Noi non ci saremo – “Io e l’altro”

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La parola io, anzi Io. Io faccio, Io sono, Io di là ed Io di qua. Sappiamo benissimo quanto sia facile dimenticare il valore dell’altro nella nostra formazione, nella nostra cultura, nella nostra vita. Spesso si assiste ad un teatrino sempre più inverosimile dove nessuno ricorda come, semplicemente, si è il frutto delle centinaia di migliaia di esperienze che non si sono certo vissute in solitudine ma attraverso l’apporto di una parola o un gesto altrui, nel bene e nel male. Non si tratta solo di riconoscenza, quella può essere soggettiva, ma di rispetto. Rispetto che passa anche per la capacità di apprezzare le cose… nessuno dovrebbe mai porsi al di sopra delle parti in un candido e perfetto mondo superiore dove tutto è perfetto tanto da autorizzare quello che a tutti gli effetti diventa un insulto e dunque una mancanza di rispetto. Impariamo tutto dall’altro, sempre. Pochi però sono capaci di riconoscersi anche adulti in colui che ogni giorno, come un bambino, scopre e trae insegnamenti anche da ciò che di più negativo si può trovare senza innalzarsi a sommo dottore della materia in questione come sempre invece avviene negli ambiti più disparati. Di una cosa però siamo certi: nell’incontro con l’altro nasce conoscenza ma solo nell’incontro con quelli che saranno i veri Maestri, cioè coloro che sono in grado di parlare ma anche di ascoltare, si può scorgere la scintilla capace di cambiare il mondo, se  non quello che viviamo almeno il nostro, interiore e personale dove i ricordi uniscono l’io, il vero Io, all’altro.

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