Piano paesistico, più tutela per Cefalù e le Madonie

[LAVOCEWEB] Cefalù e le Madonie hanno una collocazione particolare e di pregio nel piano paesistico della provincia di Palermo preparato dalla Sovrintendenza ai Beni culturali e ambientali. Il piano vede la luce a 14 anni dall’emanazione delle linee guida regionali e detta i criteri della pianificazione urbanistica e territoriale. Tiene conto di studi di analisi sulle peculiarità, le risorse e le fragilità del territorio.
Sono previsti vari livelli di tutela secondo una scala da 1 a 3 che modula i diversi tipi di interventi ammessi. La tutela massima è prevista per Cefalù (centro urbano e Rocca), Pollina, Gratteri, Lascari, Scillato, Geraci Siculo, Castelbuono, San Mauro Castelverde, Caltavuturo, Gangi e per la fascia costiera compresa tra il fiume Imera e Cefalù nella quale è compresa tutta l’area di Campofelice di Roccella.
L’attenzione verso le Madonie deriva prima di tutto dal fatto che sono tra le prime terre emerse a partire dal Triassico, quindi circa 200 milioni di anni fa. Attraverso lo studio dei fossili sono stati ricostruiti, si legge nella relazione della Sovrintendenza, paesaggi oceanici con grandi barriere coralline poi coperti da sedimenti vari durante la fase di avvicinamento tra Europa e Africa.
“In questi territori – scrive ancora la Sovrintendenza – è rappresentata buona parte della diversità dell’intera area mediterranea. Oltre agli splendidi paesaggi naturali vi si alternano quelli modellata dalla sapienza dell’uomo attraverso la cura delle colture agricole con paesaggi agrari e insediamenti rurali ancora ben conservati”.
Per Cefalù e gli altri paesi inclusi nella fascia più protetta del piano paesistico si richiamano le valenze urbanistiche, architettoniche e culturali dei centri urbani e di alcuni siti particolari.
Dopo il vaglio e l’approvazione del piano, che sarà svolto dall’Osservatorio regionale del paesaggio, partirà il confronto con le amministrazioni locali per l’adozione delle misure e delle norme di tutela.
04.01.2013