Nota sui servizi sociali. L’assessore Arena risponde a Rosa Maria Di Giorgi

Negli ultimi numeri della stampa locale e siti web ho avuto modo di leggere la lettera dell?assessore Rosa Maria Di Giorgi riguardante la chiusura dell? asilo nido comunale, scelta fatta dall?attuale amministrazione comunale di cui io personalmente ne faccio parte e ritengo che a tal proposito mi corre l?obbligo di dare maggiori dettagli ai nostri lettori in modo da far conoscere a tutti, quali sono stati i motivi che ci hanno spinti a prendere tale decisione.
Premesso che concordo pienamente con la collega di Firenze che afferma che chiudere un nido è sempre una sconfitta per un territorio, e lo è sicuramente soprattutto per noi che siamo nati, che viviamo e che amiamo il nostro paese.
Sicuramente la nostra è stata una decisione molto meditata, combattuta e difficile da prendere, ma certamente dobbiamo fare i conti con la realtà dei fatti, e sono stati proprio i dati che sono emersi dagli ultimi anni di gestione, aggravati dall?attuale crisi che ci contrasta quotidianamente, a ?costringerci? a prendere tale decisione; e se solo fosse bastato investire sulle nostre risorse per ovviare al problema, di certo oggi non saremmo arrivati a tanto e non avremmo ?privato? la nostra comunità di un servizio che comunque viene garantito da privati.
Siamo anche noi dell?idea di affermare il principio, che il nido deve essere considerato un servizio educativo e che è indubbiamente un momento importante per la crescita e lo sviluppo del bambino, e il nostro sforzo non è stato e non sarà certo indifferente alle diverse problematiche e/o alle diverse decisioni, di certo continueremo a dare ?priorità? al welfare, alle scuole per il bene dei nostri giovani che rappresentano il presente e soprattutto il futuro del nostro paese.
Per poter meglio comprendere le ragioni della Nostra decisione ritengo opportuno quindi precisare che su una capacità ricettiva di 18 unità del nostro nido comunale, nell?anno scolastico 2011/2012 i bambini iscritti sono stati soltanto 10 di cui i frequentanti non hanno superato in media le 9 unità, incluse le unità affidate ai servizi sociali. Proprio il ridotto numero dei minori frequentanti, nonostante nel biennio 2010/12 per cercare di incrementarne il numero sono state ridotte le tariffe del 30% nel caso di secondo figlio frequentante, ed è stata prorogata l?apertura anche al sabato fino alle ore 14,00.
Ecco pertanto che appare del tutto evidente come la funzione principale di servizio educativo, di incontro e crescita sociale non si poteva certamente realizzare in queste condizioni che se messe insieme ai costi di gestione dell?asilo nido e alle difficoltà nella gestione delle risorse umane ( una figura educativa nel mese di novembre andrà in pensione, non avremmo potuto garantire e rispettare gli standard previsti dalla Legge, arrecando quindi danno all?organizzazione quotidiana e/o lavorativa dei rispettivi nuclei familiari) e strumentali rendono difficile trovare le ragioni nel proseguire nell?erogazione del servizio Asilo Nido. Nell?attuale realtà Castelbuonese poi, coesistono due asili nido privati, che non solo riescono a garantire comunque nell?ambito comunale detto servizio, ma che certamente hanno inciso, a causa di rette minori e della maggiore flessibilità, sulla diminuzione dei frequentanti al nido comunale.
Ma ciò che ci preme rappresentare per ultimo e non meno importante, è la volontà di erogare nei predetti locali con una riorganizzazione del personale e senza costi aggiuntivi, servizi di Welfare verso le famiglie di Castelbuono con soggetti svantaggiati ( Centro Diurno ) in linea con quanto previsto nella nostra programmazione politica.

Giusi Arena
Assessore al Welfare

1 commento

  1. Devo concordare che vista l’utenza bassa, la chiusura potrebbe essere giustificata! Ma il personale che prima era addetto alla gestione del nido, (come funziona? Io sono ignorante in materia!) Verranno spostati altrove e comunque saranno retribuiti! Pertanto se così fosse, perché non si è cercato di trovare una soluzione e una spiegazione al perché i Castelbuonesi preferiscono il servizio privato a quello pubblico? Servizio per il quale in qualche modo pagavano comunque, in ogni caso, in quanto contribuenti?

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