L’Ulivo presenta un’interrogazione sulle sponsorizzazioni. Il Sindaco: «Non ho mai affidato, diversamente dal passato, ad aziende familiari nessun incarico retribuito»

[ILCALEIDOSCOPIO.INFO – Giuseppe Spallino] Le polemiche politiche a Castelbuono non si placano. Nel Consiglio comunale che si terrà il giovedì  7 agosto verrà discussa un’interrogazione consiliare presentata dal gruppo L’Ulivo per Castelbuonese con Unione Civica di Centro, in merito agli sponsor dell’ente comunale.
I consiglieri ulivisti chiedono di sapere, tra l’altro, “quali sono le aziende private che sono state invitate ad offrire sponsorizzazioni mediante l’offerta di prodotti locali in occasione di eventi organizzati dal Comune e per quali eventi”.
Un’interrogazione che era già stata annunciata dal consigliere comunale Mario Cicero durante la rovente seduta del 21 luglio scorso, quando è stato anche bocciato il rendiconto di gestione dell’esercizio finanziario 2013. In quell’occasione, Cicero attaccò il sindaco Antonio Tumminello di dare sempre spazio negli eventi ai prodotti del panificio di famiglia.

Non si è fatta attendere la risposta del primo cittadino: «L’Amministrazione comunale è sempre stata aperta nei confronti di tutte le iniziative di sponsor che possono arrivare. Certamente chiamiamo quelle che hanno sempre accolto il nostro invito: in primis Fiasconaro, poi Santa Anastasia, ed anche il panificio Tumminello. Non capisco, invece, se lui (Mario Cicero, ndr) ritiene che non bisogna promuovere il territorio. Probabilmente nel tempo è cambiato il suo modo di pensare. Non ho mai affidato, diversamente dal passato, ad aziende familiari nessun incarico retribuito. E spiace dover sentire che lui non distingua il fatto che affidare ad imprese di cui si fa parte non sia cosa moralmente corretta.Per ritornare a Ge.Ci.Ba. (società di cui Cicero fu tra i fondatori, ndr), nel periodo in cui lui era Sindaco avrebbe dovuto dire di non accettare nessuna commissione per conto del Comune, come io ho fatto con il panificio Tumminello, al quale ho chiesto, dopo che si era aggiudicata la fornitura del pane per la mensa, di rinunciare».

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