivazioni della Sua decisione sono i consiglieri di opposizione Lapunzina, Franco e Fatta secondo i quali la scelta del dott. Bonomo: «conferma la drammaticità in cui versa un ente dove l?affermazione della regola è cosa assai difficile e dove, per sopravvivere, occorre sapersi piegare alla volontà di un certo modo di fare e di intendere la politica. Temiamo che non sia il solo presidio di legalità posto ?sotto attacco?, stante che insistenti quanto ingiustificate critiche hanno preso a levarsi nei confronti di altri funzionari, ?rei? di essere troppo rispettosi delle norme. La speranza è nei cittadini, nel loro desiderio di cambiare pagina, per affermare quei principi di sana e legale convivenza, invisi a taluni, ma posti a salvaguardia dell?interesse dei più».
Affermazioni queste sì, ancora ?pesatissime? ma anche ?pensantissime? di cui, ovviamente, si assumeranno tutte le responsabilità.
Invito i suddetti consiglieri a uscire dal proprio ermetismo e a fare i nomi di questi ?taluni? cui sono invisi i principi di sana e legale convivenza. Sarebbe un servizio alla verità e alla verità tutta intera!
Al dott. Bonomo, auguro di lavorare con la professionalità che gli riconosco e che tutti gli riconoscono, presso il Comune di Gangi, ricordandogli soltanto che costante di tutti i nostri paesi sono la «correttezza e i rapporti umani, il senso di appartenenza» sia pure espressi e manifestati in modi differenti. Ma nella differenza c?è la ricchezza!

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