Palmeri ringrazia, da Lions e da castelbuonese, il Museo Civico per l’accoglienza e la cordialità

[RICEVIAMO DAL MUSEO E PUBBLICHIAMO]

e-mail del 29/01/2013
Gentile Dottoressa,
le esprimo la più profonda gratitudine a nome di tutti i soci del Club Lions Monte Pellegrino di Palermo, per la generosa ospitalità e per la cordiale accoglienza che Lei, in qualità di Direttrice della magnifica struttura del Museo Civico di Castelbuono, ci ha riservato.
Grazie alla sua particolare cordialità siamo unanimi nel ritenere che la giornata del 27 gennaio scorso è stata una occasione assolutamente da ricordare e che rimarrà fra le iniziative più riuscite nella storia del nostro Club. In particolare Le porgo i più sentiti ringraziamenti da parte del Dott.Luca Brancato, nostro presidente, che confidenzialmente mi ha più volte sottolineato la straordinaria atmosfera che si è creata nella suggestiva cornice della sala del castello dei Ventimiglia e che il gruppo Lions ha potuto pienamente godere grazie al suo prezioso
interessamento. Le sono debitore tuttavia anche a livello del tutto personale e mi esprimo soprattutto in qualità di castelbuonese.
La fierezza di noi castelbuonesi è nota e fortunatamente è una fierezza ben riposta, poiché per ciascuno di noi dichiarare le proprie radici da un luogo come Castelbuono, così pieno di memorie, di umanità, di bellezza, non può che generare un giusto orgoglio. Non potrebbe essere altrimenti. E se ho avuto la fortuna, molti anni fa, di nascervi e di mantenere intatto nel tempo l’amore per le mie origini, non posso che sentirmi felice e onorato di partecipare oggi, e sia pure in minima parte, alla vita culturale e alla valorizzazione dell’identità di questo luogo.
Tuttavia oltre l’apparenza di un indomabile entusiasmo personale, sento dentro un’ infinita umiltà, perché in realtà il rapporto che mi lega alla nostra terra è di tipo filiale ed ogni mio modesto contributo è sempre rivolto ad una realtà che io intimamente vedo più che mai materna”.
La mia esperienza dunque non stata soltanto un servizio reso e che ho svolto con visibile entusiasmo; per me è accaduto qualcosa di più.
Confinata in una parte nascosta di me stesso ho vissuto la sensazione di sentirmi accolto nel “cuore” di Castelbuono: in quel castello dei Ventimiglia che per me, che sempre conservo anche una parte greca nell’animo, ha sempre avuto il valore di un’ “Acropoli”.
Per essa ho sentito sempre lo stesso inesprimibile legame che mi lega a quella di Atene. Si tratta di richiami. Ognuna a suo modo rappresenta un’origine. Non è una caduta retorica: nel modo di pensare ellenico ogni luogo del mondo che ha il potere di legarci definitivamente a dei valori irrinunciabili è “un’Acropoli”. E per me il castello di Castelbuono lo è.
Il mio grazie più sentito,
Camillo Palmeri