I Musei di Castelbuono >>>>> English version: Museums of Castelbuono

Pur essendo un centro piuttosto piccolo, Castelbuono offre ben tre strutture museali dedicate ad altrettanti ambiti della conoscenza umana: arte, scienze naturali e storia. Tre musei all’apparenza molto diversi tra loro, che si fanno custodi – e promotori – in fondo della stessa missione: preservare e diffondere aspetti differenti dell’identità castelbuonese, contribuendo a renderla attuale e viva nel presente.

Musei di Castelbuono: Il Museo Civico

Il Museo Civico ha sede all’interno del simbolo di Castelbuono, il Castello dei Ventimiglia, a cui la comunità è legata da un profondo attaccamento identitario. Non a caso, il Castello fu acquistato dal Comune grazie ad una colletta popolare nel 1920, anno in cui fu messo all’asta. Quest’anno – il 2020 – ricorre proprio il centenario di quest’asta.
Una sede così significativa ha inevitabilmente un ruolo determinante nell’essenza stessa del Museo. Le due identità – quella di monumento-castello e di istituzione museale – si intersecano e intrecciano di continuo, in un unicum ormai inscindibile e in un fitto programma di mostre e attività che riescono a combinare la contaminazione artistica di ampio respiro con la forte matrice identitaria.

La natura e la collocazione delle diverse sezioni, che ospitano le collezioni permanenti, è scandita dai vari piani del castello in un percorso ascensionale che parte dallo studio del passato e giunge, nel suo culmine, agli aspetti più devozionali e spirituali.

Quattro sono le collezioni permanenti del museo:

Musei di Castelbuono - il Museo Civico
Museo Civico – Sezione Archeologica
  • La sezione urbanistica ripercorre la storia dell’evoluzione del paese. I Ventimiglia erano una famiglia lungimirante e hanno saputo arricchire il paese di chiese, monumenti e fontane, rendendo Castelbuono un polo culturale nel corso dei secoli.
  • La sezione archeologica racconta la quotidianità della vita castellana, e ripercorre alcuni degli eventi salienti della storia del maniero. Su tutti, l’inizio della costruzione del Castello nel 1317, momento celebrato da una lapide commemorativa esposta all’ingresso.
  • Al primo piano, spicca la sezione dedicata all’arte moderna e contemporanea. Una pinacoteca che, attraverso il contributo di importanti artisti del panorama nazionale degli ultimi cinquant’anni, mira a ricostruire un dialogo tra scena nazionale e identità mediterranea. 
  • Infine, all’ultimo piano, la sezione dedicata all’Arte Sacra, indissolubilmente legata al culto di Sant’Anna, patrona del paese. La collezione raccoglie e propone il cosiddetto “tesoro di Sant’Anna”: ori, argenti, paramenti sacri, ex-voto e preziosi oggetti di fede.

Non solo Museo, ma vero e proprio polo culturale

Questa offerta, già così ricca, è accompagnata da un ricco programma di mostre temporanee, eventi, conferenze e concerti. Questi si tengono soprattutto nella cosiddetta Sala del Principe (o, più propriamente, come rivendicato anche dal prof. Cancila, Sala del Marchese). 
Ma all’interno del Castello si trova, verrebbe da dire soprattutto, la Cappella Palatina (che qui citiamo solo velocemente, ma a cui faremo giustizia in un approfondimento dedicato). Decorata dai fratelli Giuseppe e Giacomo Serpotta, la cappella – interamente ricoperta di stucchi – è un piccolo gioiello del barocco siciliano. Custodisce il teschio di Sant’Anna, reliquia venerata dalla comunità castelbuonese.

Come si intuisce bene, il Museo Civico è una realtà complessa e dalle molteplici identità, che pur riesce a trovare una sintesi tra le sue diverse “anime”: museale, religiosa, storica, comunitaria. Proprio questa capacità di preservare e promuovere un patrimonio così composito lo rende uno dei musei più apprezzati (e visitati) della Sicilia.

Sito ufficiale: www.museocivico.eu

Musei di Castelbuono: Il Museo Naturalistico “Francesco Minà Palumbo”

Musei di Castelbuono (Museums of Castelbuono) - Il Museo Naturalistico
Mezzo busto di Francesco Minà Palumbo posto all’ingresso del Museo, con la dedica “Illustrò le Madonie e ne svelò natura e cultura”

Il Museo Naturalistico di Castelbuono si trova nell’ex Convento di San Francesco. È dedicato a Francesco Minà Palumbo, medico castelbuonese e studioso instancabile con la passione per le scienze naturali. Personalità di spicco del panorama culturale siciliano e non solo, dedicò la sua vita a osservare, catalogare e studiare la natura del Parco delle Madonie. I suoi studi coprono un periodo che va dal 1837 al 1899, anno della sua morte. I suoi eredi hanno deciso di donare il patrimonio da lui raccolto alla comunità (anche se parte dell’iconografia sembra non sia ancora nelle disponibilità comunali).

Così è nato il Museo Naturalistico a lui dedicato, le cui collezioni sono il frutto di un minuzioso lavoro di catalogazione. In esse è possibile osservare non soltanto la flora e la fauna delle Madonie, ma anche insetti, molluschi (sia marini che di acqua dolce), rocce, minerali, fossili, reperti preistorici e di archeologia industriale. Negli anni, alle collezioni di Minà Palumbo si sono aggiunte anche quelle di naturalisti locali e appassionati.
Tra le sezioni museali, spicca una collezione dedicata alla manna, che racconta la storia e la produzione di questa rara e preziosa resina naturale, la “linfa del frassino” (qui trovate un approfondimento dedicato).

Un Museo custode del sapere

Anche la biblioteca del Museo custodisce un’eredità preziosa. È intitolata a Vincenza Marguglio, moglie di Minà Palumbo, e contiene la collezione personale del naturalista, incluse le sue pubblicazioni scientifiche: dalla Botanica alla Zoologia, dalla Medicina all’Etnoantropologia, dalla Geologia alla Meteorologia. Gli interessi di un intellettuale poliedrico insomma, la cui incessante curiosità verso tutti gli ambiti della conoscenza umana non si è davvero mai affievolita. La biblioteca comprende anche altri testi, articoli e trattati scientifici, raccolti da Minà Palumbo nel corso della sua vita. Una collezione davvero impressionante che vanta oltre duemila titoli, con volumi antichi che risalgono anche al XVI secolo.

Come nel caso del Museo Civico, il Museo Naturalistico ospita spesso eventi di vario tipo, che si tengono nella Sala Conferenze intitolata a Michele Morici, uno degli eredi del naturalista. Conferenze, convegni, corsi, concerti e manifestazioni espositive, una realtà museale che si fa portavoce dello stesso spirito di ricerca e della stessa vivace curiosità di Minà Palumbo.

Sito ufficiale: www.francescominapalumbo.it

Musei di Castelbuono: il Museo del Risorgimento “I Viaggi”

Musei di Castelbuono - il Museo del Risorgimento
Sala del Museo del Risorgimento “I Viaggi”

Il più “giovane” tra i musei castelbuonesi, il Museo del Risorgimento sorge all’interno della Torre dell’Orologio, nella piazza principale del paese (Piazza Margherita). L’edificio risale alla metà del ‘600, e nel corso della sua storia è stato sia “Banca di Corte” che – successivamente e fino alla metà del XX secolo – carcere cittadino. La torre dell’orologio, posta sulla sommità dell’edificio, risale invece al 1885.
Le collezioni che compongono il museo sono state donate da Francesco Romeo, ex-sindaco di Castelbuono e ispettore onorario dell’assessorato ai Beni Culturali della Regione Siciliana. Il nome del museo – “I Viaggi” – è proprio un riferimento ai tanti compiuti da Romeo, durante i quali ha collezionato oggetti e manufatti provenienti da tutto il mondo.

Il museo è suddiviso in quattro sezioni tematiche:

  • “Viaggi e folklore”, che mescola, insieme a reperti provenienti da tutto il mondo, anche testimonianze della tradizione e del folklore siciliano.
  • “Museo del Risorgimento”, che raccoglie documenti, fotografie, lettere, armi e altri oggetti garibaldini risalenti al periodo della spedizione dei Mille, inclusa una targa commemorativa dei caduti castelbuonesi che vi hanno preso parte. Diversi sono i cimeli di grande valore storico, insieme a documentazioni a corredo e riproduzioni presenti a solo titolo di completamento.
  • “Oggettistica di pregio”, composta da reperti anch’essi donati da Romeo e che comprendono, tra gli altri, anche un’armatura del cinquecento, giocattoli antichi e quadri d’epoca.
  • Discorso a parte, nell’ultimo piano della stessa struttura, merita la Torre dell’Orologio, il cui congegno risale al 1885. È l’unico esemplare costruito dalla ditta milanese Isidoro Sommaruga (che ha chiuso nel 1912) ancora funzionate in Sicilia. Il meccanismo si può tutt’oggi osservare all’interno della Torre. Vi raccomandiamo di godere della grande competenza delle giovani guide, eccezionali nell’esaltare il significato e l’importanza di quei rintocchi nel tempo per una comunità. Vi segnaliamo qui sotto una video intervista del Presidente della Pro Loco Nicolò Cusimano, in cui spiega e mostra il funzionamento dell’orologio.

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