Nota l’identità del prete madonita denunciato per abusi sessuali su minore. Il sacerdote ha prestato servizio anche a Castelbuono

Nelle ultime ore è stata diffusa l’identità del prete madonita denunciato da una giovane ventunenne e arrestato dai militari di Termini Imerese con l’accusa di aver abusato della minore, otto anni prima,  quando la ragazza aveva solo 13 anni.

Si tratta di Don Paolino Marchese, originario di Pollina. Il sacerdote aveva prestato servizio anche a Castelbuono, nella chiesa della Matrice Nuova, con l’allora arciprete Padre Antonino Di Giorgi. Poco tempo dopo fu trasferito nuovamente e chiamato nella parrocchia della suo paesino di origine, Pollina. 

Condividiamo di seguito il racconto della triste vicenda, con gli ultimi risvolti, tratto dal sito Repubblica Palermo.


 

Ha raccontato tutto a sua madre, una storia di violenza subita in silenzio quando aveva 13 anni; ora ne ha 21 e solo da poco è finalmente riuscita a parlare con i genitori, che l’hanno sostenuta e aiutata a denunciare tutto ai carabinieri: l’orco sarebbe un sacerdote, protagonista di una brutta storia di pedofilia in provincia di Palermo. Il religioso, don Paolino Marchese, che in passato ha guidato due parrocchie in altrettanti comuni delle Madonie, l’ultima volta a Pollina, è stato arrestato e posto ai domiciliari dagli uomini dell’Arma che conducono le indagini, coordinate dalla procura di Termini Imerese, guidata dal cognato di Giovanni Falcone, Alfredo Morvillo.

I militari hanno verificato passo passo il racconto della giovane, che otto anni fa sarebbe stata avvicinata e abusata più volte dal prete durante gli abituali incontri organizzati in parrocchia e ai quali partecipavano altri ragazzi. Una vicenda che aveva dolorosamente segnato l’adolescenza della vittima, incapace da quel momento in poi ad avvicinarsi a un coetaneo senza provare un forte senso di colpa e vergogna. Chiusa in se stessa, ha vissuto enormi difficoltà relazionali, negandosi la possibilità di intrattenere amicizie, anche le più disinteressate. Un disagio che i genitori non comprendevano, fino a quando la giovane, ormai maggiorenne, ha trovato la forza di denunciare tutto, parlando della sua sudditanza psicologica nei confronti di un uomo che per lei avrebbe dovuto rappresentare una guida. Era convinta che nessuno le avrebbe creduto ed è così rimasta in silenzio per un tempo fin troppo lungo.

Stamattina i carabinieri hanno bussato alla porta di casa del sacerdote per notificargli l’ordine di custodia cautelare. Dopo aver condotto indagini nel più stretto riserbo, i militari ora parlano di “un solido quadro indiziario a carico del religioso”. Non è il primo caso che si verifica nella Madonie: pochi mesi fa i giudici della terza sezione d’appello di Palermo, presieduta da Raimondo Loforti, hanno confermato la condanna a 5 anni e mezzo nei confronti di padre Calcedonio Di Maggio, 65 anni, originario di Collesano, per abusi su un giovane affetto da lievi disturbi psichici; violenze che sarebbero avvenute a Campofelice di Roccella nell’estate del 2003 e del 2006, quando il ragazzo aveva 16 e 19 anni. Lo stesso prete aveva subito due condanne definitive per violenza sessuale prima di prendere gli ordini religiosi e aveva scontato a Torino una condanna per molestie su minori avvenute nel 1986.

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