“Pelù contro Renzi, i film meridionali e la fine delle riviste soft-porno.”

Un fiorentino spavaldo calca i palchi di tutti gli eventi d’Italia e occupa le prime pagine di tutti i nostri giornali. Avrete capito che mi riferisco a Matteo Renzi, presunto uomo nuovo della politica italiana, quello di cui chi ha sempre votato Berlusconi dice “se a posto di Bersani si candidava lui, lo votavo”. Si è presentato come “il rottamatore” ma adesso chi rottamava entra sempre più nella sua cerchia. Da rottamatore è diventato “asfaltatore” per la sicurezza di vincere che ha contro il PDL, che è una dote rara nei leader del PD. Asfaltatore ma non troppo secondo Piero Pelù, che da cittadino fiorentino lamenta la presenza di tante buche nelle strada del capoluogo toscano, da asfaltare prima rispetto agli avversari politici. Di fatto una polemica non troppo mascherata verso quello che continua ad essere il sindaco di Firenze e che alcuni fiorentini (Pelù è tra i più infuriati) ritengono troppo assente e preso dalle vicende politiche nazionali.

L’Italia del cinema si prepara alla presentazione delle candidature per il premio oscar con 7 film che hanno una caratteristica comune: sono tutti film con registi o protagonisti del sud Italia. I film sono “Viva la libertà” dell’esordiente Roberto Andò con Tony Servillo, “La Grande Bellezza” dello stesso attore napoletano e con la regia di Sorrentino, “Miele” della regista Valeria Golino, il debutto alla regia di Alessandro Gassman “Razza bastarda” con Michele Placido e lo stesso regista, l’altra figlia d’arte Maria Sole Tognazzi con “Viaggio sola” e infine i titoli dei registi siciliani “Salvo” e “Midway”, il primo di Antonio Piazza e Fabio Grassadonia e l’altro del regista fantasy-horror catanese John Real. Speriamo che almeno uno tra i titoli venga inserito in una candidatura per la statuetta più ambita del cinema.

Infine, in questi giorni si decreta la fine della storica rivista patinata “Penthouse” classico americano del soft-porno che non ha resistito alla rivoluzione portata dai siti porno come “youporn”. La storica rivista aveva raggiunto il suo apice negli anni ’70 quando arrivò a vendere qualcosa come 5 milione di copie. Poi il lento declino fino alla morte del patron Guccione nel 2010, che è stato l’inizio della fine. Così le perdite del primo semestre del 2013 sono arrivate a 20,7 milioni di dollari per decretare una fine inevitabile. Si chiude un mito, si chiude un’icona dell’erotismo vintage.

?Oltre Fiumara ? Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.?