Memorial Pippo Mazzola

Si è svolta domenica 20 settembre una giornata in ricordo di Pippo Mazzola. Prima la Santa Messa, celebrata da padre Lorenzo Marzullo, e a seguire l’inaugurazione della mostra fotografica, visitabile fino al 30 settembre, allestita nei locali attigui alla chiesa dell’Itria. A concludere la giornata, le performance teatrali ed esibizioni musicali dei Lorimest, Nova Orquestra, Punto e a capo e del Gruppo T, con molti dei quali l’indimenticato Pippo ha collaborato.

Nella stessa giornata è stata donata una chitarra appartenuta a Pippo Mazzola al nuovo centro di ascolto per i giovani voluto da padre Lorenzo.

Durante la serata è intervenuto anche lo scrittore Massimiliano Città, con questo splendido contribuito:

Gaber diceva che Libertà è partecipazione. Essere dentro la società che ci accoglie, farla propria e contribuire per quel che c’è dato fare. Partecipazione è provare a rendere questa società migliore di quella che i nostri padri ci hanno consegnato, per lasciarla piena di prospettive ai nostri figli. Partecipazione è essere per sentirsi vivo. Dare voce a quello che chiamiamo sogni, nome a ciò che definiamo speranza e un posto nel mondo a noi stessi. Se libertà è partecipazione, allora Pippo libero lo è stato, fino in fondo, perché ha partecipato. Con la sua parola fluente, spesso fiume in piena, incontenibile si è presentato alla porta della vita alzando la mano e dicendo Presente. Sono qui. E c’è stato, eccome. Nel quotidiano andare del borgo Castelbuonese ha messo solide radici, d’affetti e rapporti, di musica, passi e parole. Ed oggi noi ci ritroviamo qui a ricordarne alcuni frammenti. Senza troppe malinconie, ché non gradirebbe di certo, anzi ci canzonerebbe tutti con qualche motteggio, e alle lacrime che qualcuno prova a trattenere in questi momenti direbbe “futtitinni!”. Il suo spirito leggero ci accompagna nel ricordo che ciascuno porta con sé. Il tempo scorre e talvolta così in fretta da lasciarci un po’ smarriti. Così quando zia Antonietta mi ha chiesto di scrivere poche righe introduttive a questo incontro, bè, ho considerato l’inesorabilità degli anni, che carichi di affanni e impegni coprono il tempo. Quattro anni. Sono tanti, eppure in certe circostanze appaiono essere meno di un battito di ciglia. Così ho pieni gli occhi delle volte in cui ci siamo ritrovati a scherzare sulla vita, com’era solito fare, e piene sono le mie orecchie dei suoi motteggi, talvolta surreali che mi divertivano. Ciascuno di noi, ciascuno di chi ha avuto il piacere di conoscerlo potrebbe partecipare a questa ricostruzione di puzzle della memoria, così come in quest’occasione si proverà a fare. E si potranno ricongiungere i frammenti della sua esistenza mettendo insieme le tessere, dai primi esperimenti nelle radio indipendenti, quelle trasmissioni radiofoniche che lasciavano nell’aria l’eco di divertenti sfottò, alla mistificazione teatrale dietro la quale l’uomo tende a nascondere le proprie paure o le illusioni o la rabbia per un mondo che vorrebbe diverso, figlia delle rappresentazioni divertenti che gli amanti del teatro castelbuonese, (la Locandina, prima compagnia che l’ha visto attore e poi in seguito gli amici del Gruppo T), hanno messo in scena per deliziare il pubblico, alle serate festaiole con i Punto e a Capo, alla risorsa popolare che ancora mantiene intatta la nostra tradizione folk dei Lorimest. Pippo ha di certo partecipato, e in quel suo essere partecipe è stato libero.

 

Foto tratte da Facebook

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