Peppe Norata assolto con formula piena dalle accuse di violazione delle norme finanziarie

[ILCALEIDOSCOPIO] Il Tribunale di Termini Imerese ha assolto con formula piena Peppe Norata, liquidatore di Ecologia e Ambiente, la società che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti nei comuni dell’Ato Palermo 5.

Norata era stato citato in giudizio dal Pubblico Ministero Vincenzo Cefalo per violazioni delle norme finanziarie. Lui stesso, quando lo hanno voluto candidare alle primarie per candidato sindaco del Partito Democratico di Castelbuono nel 2011, aveva informato l’opinione pubblica delle inchieste giudiziarie nei suoi confronti (tutte per la carica rivestita), tra cui questo procedimento, che «riguarda – affermò – i versamenti di tributi fatti in ritardo, perché ho scelto di pagare prima lo stipendio dei dipendenti piuttosto che l’Iva». Norata, intanto, venne assolto in un altro processo per danno ambientale, stoccaggio e traffico illecito di rifiuti. Adesso per lui è arrivata anche questa assoluzione «perché il fatto non sussiste».

Oggi, alla luce della sentenza che ha stabilito la correttezza del suo operato, dichiara:«Per me che ho, sempre, perseguito gli obiettivi istituzionali nel rispetto dell’ambiente e della legalità, subire processi del genere è stato mortificante e lesivo della mia immagine professionale e di uomo corretto e rispettoso delle regole. La fiducia nella giustizia e la sicurezza nel non aver commesso reati mi hanno consentito di affrontare con serenità tutti i procedimenti che, via via, si stanno risolvendo in assoluzioni con formula piena. Ancora più mortificante sarebbe stata una condanna per danno ambientale, stoccaggio e traffico illecito di rifiuti, per me che dell’ambiente ho fatto ragion di vita e non mi stanco mai di appellarmi al buon senso civico di tutti i cittadini al rispetto dell’ambiente. Spiace, oggi, dover ammettere che molti di questi procedimenti sono nati per mano di qualche nostro concittadino che, oltre a non avere il coraggio di firmarsi negli esposti da egli prodotti, non ha mai pensato di assumersi responsabilità nella gestione della “cosa pubblica”».