“Mi hanno rubato il portafogli.”

Questa ? una bella storia. Una bella storia avvenuta un mattino primaverile a Palermo. Ore 11.10. Una signora esce tranquilla di casa per sbrigare le sue faccende, dal nulla spunta un motorino con due ragazzini che le strappano violentemente la borsa e scappano. E fin qui “purtroppo” niente di strano. Sennonch? la signora chiama la polizia, racconta il fatto descrivendo l’abbigliamento dei ladruncoli. Ore 11.27. Grazie all’aiuto di un elicottero e di alcune pattuglie, la polizia acciuffa i due, che confessano. In mano hanno il bottino in contanti. La borsa, con chiavi, documenti e tutto il resto, l’hanno lanciata per strada. E’ gi? una bella storia. Una storia di giustizia. Ma non finisce qui. Ore 14.30. Una simpatica ragazza suona al campanello della signora. Ha la sua borsa. L’ha trovata e si ? preoccupata di recapitarla a casa leggendo l’indirizzo indicato sui documenti. Praticamente la signora ha riavuto di nuovo tutto. E’ una bella storia perch? a volte pare che a Palermo certe cose non possano succedere. E invece, sotto uno splendido sole primaverile, la citt? ci ha regalato una storia di buon senso e onest? davvero confortante. Lo stesso giorno a Torino, guarda un po? le coincidenze, ho smarrito il portafogli in autobus, o pi? propriamente me l’hanno sfilato dalla sacca, con garbo e professionalit?. Invano attendo da giorni che un’anima pia lo riconsegni alla polizia e mi eviti una serie di fastidi e pratiche burocratiche per rifare tutti i documenti, carte, tessere che avevo dentro. Invano attender? ancora qualche giorno. Poi me ne far? una ragione. Perder? giorni interi dietro tutti gli uffici della citt?, ma avr? una storia da raccontare. Una bella storia avvenuta a Palermo, in un mattina primaverile col sole. Una storia di buon senso e onest?. A Palermo. A Torino no.

cafeA Spilimbergo, piccolo centro in provincia di Pordenone, c’? un bar gestito da cinesi. Se entri e sei bianco il caff? costa 90 centesimi. Se entri e sei nero lo paghi 1 euro. A meno che il proprietario decida di non farti entrare. Il gesto, stando alle parole del barman cinese, ? dovuto alle richieste della clientela italiana di tranquillit? e di evitare contatti con avventori indesiderati e che non curano come dovrebbero la loro igiene personale. Maggiorando i prezzi, scoraggia i clienti indesiderati a tornare nel suo bar. Per?, ci tiene a precisare, non ? un atteggiamento razzista. Semplicemente afferma che tutti gli africani sono facinorosi e non si lavano, prendendolo come un dato di fatto. Il razzismo ? un’altra cosa. Un dubbio mi assale. Ma cos’? allora il razzismo, se non discriminare persone appartenenti alla medesima categoria per provenienza, caratteristiche fisiche ecc. secondo pregiudizi di inferiorit? e immeritevolezza congenita? Per la cronaca, il cittadino del Burkina Faso, che ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica l’accaduto, non ha ancora sporto denuncia e probabilmente non lo far?. Semplicemente ha un’intelligenza superiore alla media dei clienti di quel bar e passa sopra certe cose. Prender? il caff? da qualche altra parte. Dove il caff? viene buono uguale. E risparmia pure 10 centesimi.

Per questo Gioved? ? tutto, appuntamento al prossimo.


?Oltre Fiumara?- Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?