Piana degli Albanesi, dopo tre mesi di cure torna a volare un’aquila imperiale trovate sulle Madonie

[monrealenews.it] Torna a volare un’Aquila imperiale curata al Centro Regionale Recupero Fauna Selvatica di Ficuzza. Il rapace, uno tra i più rari, è stato liberato nei giorni scorsi dai volontari della Lipu a Portella Maganoce, su un’altura che sovrasta l’oasi del lago di Piana degli Albanesi.

Tre mesi fa l’esemplare era stato ritrovato da un operaio forestale nell’area del Parco delle Madonie, vicino Castelbuono. “Giunta all’ospedale di Ficuzza, grazie all’intervento del Corpo forestale – racconta il direttore del Centro, Giovanni Giardina -abbiamo scoperto che Sissi (è il nome che i volontari hanno dato all’aquila ndr) fa parte del progetto “Life” ed era stata liberata in Slovacchia con la finalità di monitorarne la rotta e i tempi di migrazione. Il rapace era provvisto, infatti, di un rilevatore satellitare Gps che trasmetteva informazioni al responsabile del progetto, il ricercatore austriaco Rainer Raab”. A metà settembre l’aquila era stata avvistata dagli osservatori della “Rete Euromediterranea” nei cieli del Parco dell’Aspromonte, in Calabria. Sissi stava facendo rotta verso le aree di svernamento.

Il 19 settembre scorso però un operaio forestale la trova immobile fra le sterpaglie. Viene lanciato l’allarme e sul posto arriva una pattuglia di agenti forestali, che portano d’urgenza l’animale a Ficuzza. Dove le viene diagnosticato un trauma all’ala sinistra. Dovuto forse ad un impatto con un traliccio. Iniziano così le cure e la riabilitazione, che viene effettuata all’interno del centro, nel tunnel “Grandi Rapaci”: una voliera lunga 100 metri e larga dieci. A seguire i progressi di Sissi è un’equipe di operatori della Lipu, guidata dalla veterinaria Luisa Li Vecchi e dalla volontaria Annamaria Waldhart, affiancati da uno lo staff del Dipartimento “Stebicef” dell’Università di Palermo, diretto dal professore Maurizio Sarà.

Nei giorni scorsi l’aquila, perfettamente riabilitata, è tornata a volare nei cieli siciliani, dove quest’anno ne sono state avvistate altre tre. “Ora – ci dice Giardina – sarà lei a decidere se restare a svernare in Sicilia o scendere verso le aree calde della Turchia, dell’Egitto e dell’Africa sub-sahariana”. Il Centro di Ficuzza, che proprio oggi compie 20 anni di attività, non è nuovo a salvataggi di grossi rapaci. Nato il 27 dicembre del 1996 dalla collaborazione tra l’ex Azienda Foreste e la Lega Italiana Protezione Uccelli, l’ospedale in questi anni ha curato, riabilitato e liberato diversi esemplari di Grifone, Avvoltoio monaco, Aquila reale, Aquile del Bonelli e Capovaccai. “Abbiamo ospitato – racconta il direttore – circa 25 mila animali ed ogni anno accogliamo oltre 200 scuole per giornate dedicate all’educazione ambientale”.

(foto vallejatonews.it)

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