“Mi scappa la pip?.”

Ci sono i nostalgici nazisti e c’? chi se ne vergogna. Ci sono gli skinhead che rubano la famosa insegna “arbeit macht frei” e chi non riesce a sopportare il peso di un cognome troppo ingombrante. Quest’ultimo caso ? pi? raro. E giornalisticamente pi? interessante. Non pu? non far riflettere la decisione di Bettina Goering e del fratello, pronipoti del maresciallo Goering, braccio destro di Adolf Hitler e autore di innumerevoli efferati crimini, di farsi sterilizzare. Di farlo per evitare che quel sangue maledetto generi altri mostri. Sentendosi in colpa solo per il cognome che portano, per la forte somiglianza fisica, degli zigomi , degli occhi. Una vita segnata. Un destino macchiato. L’ha presa in maniera diversa, a mio avviso migliore, Katrin Himmler, pronipote di Heirich Himmmler, capo SS. Lei non crede che sterilizzarsi possa migliorare le cose. Anzi ha gi? promesso che quando suo figlio crescer? lo porter? nei campi di sterminio e gli racconter? tutta la verit?. Gli spiegher? cosa ? stato capace di fare il suo trisnonno. Sperando che cos? potr? solo diventare un uomo migliore. Lo sar?.

tushar-with-montblanc-gandhi-penViviamo in un mondo pieno di controsensi e di contraddizioni. Per? c’? un limite a tutto. E la notizia della messa in vendita di una penna extralusso dedicata a Gandhi e che porta il suo nome, sembrava davvero esagerata. Tant’? che i familiari del Mahatma accusano pesantemente la Montblanc di averla sparata grossa, sentendosi derisi dall’accostamento di una penna in oro bianco a 18 carati con incisioni in oro giallo, prezzo di 25 mila dollari, alla figura di un uomo che ha fatto dell’umilt? il senso della propria vita. Pare talaltro che della penna siano stai prodotti 241 esemplari, tanti quanti furono i chilometri percorsi da Gandhi nella protesta della marcia del sale. Senza parole. ?Di parole ne ha avute invece tante il portavoce del marchio Montblanc che ha specificato non trattarsi di penna opulenta ma di uno “strumento di scrittura molto puro”.

Se ti scappa la pip?, puoi fermarti in autostrada. Lo ha decretato la corte di cassazione per risolvere un caso giudiziario di un guidatore incontinente, che lasciando la macchina in corsia d?emergenza e ovviare all?urgenza fisiologica ha causato un incidente mortale ad un centauro. La vedova si ? appellata in cassazione costituendosi parte civile, ma ha dovuto inghiottire un boccone amaro, quando la corte si ? espressa giustificando l?impellenza e il malessere dello stimolo che pu? portare, soprattutto per i soggetti adulti, ad un abbassamento della capacit? intellettiva e volitiva e della necessaria attenzione alla guida in autostrada. Insomma, quando scappa scappa.

Bene, perora ? tutto, appuntamento a Gioved? prossimo.

?Oltre?Fiumara – Rubrica?settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?