“Newton nello spazio non la far? Frank.”

E alla fine, spugne e sapone alla mano, ripuliranno tutto. Finir? cos? e cadr? nell’oblio l’ennesimo gesto xenofobo e razzista dell’ennesimo gruppo di neo nazisti. Volendoli citare, anche stavolta la faranno “Frank”. Si, perch? quel che ? successo riguarda una scritta ingiuriosa apparsa sul muro di un ufficio postale. A denunciarla per primo il presidente di un consiglio di circoscrizione di Roma, che non poteva credere ai suoi occhi alla vista della scritta “Anna non l’ha fatta Frank”, seguita dal simbolo della svastica.frank Tutto potevo immaginare ma mai che si ironizzasse su Anna Frank, la povera ragazzina ebrea che su un diario ha riversato le paure e le angosce di chi ? costretto a nascondersi su un sotto tetto e condurre una vita improponibile per il timore di essere trovati dai soldati tedeschi e deportati nei campi di concentramento. Per la sola colpa di essere ebrea. Il diario si interrompe quando purtroppo la Gestapo scova il nascondiglio e deportano Anna e la sua famiglia nel campo di Bergen-Belsen, dove Anna morir?. Ed ora lei, simbolo dell’innocenza messa alla gogna da un criminale potere ideologico, si rivede tirata in causa su una scritta su un muro, che la deride. Non ? il primo episodio di questo tipo e ce ne saranno altri. Il problema ? che provocano sempre meno sdegno e c’? sempre pi? gente pronta a rivendicarli e che esce allo scoperto senza un filo di vergogna. Di questo passo avremo dimenticato tutto nel giro di pochi anni. Non ci sar? pi? il buon presidente di circoscrizione pronto a gridare allo scandalo. Per fortuna oggi ancora c’? e anzi ha invitato i cittadini ad aiutarlo a ripulire quello scritta oscena. Ma voglio che vi sdegnate anche voi. Voglio che questo per tutti sia un momento di riflessione cera e importante. Lo voglio perch? domani, con spugna e sapone, ripuliranno tutto, ma la memoria quella no, non pu? essere cancellata. Non lo possiamo permettere.

E l’albero voler? l? dove, dalla sua chioma, non sarebbe caduta quella famosa mela che innesc? in Newton l’intuizione della forza di gravit?. Da 350 anni il fusto di quell’albero ? conservato negli archivi della Royal Society di Londra e come regalo per il trecentocinquantesimo compleanno voler? nello spazio. Accompagnando una missione della Nasa, proprio l? dove non c’? gravit?. Un gesto che potrebbe anche sembrar stupido, ma che a mio parere ? di una poesia unica. Un simbolismo straordinario che lega un evento chiave della scienza mondiale come la scoperta della gravit?, alla moderna scoperta dello spazio. Quasi come voler ospitare Isaac Newton e fargli vedere cosa si ? riusciti a fare anche grazie alla pietra miliare rappresentata dalla sua scoperta. Lui non potevano portarlo per ovvi motivi, ma ci sar? l’albero sotto cui si sdrai? quel mattino. Ma stavolta non cadr? nessuna mela.

E’ tutto per questo numero. A rivederci alla prossima settimana.

?Oltre Fiumara?- Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?