Né pane né circensem

Non c’è pace per la Grecia. Alexis Tzipras, che piaccia o no, ha il merito di prendere decisioni importanti. Di non avere paura di mettersi contro tanti. La sua ultima decisa presa di posizione ha comportato la chiusura delle attività calcistiche elleniche della serie maggiore, corrispondente alla nostra serie A. Le gocce che hanno fatto traboccare il vaso sono state gli scontri tra i tifosi di Olympiakos e Panathinaikos, le due squadre di Atene, e tra Larissa e Olympiakos Valou; a cui si aggiunge la mega rissa tra dirigenti e presidenti durante l’assemblea della Lega calcio greca. Il fermo alle partite è a tempo indeterminato. Insomma, dopo il “pane” ai greci viene tolto anche il “circensem”.

Per me è una decisione giusta. Il calcio è un sport malato, finto, corrotto. In Italia viviamo una situazione anche peggiore di quella greca, con tifosi ultra violenti, ultras che decidono se una partita deve essere giocata o meno, calciatori che scommettono illecitamente. A Mario Monti, da Presidente del Consiglio non riuscì di interrompere il campionato in pieno scandalo calcio scommesse. Lui che era il Presidente del rigore e dell’austerità. Ma tra Tzipras e Monti passa una differenza abissale, basti pensare a quello che rappresentano e hanno rappresentato nei rapporti con le istituzioni europee.
Il campionato greco era già stato fermato due volte in autunno, per l’uccisione di un tifoso e per l’accoltellamento di un dirigente. Dicevo, per me è una decisione giusta. Sarà per il mio progressivo disinteresse che mi ha portato negli ultimi anni a non seguire più il calcio. Eppure anche chi ne ha molto a che fare, ha espresso dichiarazioni favorevoli. Francesco Totti, in Italia è il calcio. Il capitano della Roma ha dichiarato: “Quando ci sono incidenti come è successo prima di Roma-Feyenoord si dovrebbe fare come in Grecia e quindi prendere seri provvedimenti, oppure multare o fermare le società di questi tifosi che fanno questi casini. Ma in Italia purtroppo non succederà mai”.
A prescindere dal fatto che questa scelta del governo greco servirà a ridurre gli episodi di violenza, le prime conseguenze sono gli immediati adattamenti da parte delle società sulle misure di sicurezza negli impianti sportivi. E lo Stato non paga nemmeno un euro. Ad ogni modo, la vera vittoria che Tzipras potrebbe ottenere in questi giorni è su un altro campo, quello delle privatizzazioni. E se ci riesce è come segnare un gol in finale: potrebbe evitare che la principale azienda pubblica del Paese, distributrice di energia elettrica, passi in mano privata. E sarebbe un grande smacco verso la Troika (fondo Monetario Internazionale, Banca Mondiale e Unione Europea) che quella privatizzazione l’avevano imposta al governo precedente.
Finisce qui il numero di OltreFiumara, risintonizzatevi giovedì prossimo.
“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.