“Per un grande e autorevole servizio pubblico radio-televisivo”

[RICEVIAMO DAL SINDACO E PUBBLICHIAMO] La riflessione che mi avvio a sviluppare nasce dalla consapevolezza e dall?esigenza di trovare strumenti utili alla democrazia italiana per poter meglio funzionare visto che la crisi dei partiti e l?inadeguatezza della classe politica stanno portando ad una degenerazione dell?etica e della morale che pu? minare le fondamenta stesse della nostra democrazia.

Non voglio apparire catastrofico, non ? nel mio stile, trovo per? che oggi la crisi della nostra societ? nasce fondamentalmente dalla perdita dei valori che dovrebbero sostenere la sua evoluzione. Sicuramente all?involuzione sociale contribuisce l?informazione televisiva, radiofonica o della carta stampata che negli ultimi decenni ha avvantaggiato la notizia gridata, l?informazione dei comunicati stampa senza approfondimenti, le trasmissioni televisive nelle quali i partecipanti rappresentano modelli di vita che guardano all?apparire, al successo facile, indifferenti di offendere tutti e tutto pur di arrivare al proprio scopo.
Da segnalare, e non ? poca cosa, la scomparsa di una componente importante nell?evoluzione democratica partecipata: il contributo degli intellettuali o meglio ancora degli uomini di cultura.
La loro assenza nel confronto politico quotidiano sta portando a un inaridimento culturale e non favorisce un serio e costruttivo dibattito nei partiti che hanno omologato il proprio agire pur di intercettare sempre pi? consensi nella societ?.
? sotto gli occhi di tutti come i partiti italiani presentino spesso programmi completamente uguali e la sensazione che danno nell?utilizzare linguaggi e modi di procedere identici per invadere la gestione della pubblica amministrazione.
Un settore dove l?intromissione dei partiti ? maggiormente evidente ? la gestione della RAI.
Infatti, ogni volta che cambia governo, non ha importanza quale area politica governi, sia di centro destra o centro sinistra, assistiamo a ?terremoti? all?interno del servizio pubblico radio-televisivo e la RAI ? la vittima.
Non star? qui a elencare le vicende di cui siamo stati spettatori obbligati e che hanno visto i partiti occuparsi dell?assetto organizzativo della RAI (condizionandolo!!).
Ognuno pu? rendersi conto da solo di come questa ?invadenza? mortifichi le professionalit? privilegiando scelte editoriali di programmi RAI e dei Telegiornali che oggi ci fanno considerare il mezzo di comunicazione pubblico il meno affidabile.

Mi auguro che la mia riflessione possa stimolare un confronto costruttivo su quale informazione vogliamo e mi invita a fare una proposta che per concretizzarsi necessita del coinvolgimento dei giovani. Ho potuto constatare, infatti, che proprio i giovani hanno molto interesse verso il settore dell?informazione e a mio parere sono molto pi? liberi nell?affrontare questo tema perch? poco condizionati da visioni partitiche e da interessi economici.
La proposta: l?elezione diretta del Presidente e del consiglio d?amministrazione della Rai, con diritto di voto agli abbonati in regola con l?abbonamento Radio-Televisivo?
Ai cittadini l?onere di scegliere chi dovr? governare il servizio pubblico, potremo cosi affermare via i Partiti dalla Rai.
Diamoci un anno di tempo per regolare la materia senza correre il rischio di cadere nella poco edificante contrattazione politica, per scrivere la norma si dia l?incarico ai dieci illustri giornalisti e giuristi italiani e stranieri.
In pochi mesi il parlamento avr? la proposta che potr? approvare.
Auspico che il mondo dell?informazione libero sostenga questa idea nei modi e con i mezzi pi? idonei perch? solo cos? si potr? avere un ampio coinvolgimento dell?opinione pubblica.
A noi utenti che vogliamo usufruire del servizio d?informazione pubblico con professionisti autorevoli e liberi, il compito di scegliere.
? una sfida che rilancer? la competizione nella qualit? obbligando gli altri organi d?informazione a misurarsi con una grande Rai.
? un?idea e una proposta.

Mario Cicero
Sindaco di Castelbuono