Mandralisca, torna l’allarme chiusura, dopo il taglio dei contributi

Ogni tanto torna l’allarme. E stavolta lo lancia il sindacato Cobas. La Repubblica lo riprende e rilancia il problema del Mandralisca che vive una condizione di precarietà.

I contributi regionali si assottigliano, gli incassi della biglietteria sono fermi a 100 mila euro l’anno. Troppo pochi per sostenere il peso di una gestione che pure è calibrata su un livello molto contenuto.
Il Cobas segnala che ci sono tutte le condizioni strutturali per segnalare il rischio di una chiusura che certamente non ci sarà. Ma gli effetti della riduzione dei contributi regionali (passati da 117 mila euro dello scorso anno ai 72.500 di quest’anno (un taglio del 40 per cento) che, secondo quanto dice a Repubblica il responsabile regionale dei Cobas-Codir per le politiche culturali, Michele D’Amico “fa emergere la scarsissima considerazione del governo regionale verso le politiche culturali siciliane”.

Altri 40 mila euro arrivano dal Comune che solo ora sta uscendo dal tunnel del dissesto.

“Adesso – aggiunge il presidente della fondazione, Antonio Purpura – stiamo studiando un sostegno ulteriore con la tassa di soggiorno”. Un’altra soluzione è quella di dare vita a un biglietto integrato che mette insieme il Mandralisca, il museo diocesano, la Rocca.

Rispetto al passato il management della fondazione gestisce un organico di sei persone: da poco altri due dipendenti sono andati in pensione. E per pagare gli stipendi è stato attivato un mutuo che ha ridotto al minimo l’arretrato.

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