Niente soldi, va in liquidazione il museo dell'”Ignoto marinaio”

[REPUBBLICA.IT – Eleonora Lombardo e Paola Nicita] La Fondazione Mandralisca di Cefalù annuncia di porre in liquidazione il museo, una decisione presa per far fronte al dissesto finanziario. Angelo Piscitello, presidente della Fondazione dichiara: “I nove lavoratori del museo sono senza stipendio da giugno e il disavanzo che nei tempi trascorsi abbiamo cercato di recuperare in vari modi non è più appianabile”.

La Fondazione Mandralisca, che custodisce il celeberrimo “Ritratto d’uomo” di Antonello da Messina e al cui fondatore si ispirò Vincenzo Consolo con il romanzo “Il sorriso dell’ignoto marinaio”, è una di quelle realtà inserite nella famigerata tabella H, la voce in bilancio regionale che erogava i finanziamenti agli istituti privati, da quest’anno abolita. Sergio Gelardi, dirigente generale dell’assessorato ai beni culturali anticipa: “Abbiamo erogato in questi giorni i pagamenti per il 2012, ma nella bozza del prossimo bilancio al momento non sono previsti finanziamenti per le realtà che fanno riferimento all”ex-tabella h”. Ed è allarme rosso per molti musei siciliani.

Ha già chiuso a metà gennaio il Museo di Storia di Patria, con il licenziamento dei quattro dipendenti e, sempre per difficoltà economiche, ha chiuso per alcuni mesi il Museo delle Trame Mediterranee della Fondazione Orestiadi di Gibellina, che ha riaperto da due settimane a dimostrazione della volontà di sopravvivenza. Il Museo delle Marionette di Palermo, stando alla tabella h del 2012, aspetta una sovvenzione pari a 103 mila euro. Si tratta di un settimo del bilancio annuale che serve a tenere aperto il museo che ospita una collezione di marionette del valore di 10 milioni di euro e che svolge attività teatrali, fra cui lo storico Festival di Morgana. “Chiuderemo ad aprile se la Regione non ci fa sapere quale sarà il nostro futuro. Il finanziamento pubblico serve per presentarci alle banche e potere dimostrare un minimo di certezza economica” dice Rosario Perricone direttore del Museo che conta 23.270 visitatori nell’ultimo anno per un totale di 32mila euro e un personale formato da 2 dipendenti stabili e 4 collaboratori.

Lamenta una situazione di sofferenza finanziaria anche La Fondazione Piccolo di Capo D’Orlando. Il contributo previsto per il 2012 è di 32 mila, ma è dal 2007 che si aspettano pagamenti non ancora saldati. La Fondazione gestisce la casa-museo, l’orto botanico del parco con il cimitero dei cani. I riescono a fare cassa per 6mila euro l’anno e per ridurre al minimo le spese, ci sono solo due dipendenti della Fondazione, il resto si regge sul volontariato. Carmelo Romeo presidente della Fondazione parla dei tentativi di trovare un nuovo equilibrio economico: “Abbiamo anche una convenzione con l’Università di Messina, cediamo i locali in cambio di servizi, stiamo istituendo l’Associazione Amici di Villa Piccolo per chiedere un aiuto al mondo della cultura. Si potrebbe pensare di aumentare l’attività del Caffè e aprirci al mondo del catering, ma non possiamo pensare ad attività che snaturino l’essenza della Fondazione ” che aggiunge “Si potrebbero fare tante cose, abbiamo pensato a mettere a frutto il parco “.

Emerge l’esigenza di conciliare la conservazione dei patrimoni artistici con il potenziamento  economico della produzione culturale, ma senza il contributo pubblico le fondazioni annaspano, senza avere ancora strategie certe per affrontare un possibile futuro di auto-sostentamento.

Antonio Gerbino, responsabile della comunicazione per la Sicilia di Civita, la società che si occupa del potenziamento degli istituti culturali, dice “E’ innegabile una resistenza dei musei siciliani a semplici innovazioni: puntare sulla comunicazione, curare la formazione del personale, aggiornare i siti internet sono operazioni che garantirebbero, senza investimenti eccessivi, un’immediata ricaduta economia generale del museo”.