Padre Domenico e il “27 settembre 1945”.

Una riflessione di Padre Domenico in occasione del 74° anniversario della scelta di diventare cappuccino

Una data che, per me, rimane un punto nevralgico di tanto interesse: la partenza per il seminario dei Cappuccini a Randazzo. L’ho ricordato, quasi ogni anno, come un punto di particolare interesse, al quale faccio riferimento, particolarmente, in occasione di anniversari che fanno rifermento alla ragione dello stesso viaggio.

Avevo 12 anni e mi ero appena liberato dagli esami di ammissione, richiesti per entrare nel Seminario vescovile di Nicosia, con l’intenzione di seguire il cammino verso il Sacerdozio. Pertanto, mentre le cose sembravano maturare, in un certo modo, ebbi l’opportunità di incontrare un frate Cappuccino, P. Domenico Fisicaro di Troina, e, a prima vista, sono rimasto colpito dal fascino di una persona che mi ha consentito di stare a mio agio, alla sua presenza, imponente e carismatica. Ho avuto modo di spiegarmi perchè avevo fatto gli esami di ammissione … poche parole, ma, da quel momento, le cose, per me, sono cambiate e l’orientamento non fu più Nicosia, ma Randazzo, per seguire lo stesso cammino, ma in seno all’ordine cappuccino. Ricordo la felicità mia, accompagnata dalla gioia e soddisfazione dei miei Genitori.

Quest’anno ricorre il 74° anniversario e, se non è venuto meno il ricordo e la gioia di quella data tuttavia non posso non rilevare che lo scenario è cambiato di molto, infatti, per le vicende che ho dovuto attraversare. All’inizio del 2018 sono uscito dall’Ordine, perché Generale, Provinciale e il resto della fraternità si erano ammutoliti, rendendo insignificante ogni tipo di rapporto con loro, tanto che, quando io ho espresso la mia intenzione di lasciare l’ordine, con una prima lettera, una seconda e poi anche una terza ho trovato silenzio assoluto, cosa stranissima per il governo di un ordine, nei confronti di un membro effettivo, segno di indifferenza e menefreghismo, e poi, alla fine, la Buffonata di un comunicato stampa, del 25 luglio 2018 … la solenne notifica: Domenico Giuseppe Costanzo, .. non appartiene più all’O FF.MM Cappuccini… E’ stato dimesso ai sensi del can … del C.I.C. con decreto del min. Generale. Così l’Ordine, nei suoi rappresentanti, se ne è lavate le mani, col mal celato segno di abuso di potere indiscriminato e privo di un minimo di dialogo.
Per me il 27 settembre cambia tono e sapore … Non sono più quello di prima e, pertanto, voglio dire, ai responsabili e al resto della Fraternità dei cappuccini che, uscendo dall’ordine, mi sono subito tutelato rinnovando la mia volontà di continuare ad essere Frate cappuccino per sempre, con la mia consacrazione dei voti privati di Povertà, di castità e obbedienza a Vangelo e il saio che io non ho lasciato mai, continua ad essere il segno illuminante del mio essere Frate Cappuccino per sempre, anche se non legato a una struttura come prima. Un’altra cosa devo dire. Chi ha inteso distruggere la mia vita e annientare la mia persona, il mio “inimicus Homo”, con la boria di un Garibaldino, ha cercato tutti i mezzi strategici per arrivare allo scopo: *la menzogna, *la diffamazione,* tanta e tanta zizzania, per oscurare molti anni di operosità, a Gibilmanna e a Castelbuono, a favore dell’uomo e la sua Promozione globale, *la improvvisa silurata “ex abrupto” dall’impegno, di 38 anni, come assistente vicario-episcopale, per la vita Consacrata, nella diocesi di Cefalù, *due anni e mesi di vergognoso esilio a Reggio Calabria … e *l’essermi fatto ritrovare “sospeso a divinis” senza il minimo di motivazione …

La mia colpa e la ragione di tutto? L’aver denunziato abusi sessuali di un consacrato ai danni di una dipendente del convento di SGR, Anna Verde, e l’essermi rifiutato categoricamente di ritrattare.
In ultimo desidero sottolineare che la Chiesa locale di Nicosia non ha riconosciuto il mio carisma sacerdotale, che non è stata una mia conquista, ma un dono, piovuto dal cielo che non si cancella mai, e pertanto, la stessa Chiesa, non so per quale ragione, mi ha ignorato e mi ignora fino ad oggi.

Con ogni rispetto per tutti.

Fr. Padre Domenico Costanzo

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