Pensieri fugaci e non venali di un (molto) futuro papà.

Non voglio diventare padre, ve ne prego, non pensateci neppure. Ho solo riflettuto in modo fugace e superficiale su quanto debba essere impegnativo, su quanti miliardi di cose si vorrebbero insegnare, trasmettere a un figlio e a quante volte invece si pensa che sia meglio lasciarlo fare da solo. Ho pensato ad un minuscolo esserino piangente, che poi cresce e comincia a parlare e a camminare e anche ad assomigliarti un po’, poi va a scuola, si fa le canne, gli crescono i brufoli, ti manda a fanculo, fa per la prima volta l’amore e così via. Forse c’ho pensato un po’ di più ultimamente, ma solo perché se n’è parlato spesso, per caso. Una delle cose più curiose è la diversa reazione delle persone poste di fronte a questa ipotesi: alcuni la reputano un’assurdità, altri dicono “solo dopo i trent’anni”, qualcuno quasi quasi ci sta facendo un pensierino, i più invece pensano immediatamente al fatto che non ci siano abbastanza soldi. Si, quello è certo. Ma è mai possibile che sia l’unica preoccupazione? Niente gioia, idee, sorrisi, voglia di giocare di divertirsi, voglia di prendersi delle responsabilità e di arrangiarsi. No, solo soldi, non che non sia vero che servano, anzi ce ne vogliono pure parecchi. Soprattutto se si è una famiglia media, con abitudini medie (così dicendo me ne tiro fuori). Un istituto di ricerca ha addirittura avuto il tempo e la voglia di fare i conti in tasca ai genitori e capire quanto si spende per crescere un figlio dagli zero ai diciotto anni. Lo scontrino presenta un conto finale da circa 180 mila euro. In pratica quanto una Ferrari California. Ma sempre di un figlio si tratta. E allora ancora numeri su numeri, e via alle voci tipiche di spesa: i soldi per il cibo, i vestiti, l’educazione, la salute, la paghetta settimanale. Dopo aver letto tutti questi dati, l’unica cosa che ho pensato è stata: “ecchissenefrega”! Che ben venga spendere i soldi per i figli, anche perché magari con la Ferrari fai un incidente e addio a quello che hai spesso tutto in un colpo. Con i figli invece resta qualcosa, anche fosse soltanto il rimorso del fallimento di genitore o il fatto di lasciare una traccia vivente in questo mondo.

Per oggi è tutto, appuntamento alla settimana prossima.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”