Luminis Musica: al castello torna il medioevo in musica

Dopo “l’esordio” in occasione della settimana della cultura organizzata dal Museo Civico, torna l?Ensemble Luminis Musica, sempre all’interno del Castello comunale dei Ventimiglia, a proporre il loro repertorio di musica medievale e rinascimentale.

Domenica 29, a partire dalle 11 e nel pomeriggio a partire dalle 16,30, il pubblico tornerà a godere della “colonna sonora” più pertinente al contesto castellano, grazie ad un progetto di ricerca e studio che si arricchisce di nuovi componenti, brani e – prossimamente – strumenti d’epoca. Il Museo Civico di Castelbuono ha inteso “supportare” questo percorso e approfittarne per proporre al pubblico, avventore e non, una presenza non episodica nel tempo e nelle finalità: una convenzione per rendere possibile la replicabilità “dell’esperimento” e l’auspicio di riuscire a proporre, un domani, veri e propri laboratori didattici, in grado di conciliare la rievocazione storica della musica con quella degli abiti, della storia e della tradizione liutaia.

L’ensemble nasce nel 2011 a Castelbuono, con l?intento di contribuire alla riscoperta della musica antica e alla valorizzazione dei luoghi che ancora mantengono tracce dei monumenti e dell?atmosfera dell?epoca.

In seguito agli studi accademici e all?esperienza maturata nell?ambito della musica popolare di ricerca, il cui ruolo è ormai da tempo ritenuto fondamentale per un corretto approccio con la musica antica, i membri del gruppo (Emanuele Antista, Aldo Castiglia, Alessandro Barrovecchio, Sergio Leta e Davide Sottile, che si arricchiscono oggi di Giuseppe Aiosi) hanno iniziato un?attività di studio delle fonti dirette ed indirette. Adottando strumenti dell?epoca quali liuto, viella, ribeca, salterio, arpa medievale, ghironda, flauti, cornamusa medievale e percussioni, l?ensemble esegue brani del repertorio sacro tratti da note raccolte quali le Cantigas de Santa Maria, il Laudario di Cortona, il libro Vermell de Montserrat, nonché brani del repertorio profano come le estampie francesi e italiane, i saltarelli e i trotti tratti da autori anonimi o ben noti come Francesco Landino, Gherardello da Firenze ed altri.

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