Mario Cicero strizza l’occhio a Renzi

[Repubblica.it] IN PRIMA fila associazioni di imprenditori e di artigiani, la Lega delle cooperative e esponenti del mondo commercio. E poi giovani amministratori, ex della politica, indipendenti di sinistra, studenti universitari e perfino qualche esponente del centrodestra. Grande assente lo stato maggiore del partito, nell’ Isola schierato con Bersani. Alla Camera di Commercio, per l’ incontro col “rottamatore” Matteo Renzi, al termine del tour elettorale nell’ Isola per le primarie del 25 novembre, era presente solo il segretario provinciale del Pd Enzo Di Girolamo. Nel clima postelettorale che si respira in Sicilia, il tema delle primarie, in ritardo rispetto al resto d’ Italia, comincia ora a scuotere il partito. Se Renzi ieri ha concluso con il suo giro nell’ Isola un lungo itinerario in 108 tappe iniziato a Verona, il suo avversario interno, Bersani, non ha ancora confermato una data del suo arrivo in Sicilia. Intanto Renzi a Palermo ha colto al balzo l’ occasione, dopo l’ aspro confronto a Ballarò, per «fare pace» con Crocetta: «La vittoria di Crocetta è un fatto importante. Spero trovi anche la maggioranza». L’ astensionismo con punte al 52 per cento che ha caratterizzato il voto siciliano è per Renzi un chiaro messaggio politico: «Sarebbe un errore non coglierlo». Ad ascoltarlo, in sala, il presidente di Confindustria Palermo Alessandro Albanese, quello di Confartigianato Nunzio Reina, il presidente della Legacoop Elio Sanfilippo, l’ ex deputato Psi Emanuele Di Betta, l’ ex assessore comunale Giuseppe Bruno, Gianni Felice di Libera Impresa, Giovanni Bruno, Pd, area Marino. I “renziani” si muovono in Sicilia contro la macchina da guerra del partito. Accanto al sindaco di Firenze c’ è sempre Davide Faraone, il leader dei renziani, che ha appena fallito la rielezione all’ Ars. «Adesso stiamo riempiendo le piazze. Un successo ovunque. I teatri di Licata e Piazza Armerina erano stracolmi», dice l’ ex deputato del Pd. Renzi non si è visto proprio in Sicilia, a ottobre, a fianco di Faraone, oggi deluso dalla mancata riconferma all’ Ars. «Abbiamo deciso di distinguere i due momenti, per evitare commistioni – spiega Faraone – la mia scelta controcorrente mi è costata cara. Dirigenti burocrati vecchio stile hanno aperto la caccia all’ uomo nei miei confronti. Hanno perfino inserito un altro Faraone, nella lista Crocetta».

Mario CiceroIn realtà come Termini, Casteldaccia, Alcamo, Campofelice i voti per Faraone sarebbero stati dirottati su Ferrandelli, suo competitor per il terzo posto. Ora Renzi è venuto a suonare la carica. «Il nostro obiettivo è che Renzi diventi premier», è la sfida di Faraone. Accantoa lui c’ è Mila Spicola, renziana sin dalla Leopolda del 2010, che a luglio si è dimessa dalle cariche nel Pd. «Ci sorprende che tante persone lontane dai partiti si stiano muovendo in autonomia, perché è piaciuto il progetto», dice la Spicola. Ed è sul bacino del “non voto” che sono concentrati tutti gli sforzi. A Palermo sono dieci i comitati. Nel trapanese ne esiste già uno in ogni comune: a curare la loro costituzione, Anna Maria Angileri, consigliera provinciale Pd.A Messina esiste un’ altra roccaforte. A guidare il gruppo c’ è Giacomo D’ Arrigo, consigliere comunale di Nizza di Sicilia, rappresentante nazionale Anci giovani. Dicono sia lui a disputarsi con Faraone il posto al sole in Sicilia nel cuore del leader. A Messina, “faraoniani” sono invece i giovani Francesco Palano Quero e Alessandro Russo. Ci sono anche Daniele Cammilleri, capogruppo Pd al consiglio provinciale di Agrigento e Giancarlo Garozzo, capogruppo Pd a Siracusa. Strizzano l’ occhio a Renzi Mario Cicero ex sindaco di Castelbuono, Giacomo Tranchida, sindaco di Erice, Salvo Mirabile, ex consigliere Udc. «Sta aderendo un mondo trasversale, un tempo anche vicino al centrodestra», aggiunge Faraone. Trai deputati regionali, voci di corridoio indicano il nome di Giovanni Panepinto. Nel partito, ci sono riunioni in corso per stabilire le regole ai gazebo, che fissano le federazioni. La sfida si annuncia aspra. «La parte preponderante del partito sta con Bersani – conferma Bernardo Mattarella – stiamo scegliendo il candidato alla presidenza consiglio. E Bersani ha l’ esperienza e le qualità necessarie». I renziani chiedono garanzie per favorire la massima partecipazione possibile al voto del 25: «Diciamo no alla pre-registrazione dei votanti due giorni prima del voto o lo stesso giorno delle primarie ma in gazebo diversi».

ANTONELLA ROMANO

1 commento

  1. Leggo che Mario Cicero viene accostato al percorso della “rottamazione” di Matteo Renzi. Non v’è dubbio che una figura politica come la sua possa essere definita “il primo rottamatore siciliano” che è riuscito a interpretare la politica locale e siciliana con metodi e processi innovativi di cui tutto il mondo ha parlato. Per la prima volta il “renzismo” esce dalle banalità che ripete da mesi e recluta persone con carattere e spessore politico. Se i rottamatori fossero tanti Mario Cicero sarebbe un confronto politico serrato fatto sui contenuti. Più che altro la questione Renziana della rottamazione mi pare il vecchio ed antiquato “levati tu ca mi ci metto io!” Spero che ora, almeno a livello locale e regionale, il dibattito si sposti sulle idee di governo per l’Italia come sta facendo Nichi Vendola.

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