Mariano Norata, internato militare in Germania – 1943/1945

«Questo è mio nonno, e il suo racconto di quando era prigioniero in Germania. Non parlo mai di lui, e d’altronde lui si è deciso a parlare molto tardi, ma quando ha cominciato, lo ha fatto sempre con una precisione e un’intensità commoventi.Nel corso del tempo la mia famiglia ha deciso di dare corpo a questa testimonianza e di condividerla, quindi se lo faccio anche io è perché abbiamo deciso insieme, e perché mi fa una certa impressione questa storia.Penso che se fosse stato lui la vittima della rappresaglia al campo, non sarei qua a conversare del tempo. Ma soprattutto penso che proprio grazie a lui mi viene ancora più insopportabile l’idea dei lager in Libia o a Lipa (giusto per citare due luoghi su cui l’Italia ha responsabilità), e il bipolarismo che abbiamo adottato come meccanismo mentale, che è peggio della rimozione. Se rimuoviamo quello che è successo, è normale replicare. Se celebriamo la memoria invece, è osceno continuare a ripetere gli stessi orrori, come stiamo facendo. »

Giulia Di Martino

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