Natale Giunta denuncia i carnefici del pizzo. Quattro estortori in manette a Palermo

[LIVESICILIA] Estorsioni. Si presentano. Chiedono il pizzo per avere aperto l’attività senza permesso. La vittima, il ristoratore Natale Giunta, denuncia i suoi carnefici. Arresti a Palermo. Loro volevano dei soldi, come sempre. In cambio promettevano “la pace assoluta”.

PALERMO- Arriva da un noto ristoratore palermitano, Natale Giunta (nella foto: ultimo a dx durante la premiazione a Paese Divino 2011), il nuovo gesto di ribellione al racket. I carabinieri del Reparto operativo del comando provinciale di Palermo hanno arrestato quattro persone. Si tratta di Antonino Ciresi, pregiudicato di 70 anni, originario di Monreale, Maurizio Lucchese, palermitano di 50 anni, e gli incensurati Alfredo Perricone e Giuseppe Battaglia, palermitani di 42 e 41 anni.
Erano andati a chiedere al ristoratore, notissimo anche per la partecipazione alla ‘Prova del cuoco’ su Rai 1, il programma condotto da Antonella Clerici, di mettersi a posto nel marzo scorso. Doveva pagare duemila euro a Pasqua e altrettanti a Natale secondo il più classico dei repertori di Cosa nostra. Aveva aperto alcune nuove attività senza chiedere la preventiva autorizzazione a Cosa nostra. Per sistemare le cose doveva pagare la tassa della mafia. “A posto? significa che praticamente qua dentro non verrà più nessuno? – gli spiegavano – perché praticamente siamo d?accordo tutti? due a Pasqua più due a Natale ovvero? ma significa la pace però? la pace significa la pace assoluta ? e ti levi questo pensiero ??. L’imprenditore ha preso tempo. Ha detto loro di trovarsi in difficoltà economiche e di non potere soddisfare la richiesta di denaro. Eppure i quattro arrestati erano certi di potergli fare cambiare idea: “Un fare u’ sbirru picchì ti finisci mali”.

Ed invece il ristoratore, diventato un punti di riferimento in città nel settore del catering si è rivolto ai carabinieri dopo avere trascorso un anno di inferno. Prima le minacce, poi i danneggiamenti al locale, le taniche di benzina lasciate all’ingresso delle attività commerciali e infine i biglietti intimidatori. Accanto a Giunta si sono schierate Confindustria Palermo e l’associazione antiracket Libero Futuro. Lo hanno spinto e accompagnato nell’unica e vera scelta di libertà: la denuncia. All’alba sono scattate le manette. Per tutti e quattro gli arrestati l’accusa è di tentata estorsione. Le ordinanze sono firmate dal procuratore aggiunto Leonardo Agueci e dai sostituti Caterina Malagoli e Francesca Mazzocco. Ad eseguirle i carabinieri del Reparto operativo e del Nucleo investigativo guidati da Salvatore Altavilla e Alberto Raucci.