Ospedale, resterà l?eccellenza. Un piano per il punto nascite

[LAVOCEWEB] Mantenimento degli standard di eccellenza, soprattutto in campo oncologico, e ristrutturazione dei servizi per il mantenimento di alcune strutture, in primo luogo il punto nascite. A grandi linee questo è il futuro dell?ospedale di Cefalù messo a punto, dopo il recesso del San Raffaele, dai partner della Fondazione: Regione, Asp e Comune. Il piano, diciamo così, di salvataggio è stato delineato sin dal momento della nomina di Nené Mangiacavallo come commissario. E trova un momento di rilancio ora che il governo regionale ha deciso alcune misure di razionalizzazione con il mantenimento di punti nascita in alcune aree disagiate ma non a Cefalù e nelle Madonie. Di fatto questo significa la chiusura dei centri di Cefalù e di Petralia Sottana che restano al di sotto del tetto minimo di 500 parti all?anno.
La decisione della giunta ha suscitato profondo malcontento. Ma non tutto pare deciso, almeno a leggere una nota del sindaco di Cefalù, Rosario Lapunzina, che sul destino del punto nascite puntualizza due questioni per la definizione delle quali, si legge, ?l?amministrazione comunale è impegnata al massimo delle proprie energie?.
?Dopo il disimpegno del San Raffaele e sin dal momento della decisione di procedere al commissariamento della Fondazione nella persona del dott. Antonino Mangiacavallo ? dice ilsindaco ? i restanti partner della Fondazione (Regione Siciliana, Asp Palermo e Comune di Cefalù) hanno convenuto sull?assoluta necessità di fare dell?ospedale di Cefalù un centro che mantenga la propria vocazione all?alta specializzazione, specialmente in campo oncologico, mantenendo, allo stesso tempo, la propria qualità di punto di riferimento per il territorio e per gli ospiti della seconda località turistica dell?isola?.
?Per raggiungere la prima finalità ? aggiunge Lapunzina ? l?assessorato regionale alla Sanità, di concerto con l?Asp e il Comune di Cefalù, è impegnato nella predisposizione di attività di partenariato con una o più realtà che operano nel campo della ricerca e dell?alta specializzazione sanitaria. Per quanto riguarda il rafforzamento della natura territoriale del nosocomio cefaludese l?obiettivo al quale si lavora è di mettere in rete alcuni servizi territoriali attualmente gestiti in maniera autonoma dagli ospedali di Cefalù e Petralia Sottana. In tal modo si pensa di conseguire una migliore razionalizzazione degli stessi a garanzia dell?efficienza e della qualità?.
Questo è il piano. Non è stato difficile concordarlo con i soci della Fondazione. Altro discorso è la sua attuazione. E il passaggio cruciale è quello di trovare un partner affermato nell?alta specializzazione. C?è un discorso avviato, e non ancora concluso, con l?Ismett di Palermo. E un punto poco chiaro che riguarda la mole dei debiti accumulati nel tempo ma soprattutto durante la prima fase della gestione sperimentale ormai conclusa dall?anno scorso.
In un tale quadro rientra anche il futuro assetto del punto nascita di Cefalù che, in una tale ottica, continuerà a svolgere la propria indispensabile funzione.
“Per il perseguimento di questi obiettivi – assicura ancora il sindaco – l?amministrazione comunale continuerà a far sentire la propria voce in tutte le idonee sedi istituzionali e, interprete dei sentimenti dell?intera comunità locale, non sarà mai disponibile ad accettare soluzioni che limitino, ai propri cittadini, il pieno accesso al diritto, costituzionalmente garantito, ad una efficiente assistenza sanitaria”.
02.04.2013