Misteri acquatici “terrestri”

Misteri acquatici ?terrestri?

?

Non ricordo se erano in piazza

due signori davanti a una tazza,

pu? anche darsi che fossero in tre

e la tazza fosse quella del caff?.

Potrei sbagliarmi sul numero lo ammetto,

e se volete pure sul gabinetto;

non lo ricordo eppure ve lo giuro:

che fosse tazza ne sono sicuro.

?

Come si suole in questi luoghi ameni

c?era di gente un grande andirivieni:

provenienti da tutti i rioni

si scambiavano idee e opinioni.

Onde evitare baldoria gigante

si mise in atto un?idea brillante:

per dare voce a tutti i presenti,

fu dato un numero da uno a venti.

?

La suddetta numerazione originale?

fu assegnata con sistema elettorale,

e dunque non fu colpa del destino

a decidere chi fu il primo cittadino.

Prese parola e disse esacerbato:

la colpa ? ovvio risiede nel privato.

Ma noi lo denunciamo il mascalzone!

(?quanto mi piace la privatizzazione!)

Cosa dirvi? Va bene? lo ammetto,

mi sono accorto stamane in gabinetto

che il colore dell?acqua ? un po? strano:

ma credo sia uno scherzo da villano.

Il colore non vuol dire niente?

? un?illusione della vostra mente.

E se fosse un intervento divino?

Siete sicuri che non era vino?

?

Il secondo disse al primo cittadino:

scusa se te lo dico, sei un cretino.?

(ribadiamo onde evitare confusione

che ?primo? si rifer? alla posizione)

Non puoi negare talvolta l?evidenza,

ma per avere a posto la coscienza,

riterresti del tutto infondata

la diceria che l?acqua sia bagnata.

?

Orazio