Mascherati e mascariati.

Il carnevale del Villaggio non finirà certo nelle ceneri. Quest’anno c’è molta carne al fuoco e per spegnere gli entusiasmi carnascialeschi si dovrà attendere l’elezione del nuovo balanzone. E così, per la gioia delle dentiere, chiacchiere e riso abbonderanno sulla bocca degli ingordi. E le maschere continueranno il loro teatrino almeno fino ad aprile, quando, smontata la baracca, si insedieranno nel grande baraccone.
È una moderna commedia dell’arte, dove c’è chi si maschera e chi si mascarìa.
Il capo del Villaggio ad esempio, ha deciso di vestirsi da “Testa di Turco”, mascariandosi di cannella e con un diavolicchio per capello. Molti credono che sia tutta crema ma lui assicura che c’è parecchia sostanza, sotto mentite sfoglie.
C’è pure chi si vestirà da “cavallo di Troia” e chi da “asinello di San Giuseppe”, chi da “Venere Ciprea” e chi da “Babbo i l’Itria”.
Risate a crepapelle. Qualcuno ci lascerà le penne, qualcuno resterà in panne.
Ma chi salirà sul carro del vincitore?
Come direbbe un famoso cantautore…lo scopriremo solo ridendo.

1 commento

  1. La maschera la togliamo o la mettiamo per carnevale?
    Io sono del parere che la togliamo e ci mostriamo per quello che realmente siamo. E carnevale è il momento in cui riusciamo ad esprimerci senza veli e senza freni, perchè ci rendiamo conto che siamo che noi dobbiamo vivere, non la maschera; noi che dobbiamo respirare, non la maschera; noi che dobbiamo digerire ciò che mangiamo, non la maschera; noi che ci innamoriamo, che andremo in collera, noi che moriremo, non la maschera. Pertanto è meglio che ci liberiamo dalla maschera e mostriamo il nostro vero essere.
    Che sia Carnevale tutto l?anno!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.