Pino Maniaci. Essere un giornalista antimafia in Sicilia nonostante tutto

“Manco il tempo di arrivare e già avete rotto i coglioni!”. E’ stata questa la cordiale accoglienza ricevuta da Pino Maniaci l’ultima volta che sono andato a trovarlo con degli amici nello studio della sua Telejato a Partinico. Era un pomeriggio d’estate e lui, che non sa nemmeno cosa siano le ferie, stava registrando la puntata del Tg. Neanche il tempo di entrare e già aveva fatto indossare la cuffia ad un’amica venuta dal lontano nord, non poteva capire che Pino fa così per dimostrare il suo affetto. Nella stanza di registrazione gironzolava un cane. Ma a questo ci arriviamo più tardi.

Quel pomeriggio dell’estate appena trascorsa, alla sede di Telejato, eravamo nove amici, mentre ognuno di noi si alternava nel lanciare i servizi del Tg, Pino raccontava qualche aneddoto della sua vita da giornalista scomodo in terra di mafia: la lotta contro la distilleria Bartolini, fabbrica che inquina nella totale impunità e indifferenza, le riprese al matrimonio della figlia di Riina con i gesti minacciosi del figlio del capo dei capi, l’aggressione subita da Michele Vitale, figlio del boss di Partinico soprannominato Fardazza, a cui è sopravvissuto grazie al trucco del doppio nodo alla cravatta, imparato da un amico, le varie macchine bruciate, la conduzione del Tg con gli occhi neri, per il pestaggio subito il giorno precedente. E così via, fino ad arrivare ai riconoscimenti, tra cui il primo posto nell’elenco dei giornalisti più a rischio d’Europa, stilata da un ente europeo che si occupa di libertà d’informazione. Per la cronaca, di quell’elenco di 100 giornalisti ai primi due posti ci sono due italiani: il primo è Pino Maniaci, il secondo Roberto Saviano.

Quel pomeriggio va avanti, chi non conosceva Pino capirà dopo che le parolacce e le espressioni volgari fanno parte del personaggio, che lui non può che essere così, perché solo un pazzo può fare quello che ha fatto, solo un folle può trovare il coraggio di andare avanti. Negli ultimi giorni si è continuato a parlare di lui e quando questo succede di solito c’è da preoccuparsi. Stavolta, oltre all’ennesima auto bruciata, gli hanno fatto trovare i cani impiccati nella sua abitazione. Secondo Pino potrebbe essere un atto intimidatorio dovuto alle sue ultime inchieste sul traffico di cocaina. “La droga in questi ultimi mesi scorre a fiumi nel comprensorio. A qualcuno queste nostre denunce non sono andate giù”.

Non so se quel cane che girava tra noi è uno dei due che hanno impiccato, però, se così dovesse essere, mi chiedo fino a dove può arrivare la stupidità di certe gente. Quale ignavia, insensatezza, ignoranza, pacatezza deve contraddistinguere chi fa un gesto talmente brutale verso due bestie indifese. Di certo si tratta di qualcuno che è abituato ad esercitare violenza verso chi è più debole.

Poi mi chiedo anche fino a quando quest’uomo dovrà correre il rischio di morire, quando diventeremo, noi cittadini, il suo scudo umano, quando la smetteremo di avere paura di stargli vicino perché non si sa mai qualcuno ci vede e ci considera suo amico. Come può lo Stato dargli protezione, oltre all’avergli affiancato due uomini di scorta. Non si sa. Rimane il fatto che esiste della gente a piede libero, che può permettersi di minacciare, bruciare le auto, impiccare cani, pestare a sangue un uomo. Esiste un giornalista che, con la sua famiglia, denuncia, parla, grida tutti i giorni da una piccola emittente televisiva, guadagna con poca pubblicità e con qualche offerta, che continua a crederci e non si arrende nonostante tutto. Poi esistono tutti gli altri, gente comune, cittadini, politici, forze dell’ordine, avvocati, medici, giovani, impiegati, studenti, operai che devono scegliere da che parte stare. Solo loro possono fare la differenza.

Con questo è tutto, per finire bene però l’OltreFiumara di questa settimana, forse qualcosa può farla anche chi legge questo blog, sostenendo per esempio con un’offerta Telejato. Queste le coordinate bancarie: Conto 07/484182 c/o Banca Don Rizzo Partinico. Iban: IT56N0894643490000007484182.

“Oltre Fiumara. Rubrica settimanale che apre uno spiraglio tra le cinta murarie del borgo, per far passare qualche notizia fuori dal comune.”