“L’ultimo dei comizi”. In risposta al consigliere Mazzola

Immagino gli attimi immediatamente precedenti il comizio, mentre si danno le spalle alla piazza incamminandosi verso il pulpito. Suppongo sia un momento di raccoglimento profondo, quasi di insperata solitudine: soli, per qualche attimo, in una piazza piena. Poi i pochi scalini e, subito, di fronte, una piazza in basso a guardare solo te.
Una suggestione di cui è facile intuire la potenza. Che di per sé può dare alla testa, anche ai più navigati.
Di certo sarà ancora più particolare l’emozione quando pensi che potrebbe essere il tuo ultimo comizio.
Questa competizione elettorale sancirà il rinnovamento dei politici locali a cui eravamo abituati. Per capirci: a prescindere dai consensi raccolti, grazie al sistema maggioritario, uno tra Cicero, Allegra e Leta resterà comunque fuori dal consiglio. Per non parlare degli assessori designati o dei candidati sindaco, che, in caso di sconfitta, non avranno – salvo eccezioni – rappresentanza alcuna.
“Fuori” certamente, per scelta autonoma, due figure “storiche” come Martino Spallino e Peppinello Mazzola.
L’ultimo dei comizi assume, per la storia politica e personale di un uomo, significati emblematici perché chiude la definizione e il senso del proprio impegno pubblico. Per certi aspetti ne diviene icona ultima, lascito alle nuove generazioni, occasione per rendere esplicita agli altri il modus con cui si è inteso spendersi.
Castelbuono.Org, e il sottoscritto soprattutto, ieri sono stati tirati in ballo dal prof. Mazzola, con veemente ferocia ed equazioni superficiali piuttosto infamanti.
Del merito delle questioni sarà estremamente facile dare informazione ai castelbuonesi, ma sulla “forma” ci terrei da subito a dire la mia. Anche qui, nel blog maldestramente citato.
Il (presunto) ultimo dei comizi di Mazzola è stato usato principalmente per “togliere qualche sassolino dalla scarpa” (a conferma della mia tesi mediante cui è possibile, dall’ultimo comizio, leggere l’intero stile dell’uomo e del proprio impegno pubblico): rancore e veleno che determinano i ragionamenti e le alleanze?
Ieri (23/4/2012), a detta del comiziante, s’è chiusa una carriera, e di tutto rispetto aggiungerei io: quella dell’ottimo autore di maschere carnascialesche, che purtroppo ha rubato la scena a quella del politico. Proprio nell’ultimo comizio.
Forse l’astio ha annebbiato a tal punto l’occasione da voler utilizzare l’ultimo dei comizi per vendicare un’accusa (certamente infamante, se fosse stata nei termini e nei modi contestati) che questo blog avrebbe fatto, ben cinque anni fa (e ciò rende il senso delle priorità di ognuno), a proposito di una “famiglia” Mazzola (secondo l’accezione più spregevole e “quasi-affaristica” del termine).
E’ certo che ironizzai sull’impegno dei due fratelli su liste diverse, ma mai nel senso che Mazzola ha voluto ieri rappresentare al pubblico. Non mi appartiene oggi, né allora venticinquenne.
Ed io, in ogni caso, all’interno di una rubrica satirica (una maschera, appunto) e non in un palco politico come ultimo “dono” alla collettività, incipit di un ancor peggiore straragionamento tanto pesante quanto vuoto e superficiale.
La rubrica è tuttora online (oppure qui, più comodamente in pdf), a disposizione di chi volesse rinfrescarsi la memoria.
E, ripeto, confondere la satira con la politica, proprio all’ultimo comizio…

Prof. Mazzola, senza rancore: a mio avviso ha perso la grande occasione di smentire, almeno in ultimo, ciò che molti non riescono a non pensare, me compreso. E cioè che ha dedicato gli ultimi anni a cercare di lottare contro, soffrendo (come tanti contemporanei) di aver fatto politica al tempo di Mario Cicero.
A ragione o a torto, ma non è questo il punto.

Un’ultima cosa.
Ironizzare sul mio impegno gratuito e “disinteressato”? Capisco che, nonostante il sicuro impegno nel documentarsi, avrà dovuto accettare alla fine questa difficile eppure lampante verità. Perché non credere che possano esistere ragazzi che, lavorando fuori, con Castelbuono vogliono mantenere soltanto questa tipologia di rapporto? Non sono certamente il solo. Le assicuro che è possibile, senza bisogno di dietrologie da fantapolitica, “potere” o malaffare.
Nel mio ultimo dei comizi, un giorno, sempre se ci sarà il primo, le spiegherò perché.
Le anticipo che sarà ricorrente il termine per.

Michele Spallino
23/4/2012

nella foto: Comizio del 1962 in piazza Margherita – tratta dall’archivio online del Centro Polis