Opere pubbliche per la Sicilia e la Calabria, interrogazione di Culotta (Pd) sulla nomina del Provveditore interregionale

[Riceviamo e pubblichiamo] È in attesa di nomina da quattro mesi – esattamente dal 18 novembre 2014 – la figura del Provveditore interregionale per le opere pubbliche di Sicilia e Calabria. Per questo motivo il deputato del Pd Magda Culotta, che è componente della Commissione Trasporti, ha sollecitato, tramite un’interrogazione depositata oggi al Ministero competente, la nomina del capo di questo importante ente cosi da avviare un nuovo corso e interrompere la fase di stallo che è in corso da mesi. A causa della vacatio, si registrano infatti rallentamenti e ritardi negli uffici di programmazione, bilancio e contabilità, ma anche in quelli che si occupano dei bacini con foce nel litorale della Sicilia e della Calabria, poiché sono in attesa di nomina anche l’ufficio Risorse umane e quello del Tecnico per le dighe.

Nell’interrogazione, indirizzata al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, oltre a chiedere “quando si prevede di nominare il Provveditore interregionale”, si pone anche l’accento sull’importanza strategica del comparto delle opere pubbliche in Sicilia e Calabria “per evitare il perdurare di questa fase di stallo che provocherebbe ulteriori danni in due regioni importanti del Mezzogiorno”.

Il Provveditorato per le opere pubbliche è un organo decentrato del Ministero, funzionalmente dipendente dal Dipartimento per le infrastrutture, i sistemi informativi e statistici. Ha la sede principale a Palermo e una sede coordinata a Catanzaro – oltre a due uffici dirigenziali a Palermo e Reggio Calabria – e a una rete di nuclei operativi dislocati su tutto il territorio di competenza che ne consentono il pieno controllo. “Questa vacatio – commenta Magda Culotta – è dannosa non solo per il corretto svolgimento della quotidiana attività degli uffici, ma anche per la realizzazione di opere urgenti e indifferibili, come gli interventi nel campo dell’edilizia scolastica, che potrebbero comportare la perdita di finanziamenti o una lunga serie di penali e contenziosi legati ai ritardi. Non possiamo più rinviare. Bisogna mettere tutti i soggetti che concorrono allo sviluppo nelle condizioni di lavorare”.

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