“Natura e salute, aspetti imprescindibili.”

a cura dell’ing. Francesco Lena

C?? sempre stata, da parte mia, una attenzione particolare nei confronti della salvaguardia dell?ambiente: la scelta di condurre in maniera biologica? prima, biodinamica poi, l?azienda agricola, di sostituire all?energia elettrica quella solare, di utilizzare materiali ecosostenibili per le nuove costruzioni. Tutto ci?, in primo luogo, per creare un?azienda che possa essere d?esempio per le altre realt? produttive locali ma anche per esaltare il carattere di unicit? dovuto alla particolare ubicazione dell?azienda che consente di avere produzioni di eccellenza con il minimo impiego di chimica e tecnologia.?
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Per la realizzazione di questo obiettivo, ? stata quasi una scelta naturale quella di gestire in maniera biodinamica le attivit? agricole dell?Abbazia Santa Anastasia. E? un?agricoltura di nicchia, con un mercato soprattutto estero, richiede una buona organizzazione e un buon marketing, ma vende. Senza dubbio, e vende sempre di pi? grazie a quel valore aggiunto che ? la ?biodinamica?: l?aumento del 55% di aziende di questo tipo in un anno lo dimostra. Ma che cos?? l?agricoltura biodinamica e perch? ha tanto successo?

?L?agricoltura biodinamica ? una moderna presa di coscienza sull?agricoltura. Essa si propone di? creare un sistema bilanciato il cui scopo principale ? la vivificazione dei terreni? con rotazioni e colture intercalari, con sovesci, con mezzi di difesa non pericolosi per gli esseri viventi, con una maggiore valorizzazione del bestiame, con il rispetto della fauna e quindi con il ripristino dell?equilibrio naturale. Di valorizzare l?uso del letame, curare l?allestimento dei cumuli e del composto, usare i trattamenti con i preparati biodinamici (che sono elaborazioni di sostanze vegetali ed animali esposte a particolari influssi cosmici) ed infine di lavorare il terreno con arature superficiali, affinare le tecniche di diserbo meccanico, favorire l?impiego delle leguminose attraverso le quali i batteri nel terreno possono rendere disponibili molti chilogrammi di azoto per ettaro, mantenere e sviluppare l?humus nel terreno, patrimonio incalcolabile per le attuali e future generazioni? (Maria Thun, Calendario delle semine 2008. Ed. Antroposofica).

L?Abbazia Santa Anastasia coltiva i suoi terreni secondo i principi della biodinamica gi? da 4 anni e negli ultimi due anni ha allestito una cantina? per la vinificazione biodinamica delle sue uve. Fermentini in legno e in cemento consentiranno, a pieno regime, la produzione di circa 300.000 bottiglie di vino ?naturale?, un vino, cio?, prodotto senza aggiunte di coadiuvanti enologici.

Sviluppando le mie idee e la filosofia aziendale l?Abbazia Santa Anastasia, diventer? una delle realt? biodinamiche pi? interessanti della Sicilia e d?Italia: 400 ettari, dei quali fanno parte 67 di vigneto, 35 ettari di oliveto, 85 ettari di pascolo, 44 di seminativi, 152 di bosco, 17 di orto-frutteto e fabbricati; allevamenti ovini, caprini e bovini da carne; un?azienda a ciclo completo.?

Il primo punto di sviluppo aziendale riguarda la produzione dell?olio di oliva. La continua innovazione tecnologica dell?impiantistica olearia, consente di affinare i sistemi di estrazione dell?olio in modo da mantenere integre le componenti naturali delle olive. I frantoi aziendali si stanno diffondendo in tutte quelle realt? che mirano alla ulteriore qualificazione dell?identit? dell?olio ed ? proprio in questa realt? che si colloca il progetto della realizzazione di un minifrantoio in Abbazia Santa Anastasia. La coltivazione biodinamica dell?oliveto, infatti, origina un prodotto di alta qualit? e di forte identit? territoriale che ? possibile esaltare grazie a delle soluzioni impiantistiche che a volte superano quelle riscontrabili negli impianti ?industriali?.?

La scelta ? orientata verso il sistema di lavorazione continua che consente una migliore organizzazione del lavoro. Il mini-impianto ? dotato di frangitori a velocit? variabile, gramole a basso impatto ossidativo, decanter con apporto di acqua che non supera il 10% e sistema automatico di lavaggio che consentono di mantenere, anzi esaltare le caratteristiche organolettiche e sensoriali della materia prima. L?installazione di un piccolo frantoio in azienda consentirebbe, in ultima analisi, di fare per l?olio il lavoro che ? stato fatto per il vino e cio? quello di caratterizzare in maniera forte ed inequivocabile l?identit? territoriale, non riferita solamente al territorio madonita in generale, ma pi? in particolare all?Abbazia Santa Anastasia che di tale territorio pu? considerarsi certamente un ?fiore all?occhiello?.?

L?evoluzione aziendale non pu? trascurare la produzione lattiero-casearia in parte gi? presente. L?azienda attualmente conta 450 capi, tra pecore e capre che forniscono una produzione giornaliera di circa 600 litri di latte e 60 capi di bovini da carne. La disponibilit? di locali e il basso prezzo pagato per il latte, spingono a pensare all?opportunit? di installare un piccolo impianto compatto, comunemente definito ?minicaseificio?.? Questi impianti compatti riescono ad assolvere tutte le operazioni tecniche necessarie alla trasformazione del latte, racchiudendo in s? tutte le attrezzature casearie e di servizio di un caseificio industriale in scala ridotta. I prezzi degli impianti variano secondo il tipo, la capacit?, l?installazione e gli accessori richiesti.

Ma la mia attenzione alla salvaguardia dell?ambiente non ha solamente una radice etica, la forte dipendenza dai combustibili fossili e la corsa al rialzo del costo del petrolio rende necessaria l?individuazione di fonti alternative di energia che possano ridurre i costi di gestione e possano piuttosto costituire una fonte di guadagno per l?azienda.

La stessa ricerca scientifica da tempo ? orientata allo studio di sistemi di approvvigionamento energetico che riducano l?inquinamento con sistemi economicamente sostenibili. Una di queste vie ? l?utilizzo di biomasse a scopo energetico. Quando si parla di biomasse, generalmente si fa riferimento alla coltivazione di specie destinate alla produzione di combustibili, questa tipologia di coltivazione per? mal si adatta ad un territorio come quello siciliano. L?attenzione ? stata recentemente rivolta ad una importante quantit? di biomassa prodotta in agricoltura: gli scarti di potatura. Questi vengono generalmente trinciati nel terreno (con conseguenze per altro negative per la fertilit? dei suoli) o bruciati ma le nuove normative vietano la libera combustione dei residui vegetali in campo.?

L?utilizzo degli scarti di potatura a scopo energetico rappresenta un?alternativa sostenibile. Da un punto di vista tecnologico le biomasse possono essere convertite in energia mediante processi chimici, meccanici e termici. Le prime due tipologie richiedono l?installazione di impianti complessi non ? cos? per la combustione. Il residuo raccolto deve essere ridotto in un formato facilmente stoccabile e trasportabile, normalmente viene trinciato, ridotto in chips , pellets o briquette L?energia termica prodotta dalla combustione pu? essere utilizzata per la produzione di acqua calda, di energia termica e di energia termica ed elettrica insieme. Uno studio dell?Universit? degli Studi di Palermo, pubblicato sul periodico ?Agronomi Forestali?, calcola un utile netto energetico di ?600-1100 per ettaro, in relazione al tipo di coltura.

In particolare, se consideriamo che l?Abbazia Santa Anastasia ha in programma l?abbattimento di 100 ettari di bosco di conifere, inserito nel programma di manutenzione dell?area boschiva, e che pi? in generale si estende su una superficie di circa 450 ettari fra bosco, macchia mediterranea, vigneto e oliveto, risulta abbastanza evidente la potenziale convenienza di un tale progetto.

Un?altra via che vogliamo perseguire per la produzione di energia ?pulita?, usufruendo dei certificati verdi dell?ultima finanziaria, ? l?ampliamento della superficie interessata dai pannelli fotovoltaici, dato il successo dell?impianto presente.

L?energia elettrica attualmente prodotta ? di 75kWh, energia sufficiente ad alimentare l?albergo e che, quando non ? tutta utilizzata, viene immessa nella linea elettrica e compensata dall?ENEL, a mezzo di un contatore, nella bolletta di fornitura elettrica.?

La collocazione di altri pannelli fotovoltaici, consentirebbe, non solo l?alimentazione dell?azienda nella sua totalit?, ma anche di diventare azienda produttrice di energia e dunque avere un ulteriore guadagno vendendo l?energia prodotta alla Societ? Elettrica.?

Infine nell?ottica del miglioramento dell?ambiente che ci circonda un?attenzione particolare va rivolta al laghetto aziendale che funge anche da bacino delle acque reflue.

La sua struttura e il fatto stesso che venga alimentato da acque ricche di composti chimici, ha portato ad un lento processo si eutrofizzazione tuttora in atto.

Si tratta di un processo molto lento se ? determinato da cause naturali, ma pu? essere notevolmente accelerato da attivit? antropiche che riguardano il bacino imbrifero del lago.

Al lago arrivano le acque che portano sedimenti, materiale organico e nutrienti per gli organismi. I sedimenti contribuiscono a diminuire la profondit? mentre le altre due componenti vanno ad aumentare la produttivit? in termini di crescita di organismi vegetali ed animali. Quando tale crescita diventa troppo elevata si alterano gli equilibri del bacino perch?, a fronte di una massa abnorme di materiale organico in decomposizione, l’ossigeno ipolimnico ? consumato totalmente ed inizia l’attivit? anaerobia. A questo punto la produzione di sostanze tossiche inquina il lago ed uccide ogni forma di vita.

? necessario dunque un sistema di aerazione che consenta di ossigenare le acque del lago in modo da consentire la ripresa dei processi aerobi.?

Questa ? la funzione svolta da uno strumento, l?OLOIDE, commercializzato da ?Acqua Ambiente Italia S.r.l.? che consente di agitare miscelare ed aerare le acque con richieste di energia notevolmente pi? basse rispetto ai sistemi tradizionali, nel pieno rispetto dell?ambiente, condizione fondamentale per la filosofia aziendale.?

L?OLOIDE, causa una delicata increspatura dello stagno che implica un considerevole incremento della superficie di contatto liquido/aria. I sedimenti presenti sul fondo dello stagno vengono rimessi in sospensione e messi in contatto con l?ossigeno; gli elementi nutritivi responsabili dell?eutrofizzazione possono essere decomposti. Questo processo peraltro elimina i cattivi odori che vengono emanati dalla decomposizione anaerobica dei sedimenti.?

La caratteristica pi? importante ed innovativa di questo sistema ? la possibilit? di funzionamento ad energia solare grazie soprattutto alla debole richiesta energetica.?

L?acquisto di questo strumento? non sarebbe utile solamente per il miglioramento estetico della superficie del lago, le acque depurate o comunque non pi? tossiche possono venire utilizzate per l?irrigazione delle aree verdi e coltivate dell?azienda e il laghetto stesso pu? essere utilizzato per la pesca sportiva.?

Come ? facile intuire, la realizzazione dei progetti esposti, renderebbe l?Abbazia Santa Anastasia una delle pi? complete aziende biodinamiche siciliane e d?Italia.

?Circa il 90% dei prodotti andranno all?estero in Germania ma anche in Francia, Inghilterra e Paesi Bassi. E anche in Italia l?attenzione e l?interesse per prodotti come i nostri ? crescente: organizzeremo corsi di aggiornamento per i nostri dipendenti e per altri agricoltori e consumatori sensibili alla nostra agricoltura.?

L?agricoltura biodinamica da noi, viene condotta da anni con la consulenza del dott. Leonello Anello che sostiene che anche un?azienda agricola fa e deve far parte di un?insieme pi? grande e con esso deve essere in relazione con equilibrio e complicit?. Un?azienda organizzata a ciclo chiuso, come una sorta di organismo vivente dove i vari ?organi interagiscono armonicamente?, con terreni, animali, siepi, acque, orti, frutteti, boschi e pascoli, il tutto con un sapiente lavoro di coordinazione e organizzazione da parte dell?agricoltore, che deve saper sfruttare le forze naturali per agevolare l?autoregolazione delle piante e di tutti gli organismi viventi ovvero l?adattamento alle condizioni esterne.

Ma cosa deve fare quindi un agricoltore biodinamico per rendere la sua azienda non solo biodinamica ma anche dinamica dal punto di vista economico??

?Intanto certificare i suoi prodotti biodinamici come tali. I prodotti biodinamici sono controllati e certificati dalla Demeter ai sensi del reg. Cee 2092\91 (sulle produzioni agricole biologiche) e delle ?Norme direttive per la produzione e la trasformazione Demeter per l?Italia?. L?ente amministra e tutela i marchi biodinamici in Italia e nel mondo e tramite la sua rete associa aziende agricole, aziende agricole con trasformazione, ditte di trasformazione, ditte di commercializzazione e ditte di commercializzazione con impianti di trasformazione. La caratteristica delle varie aziende associate alla ?Demeter Associazione Italia? ? che esse producono, manipolano, trasformano e distribuiscono prodotti identificati commercialmente con marchi ?parola e fiore Demeter? – marchi collettivi depositati presso l?Ompi (Organizzazione mondiale della propriet? intellettuale) di Ginevra e, per la tutela di tali marchi sul territorio della Repubblica Italiana, presso il ministero delle Attivit? produttive. Il marketing serve brillante Dopo la certificazione, il prodotto biodinamico deve essere venduto. E qui subentra il marketing aziendale, che in questo caso dovrebbe essere un po? pi? brillante del solito, in quanto deve raggiungere un consumatore che cerca un prodotto particolare. Consumatori che in Italia, in effetti, aumentano, come pure i negozi specializzati che vendono paste alimentari, prodotti da forno, succhi, conserve, semiconserve, yogurt, formaggi e altri derivati del latte, vini, olio extra vergine di oliva , oli di semi, etc., e anche nella grande distribuzione qualcosa di interessante si muove (lo yogurt ?Fattorie Scaldasole?, prodotto con metodo biodinamico ? distribuito da Esselunga e Coop), e sulla materia i corsi, seminari e convegni aumentano, ma ? all?estero che la produzione nazionale trova sbocchi pi? immediati (per il 65% nei Paesi della Unione Europea, e poi Svizzera, Usa, Canada , Giappone eccetera) ed ? in quest?ottica che l?agricoltore biodinamico italiano deve entrare. Il primato dell?Australia Ma deve entrare in quest?ottica anche l?agricoltura cosiddetta tradizionale, altrimenti non si spiega la crescente attenzione e la crescente domanda di prodotti ottenuti con metodi di lotta biologica o integrata, prodotti ?tracciati?: sani, garantiti, la cui origine possa essere seguita passo passo e garantita. Dop, Igp, Bio, tracciabilit?, sono termini entrati nel nostro vocabolario alimentare che, per forza di cose, ma anche per fortuna, sta diventando sempre pi? voluminoso. L?agricoltura australiana ? quella pi? avanzata sulla strada dell?agricoltura biodinamica, il Governo la riconosce ufficialmente al pari di quella biologica. Ed ? unanimemente ritenuta efficace per contrastare l?avanzata del deserto. Quello di sabbia e quello? alimentare.? (Pasquale Falzarano Azienda Cooperativa Agrilatina).

Non va comunque dimenticato che di Abbazia Santa Anastasia ? quasi un naturale completamento il Relais Santa Anastasia.?

Anche il Relais sta subendo i profondi cambiamenti comportati dalla convinzione che il rispetto e la cura dell?ambiente abbiano effetti estremamente positivi sul nostro benessere psicofisico.

La struttura ? costituita da un relais a cinque stelle dove ? gi? possibile consumare alimenti biodinamici,? provenienti dall?orto aziendale e usufruire di un centro relax. Ma ? gi? in atto la trasformazione in un centro di eccellenza per la cura del corpo e della mente attraverso percorsi ?salute e natura? che vanno dall?attivit? fisica all?educazione alimentare. In un contesto cos? strutturato le produzioni biodinamiche di vino, olio, frutta, ortaggi e formaggi dell?azienda agricola trovano la loro collocazione primaria.

La possibilit? di portare avanti l?ambizioso progetto illustrato ? certamente appoggiata sulla competenza e condivisione degli obiettivi dello staff tecnico che da anni mi accompagna in questa ?avventura?.

Francesco Lena

1 commento

  1. Il perpetuare dei saperi, la conservazione del germoplasma e della biodiversit?, la sostenibilit? energetica, il rispetto dei contratti di lavoro e delle norme sulla sicurezza sui luoghi di lavoro ? l’insieme delle prassi determinano una certificazione ETICA di una produzione legando la stessa indissolubilmente ad un Territorio e aumentandone il valore sociale ed economico.
    E’ in questo momento di crisi dove molti pseudoimprenditori che definirei “putiari” del settore agroalimentare scaricano cattive gestioni nelle casse dell’Inps o peggio ancora abbassano i costi di produzione attraverso delle frodi alimentari, commercializzando ad es. olio greco sotto marchi che dovrebbero garantire una pseudo tracciabilit?, il perseguire la certificazione ETICA ? una garanzia per gli Imprenditori, per i Lavoratori, per i Consumatori e per un Territorio che un mercato GLOCAL (globale-locale) pu? ritagliarsi una UNICITA’ reale e non presunta. E la certificazione ETICA non ? una certificazione che ci si pu? far certificare da una societ? terza; ? una certificazione che va costruita giornalmente con le capacit? dell’imprenditore, con la professionalit? dei lavoratori, con il senso di responsabilit? di una Organizzazione Sindacale come la FLAI CGIL impegnata nell’emersione di illegalit? diffuse. E’ questo il solo percorso che pu? garantire, come sovracitato, gli imprenditori i lavoratori e ei consumatori ed ? il percorso che ? stato fatto e sta dando ottimi risultati nel caso dell’Azienda S. Anastasia, una ECCEZIONE purtroppo nel panorama Madonita. Per questo motivo non siamo e non saremo disponibili, e siamo alla vigilia della partenza del PSR 2007-2013 sempre che le risorse non vengano spostati su altre emergenze di spesa corrente, ad avallare progetti imprenditoriali sul territorio che non mirino, e non solo sulla carta, alla creazione di un PANIERE di prodotti ETICI; un paniere che esprimi un territorio, un paniere che esprimi un patrimonio culturale, un paniere che crei economia e determini ricchezza diffusa.

    Il Responsabile
    FLAI Progetto Madonie
    Capuana Dr. Vincenzo

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