Piano Battaglia, una lotteria di rinvii e polemiche, il gestore degli impianti: «Mancato guadagno»

Pubblichiamo di seguito l’approfondito articolo pubblicato da MadonieNotizie, a firma di Vincenzo Lapunzina, sulla breve e già triste parabola di Piano Battaglia srl, a seguito della recente messa in mobilità del personale assunto.

 

Le corde d’acciaio che spingeranno sciatori ed appassionati della montagna sul monte Mufara sono ancora ferme.
Seggiovia e skilift gridano “vendetta” per i ritardi accumulati, legati anche alla complessa burocrazia che si è presentata davanti alla politica, che vuole mettere il “cappello” sullo start agli impianti e agli investitori che vorrebbero iniziare, legittimamente, a fare cassa.
Le date previste per l’inaugurazione sembrano buone per giocarsi un terno al lotto, magari sulla ruota di Napoli, dove ha sede l’Ufficio speciale trasporti a impianti fissi.

L’USTIF, sconosciuto fino ad oggi ai comuni mortali, è un organo periferico del ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti.

Questi uffici rilasciano il nulla osta all’entrata in servizio, ai fini della sicurezza, anche a “sciovie, slittinovie, funivie monofune a movimento unidirezionale continuo con veicoli a collegamento permanente alla fune portante – traente e funivie monofune a movimento unidirezionale continuo con veicoli costituiti da seggiole di capacità da uno a quattro posti, a collegamento temporaneo alla fune portante”.

simona-vicariInsomma , i funzionari dell’USTIF di Palermo si sono prodigati a verificare se gli impianti sono stati realizzati a perfetta regola d’arte «e che le norme e le procedure per la sicurezza siano state applicate secondo legge», come ha tenuto a precisare Simona Vicari, ch’è sottosegretario ai Trasporti, da cui dipende proprio l’USTIF.
Tutto questo è avvenuto nella massima serenità e con condizioni meteo non buone, ed a prescindere dalla fretta che si possa avere nel mettere a regime gli impianti di risalita.
È utile ricordare ai lettori che l’impianto avrebbe la capacità di far “girare” ben 600 persone all’ora e la sicurezza dev’essere messa, così come è stato, al primo posto.

La Piano Battaglia Srl, che gestirà gli impianti per i prossimi trent’anni, con una modica partecipazione economica di 100 mila euro a fronte di un investimento comunitario di oltre 3 milioni di euro, si è dichiarata preoccupata per il ritardo e lunedì scorso ha divulgato un “comunicato ufficiale”: “Con rammarico informa che è costretta  temporaneamente a sospendere l’attività e ad avviare le procedure di messa in mobilità del personale assunto”.

La società, che subisce direttamente i ritardi  fa sapere che  “non può continuare a sostenere i costi aziendali senza una reale prospettiva di rientro dei capitali investiti a cui deve, purtroppo, aggiungersi il mancato guadagno derivante dai ritardi maturati nell’iter burocratico che hanno ostacolato oltremodo l’avvio della gestione nella difficile fase della start up”.

magda-culottaA sostegno della società e dei numerosi dipendenti stagionali “scia” Magda Culotta, deputato del PD, la quale fa sapere di avere «una interlocuzione con il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti e con gli uffici di Napoli per velocizzare l’arrivo dei patentini e di tutti i documenti necessari per far ripartire gli impianti di risalita nel più breve tempo possibile».
Il deputato rassicura tutti: «I documenti arriveranno per consentire la riapertura». Amen.

Quella che non ci sta e che si è schierata a spada tratta a difesa dei suoi uffici napoletani è il sottosegretario ai Trasporti, Simona Vicari.
La Vicari sposta l’attenzione sui ritardi accumulati nel mettere in tensione elettrica gli impianti, “consegnati” a giugno 2016.
Una stilettata al sindaco Metropolitano, Orlando, che presiede l’ex Provincia regionale di Palermo.

«La procedura che riguarda l’USTIF si è conclusa in 34 giorni ed entro venerdì  (10 febbraio, ndr) – la regione avrà tutti gli atti necessari per il rilascio delle autorizzazioni». Nel caso della Sicilia, che è a statuto speciale, la competenza è in capo all’assessorato regionale ai trasporti.

Domenico Anello, direttore di servizio degli impianti, un tecnico di provata esperienza che svolge lo stesso ruolo nella funivia Trapani-Erice, sciorina numeri diversi da quelli della Vicari affermando che i ritardi sono di gran lunga superiori.

A questo punto poco importa. Al Paesaggio madonita tutto serve tranne che una vertenza con la società che gestisce gli impianti, la quale avrebbe potuto evitare di esordire, alla vigilia della riapertura, con la classica “minaccia” sindacale di avviare “le procedure di messa in mobilità del personale assunto”.

Siamo solo all’inizio di un percorso trentennale che la società concessionaria dovrà fare accanto alle Istituzioni che vivono un momento di grandi difficoltà e che non possono ottemperare prevalentemente le legittime richieste provenienti da “Piano Battaglia”.

Ci chiediamo: cosa accadrà quando non ci sarà la neve ed i flussi di persone si ridurranno oltre le aspettative?

Cosa faremo tutti insieme, ci porteremo a Piazza San Pietro per chiedere al Santo Padre di intercedere altrimenti licenziamo tutti?

Consentiteci una piccola osservazione. Crediamo che faccia più danno titolare, sul sito ufficiale della società, che ci sono stati “10 feriti a Piano Battaglia nel week-end”, salvo poi riscontrare che sabato è stato registrato un solo accesso al pronto soccorso di Petralia Sottana, per una distorsione al ginocchio e nessuno domenica.

Il resto si risolverà nelle prossime ore, il vero problema è che per fare impresa ci vogliono gli “euri”, che servono soprattutto nei periodi di magra o per gestire gli imprevisti.
Le Istituzioni sono tutte ai piedi del Monte Mufara, ne siamo convinti.
Ma i “picciuli”, per andare avanti serenamente e senza la preoccupazione di leggere altre prese di posizione che agitano le acque, ci sono?

Una penultima considerazione. Prima di stabilire l’ennesima data di questa agognata inaugurazione si faccia in modo di avere tutte le carte a posto, altrimenti ci ritroveremo di fronte ad un’altra schedina del lotto, questa volta con una quaterna secca. Sulla ruota di Palermo.

 

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