Petralia Sottana, un fiume di fiaccole per dire no alla chiusura del Punto nascita [foto e video]

[madoniepress.it] Straordinaria partecipazione all’iniziativa del Comitato Pro Ospedale

Un fiume straripante, dal cuore pulsante di donne, uomini, bambine e bambini, delle alte Madonie, provenienti dai comuni di Petralia Sottana, Petralia Soprana, Gangi, Geraci Siculo, Polizzi Generosa, Castellana Sicula, Caltavuturo, Bompietro, Blufi ed Alimena, si è riversato in strada per raggiungere l’ospedale Madonna dell’Alto, con le fiaccole in mano.

Al Km 33, il Comitato Pro-Ospedale ha chiamato a raduno le cittadine e i cittadini del territorio madonita, le istituzioni scolastiche, le associazioni culturali, le Cordelle dei vari paesi, l’Auser, Il Cai, le Proloco, il Teatro della Rabba, i primi cittadini e gli amministratori, coi gonfaloni dei comuni, il personale sanitario, il presidente dell’Ente Parco delle Madonie, i baby sindaci del territorio, i preti, i rifugiati politici, tutti si sono presentati per dire No alla chiusura del Punto Nascita e chiedere il potenziamento del nosocomio madonita.
In silenzio e pacificamente, un corteo, con alla testa le donne gravide, ha sfilato verso l’ospedale Madonna dell’Alto, biforcandosi, prima di raggiungere il pronto soccorso e riunendosi dinanzi all’ingresso principale. I manifestanti si sono presi per mano, come a cingere il loro ospedale in segno di protezione. Dinanzi al portone principale, la fiaccolata si è fermata per dare vita a dei momenti di riflessione e testimonianza. I partecipanti hanno espresso le ragioni della protesta pacifica e determinata, contro la chiusura del punto nascita, in un territorio montano, distante oltre 100 Km, dagli ospedali di città, con un sistema viario, piuttosto precario e in condizioni climatiche avverse, nei mesi invernali.

La chiusura del reparto di ostetricia e ginecologia non determinerà, inoltre soltanto l’impossibilità di partorire, ma, nel giro di sei mesi o meno, anche l’impossibilità di ricorrere a semplici cure mediche per malattie ginecologiche e per interventi di semplici cisti ovariche o di fibromi uterini. Una negazione dei diritti alla salute delle donne che vivono in questo territorio, che appare non degno di attenzione e di diritti da salvaguardare, per la sua popolazione. È una negazione dei diritti alla salute di tutti i cittadini che nelle Madonie hanno scelto di vivere.
Così apre gli interventi la portavoce del Comitato Pro-Ospedale, l’avvocata Cinzia Di Vita:

Questa fiaccolata è la dimostrazione che i cittadini madoniti ci tengono al loro ospedale. Siamo qua per rivendicare non solo il diritto delle gravide a partorire, ma il diritto alla salute di tutti i cittadini madoniti che pagano le tasse alla stessa maniera e in egual misura degli altri cittadini. Non si capisce perché ci sia la spending review, soltanto per i piccoli centri, a scapito delle grandi cattedrali che pur non producendo profitto, vengano sovvenzionati. Pertanto noi chiediamo che facciano una spending review oculata, che tenga conto non solo dei numeri, ma dell’olografia dei territori.

Parlano le donne che nei prossimi mesi daranno alla luce i loro figli e vivono l’angoscia di non potere partorire nel luogo dove sono state seguite durante la gravidanza, ma non si rassegnano e chiedono fortemente di potere partorire a Petralia, senza mettere a rischio la loro vita spostandosi dalle Madonie verso altri nosocomi. C’è chi vive incubi notturni, in cui si vede costretta a partorire in macchina, durante il tragitto. Parlano gli studenti, i baby sindaci, i rappresentanti sindacali.

(Galleria fotografica e Video di Mirella Mascellino)

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