Nuova intimidazione a Liarda: ?Morirai per quello che fai?

[LAVOCEWEB.COM] Come uno stillicidio infinito continuano le intimidazioni a Vincenzo Liarda, il sindacalista della Cgil che nelle Madonie ha promosso iniziative antimafia e mobilitazioni per l?uso sociale di beni confiscati. A Liarda è stata recapitata una busta con un foglio di minacce, un proiettile e tracce di polvere da sparo. Il plico è stato trovato stamattina dal sindacalista che con la tutela (si muove sempre scortato) si è recato nella sua casa di campagna già obiettivo di altre intimidazioni: in passato erano stati tagliati alberi di ulivo e bruciato l?ingresso. Quando è arrivato con un muratore incaricato di svolgere lavori di ripristino, Liarda ha trovato una busta gialla sotto la porta.
Il foglio conteneva insulti e minacce di morte: ?Pagherai con la vita per quello che hai fatto?. C?erano altri riferimenti a un preteso ?isolamento? del dirigente della Cgil e l?accusa che, a causa delle sue iniziative per la legalità, è stato recentemente sciolto il consiglio comunale di Polizzi Generosa per infiltrazioni mafiose.
Con quella di oggi Liarda ha subito una ventina di intimidazioni con lettere anonime e buste con proiettili. Le minacce sono cominciate tre anni fa quando il sindacalista ha promosso una mobilitazione per l’assegnazione a una cooperativa di produzione del feudo di Verbumcaudo confiscato al boss Michele Greco, il ?papa? di Cosa nostra. Ci sono stati ostacoli burocratici, proteste, manifestazioni. Poi finalmente il feudo è stato assegnato a una cooperativa di Libera e messo in produzione.
?Sono sconcertato?, ha detto Liarda dopo il nuovo avvertimento. E ha aggiunto: ?Adesso non mi aspetto risposte solo dalle forze di polizia. Le attendo soprattutto dalla politica. Il presidente della Regione, Rosario Crocetta, che è molto sensibile e attento ai temi della legalità, venga qui nelle Madonie per dare risposte a un forte bisogno di lavoro. Sarebbe molto grave se passasse l?idea che si stava meglio quando si stava peggio. Occorre anche promuovere la fiducia e un senso di responsabilità diffuso. Di fronte alla mafia non ci possono essere arretramenti?.
È quello che dice anche Michele Pagliaro, segretario generale della Cgil siciliana. ?La nuova intimidazione a Liarda ? dice ? è un?ulteriore dimostrazione che in quest’area della Sicilia c’è ancora tanto da fare sul fronte della lotta contro la mafia. Tutto il gruppo dirigente della Cgil esprime solidarietà e sostegno a Liarda, che non è solo nelle sue battaglie ma con tutti noi. La Cgil non si lascerà intimorire e non arretrerà?.
La nuova intimidazione lancia comunque un segnale ?inquietante e sprezzante?. Lo dice il segretario della Cgil di Palermo, Maurizio Calà, che spiega: ?È un atto di sfida di sfida nei confronti del sindacato e dei suoi dirigenti ma anche e soprattutto dello Stato, che nel territorio è intervenuto per tranciare i rapporti tra la cosa pubblica e gli ambienti criminali?.
Calà chiede che venga proseguita nelle istituzioni l?opera di pulizia dalle infiltrazioni mafiose culminata con lo scioglimento e il commissariamento del Comune di Polizzi Generosa. ?La Cgil ? afferma ? sta operando con un gruppo di sindaci della zona per rilanciare le questioni del lavoro, dell’occupazione, della legalità in una zona che merita di poter riprendere a produrre senza l’inquinamento della mafia?.
?Sono al fianco di Vincenzo Liarda per l?ennesima minaccia ricevuta da parte di Cosa nostra?, dice il senatore del Pd Giuseppe Lumia. ?Insieme a Liarda ? aggiunge ? abbiamo portato avanti un progetto di riuso sociale e produttivo del feudo Verbumcaudo, innescando un fermento civico che dà molto fastidio alle famiglie mafiose locali. Un percorso condiviso con le forze sane del territorio che porteremo avanti fino in fondo per promuovere legalità e sviluppo?.